andrea salsi

E' appena apparso sulla gazzetta ufficiale questa bella legge:

DECRETO-LEGGE 20 giugno 2012, n. 79
 Misure urgenti per garantire la sicurezza dei cittadini, per assicurare la funzionalita' del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e di altre strutture dell'Amministrazione dell'interno, nonche' in materia di Fondo nazionale per il Servizio civile.


http://www.gazzettaufficiale.it

b) l'articolo 2 della legge 25 marzo 1986, n. 85,  e'  sostituito
dal seguente:
    «Art. 2 - 1. Ai sensi e per gli  effetti  della  presente  legge,
sono armi sportive le armi comuni da sparo somiglianti ad un'arma  da
fuoco automatica, ovvero le armi demilitarizzate.


In pratica chi ha un AK, un M16, un M14, M-4, un FAL, Garand, etc, etc... classificati come armi da caccia fino a ieri, OGGI se li ritrova come armi sportive.

Se rimane entro i 6 pezzi detenibili delle sportive, poco male, se li supera... sono dolori.

Prevedo una raffica di richieste di licenze di collezione (e installazione di porte blindate, allarmi et similia per poterle concedere) e un brusco crollo dei prezzi per eccesso d'offerta (della gente che dovrà eliminare armi e non vuole spendere piccoli capitali per adattare la casa alle richieste del prefetto per concederti la licenza o semplicemente non vuole rompersi l'anima con la burocrazia).

Ma la legge, scritta così è ancora un po' ambigua nell'interpretazione... le Colt 1911 sono armi demilitarizzate negli anni '80, giusto? Vi rientrano? E le Glock? Forse si salva la Beretta 98 (che non aveva un modello "98" militare, ma il "92").

Avvertite anche voi quel brivido lungo la schiena?

Trioli e Manzini che dicono addio a Glock e STI e gareggiano con una Tanfoglio e una Beretta? ^__^

Entro poco prevedo decine di M-4 Norinco a 300 euro praticamente nuovi su armi usate.

Che dite?

Mercoledì, 25 Aprile 2012 18:44

Il primo arbitraggio... non si scorda mai

 


Le mie idee prima di arbitrare la gara del 21 e 22 aprile 2012, qualche impressione post gara più qualche foto scattata qua e la che arriveranno a breve...

 

Io di indole non sono un agonista, vado a fare le cose perché mi divertono, perché sto con degli amici. Se anche non mi classifico primo, non me ne importa un gran che... sopratutto se dopo andiamo tutti a fare “baracca” al ristorante. Certo, vincere da sempre soddisfazione, ma la voglia spasmodica che tanti hanno di arrivare “primi” non la capisco fino in fondo.

Avevo un collega (che mi ha iniziato al tiro a segno, invero), che tutto quello che faceva lo metteva sotto l'ottica della competizione (“In ufficio, io liquido più pratiche di Tizio”, “Al poligono io sparo meglio di Caio”, “In pista, io arrivo prima di Sempronio”, etc)... e non capivo questa sua “necessità” di arrivare “prima” in tutto.

Arbitrare per me è sempre stato più naturale: da anni lo faccio in gare di arco storico, da decenni arbitro tornei di giochi da tavolo e giochi di ruolo. È gravoso, è un grosso impegno, ma mantieni il rapporto con gli amici e dopo la manifestazione, vai al ristorante a scambiarti gli aneddoti sulla gara. Socialità e buona tavola.

Per me la formula migliore per godersi la vita.

Di farmi il sangue amaro perché non ho vinto non ne ho mai avuta voglia. Vedo i colleghi tifosi che quando perde la squadra del cuore sono depressi per 2-3 giorni. L'ex collega “competitivo”, se non arrivava primo, mugugnava per settimane... non io proprio non ce la faccio a tenere il muso per più di qualche ora.

 

Nel Tiro a Segno Olimpico non lo so, ma nel Tiro Dinamico Sportivo questa voglia di primeggiare è molto sentita. Nei Tiri Operativi/Difensivi un po' di meno... ma in alcune persone è sempre presente.

Questa “voglia di vincere” a volte porta ad eccessi ed estremi che non capisco: insultare l'arbitro, contestarlo senza prima discuterne, cercare di “fregarlo”, barare, etc... e la mia domanda è sempre: “Perchè”?

Ci sono forse in premio montagne di soldi?

Se hai il titolo di Campione, avrai onori e privilegi che gli altri non hanno?

Di norma no.

Secondo uno studio pubblicato su Armi e Tiro di un paio di anni fa, se uno vincesse TUTTE le gare Italiane di Tiro al Volo (Fossa Olimpica, Skeet, Double Trap), con i premi NON rientrerebbe delle spese di attrezzatura, allenamento e trasferta!

Lo stesso dovrebbe riguardare le altre discipline di tiro, più o meno... Sono cioè sport intrinsecamente “in perdita” per chi partecipa (in Italia almeno, dove l'attrezzatura per qualsiasi sport costa il doppio che nel resto del mondo). Lo si fa solo, o perché hai lo Stato che ti finanzia (sei uno sportivo nella squadra olimpica dei Carabinieri, ad esempio), oppure per la passione di tirare e di stare con gli amici... in teoria. Eppure c'è gente che se viene “frenata” nello slancio verso il podio da una ammonizione arbitrale, coprirà di insulti quella povera persona che gli ha “tarpato le ali” per tutti gli anni a venire “nei secoli dei secoli”... e dopo il corso di aggiornamento arbitrale della settimana scorsa mi sono ritrovato “nominato” Shooting Officer Nazionale (cosa per cui non mi sentivo di certo pronto).

Panico!

“Paura da Palcoscenico” la chiamano gli psicologi. È una forma d'ansia che tutti (chi più, chi meno) manifestano quando sono davanti ad un pubblico e sanno che possono essere giudicati e valutati. Una cosa simile capita anche ai professionisti della polizia che devono entrare in azione: aumento del battito cardiaco, ansia, timori, etc.

Qua non si tratta di fare semplicemente lo scorekeeper, come l'anno scorso alla grandiosa gara dell'UNUCI fiorentina (il Giglio Rosso-Pegaso 2011), organizzata dall'amico Alessandro Camarrone (in cui aiuti l'SO anche a dare le procedure e le penalità, ma non hai le stesse responsabilità dell'arbitro della “piazzola” in carica). Non si tratta di seguire con il timer gli amici del TDM, con cui condivido le mangiate (e che, se anche mi sbaglio ad assegnare una penalità, ci mettiamo semplicemente a discuterne davanti ad una birra alla sera), ma di arbitrare gli “agonisti” FIAS che anelano al podio Nazionale dopo aver fatto varie gare e che se una di queste gli salta per “colpa tua”, ti stramalediranno fino alla settima generazione!

 

Questo è il mio primo arbitraggio “ufficiale” in una gara valevole per il Campionato Italiano (anzi, che apre la stagione 2012), sotto gli occhi di tutta la FIAS del Nord Italia, con i campioni e i “wanna-be” (cioè coloro che aspirano al ruolo), SENZA un regolamento “stabile e certo” (le ultime modifiche discusse la settimana scorsa saranno già state inserite? I tiratori le avranno già lette?

Alla gara Sassuolese parteciperanno sia i “signori” che i “contestatori professionisti”... ed ecco la mia Paura da Palcoscenico che cresce e anzi diventa il mio personale “Panico” da Palcoscenico.

Riuscirò a star dietro ai “velocisti”? Non sono un “fuscello” e alcuni dei tiratori (soprattutto quelli che si divertono anche con il Tiro Dinamico Sportivo) sono dei novelli Ben Johnson... hanno una “tigre nel motore” e fanno 100 metri in un “nientesimo” di secondo. Come faccio a muovermi più veloce di loro?

Se sbaglio ad arbitrare? Se non vedo una irregolarità? O peggio, se credo di vederla (tipo un dito sul grilletto, quando invece è appoggiato all'esterno, ma non sulla canna)?

Qua mi mangiano vivo!

Rischio di fare fare anche brutta figura al TDM... mi sento le farfalle nello stomaco e una lieve tachicardia... che faccio, mi do malato?

In effetti il solo pensiero non mi fa stare bene... no sarebbe peggio, poi i “ragazzi” avrebbero seri problemi a coprire tutti gli “stage” della gara e in quel caso tutto il TDM verrebbe screditato a livello nazionale.

In mia salvezza arriva un caso fortuito... l'acquisto di un revolver S&W 625 del 1989.

Provare ad usarlo in gara, averlo da mostrare ai compagni del TDM per chiedere consigli e pareri... spostare la mia attenzione e le mie paure dalla gara alla novità della “nuova” pistola.

È un'arma usata, io non ci ho mai sparato, non ho l'attrezzatura a casa per “farla gareggiare”, ma non mi importa... avrò tutto il necessario e spenderò quello che ci sarà da spendere per partecipare alla gara di Sassuolo con il revolver al mio fianco.

E con questo pensiero si avvicina la data fatidica.

Il revolver mi arriva il pomeriggio prima della gara e non ho ancora nulla dell'attrezzatura di contorno! Un salto alla gioieller... ehm... all'armeria Bersaglio Mobile di Reggio (che hanno il pregio di avere sempre TUTTO per le gare di Dinamico), spendo una piccola fortuna per attrezzarmi ed eccomi pronto. Sabato mattina, la “sveglia del demonio” squilla all'alba (le 06:15). Il Panico da Palcoscenico aumenta... nella borsa il nuovo Timer, lo S&W 625 mai maneggiato, con le (sole) 15 lunette rifornite di munizioni (preparate la sera prima), tutte le altre nelle scatole. Il catalogo nazionale indica che l'arma può sparare solo piombo nudo. Le uniche munizioni di quel tipo che ho sono delle tronco coniche. Le “round nose” più congegnali a quell'arma sono solo blindate o ramate. OK, poco importa. La fondina nuovissima non sembra calzare molto bene alla rivoltella (maledizione: non ho tempo per andarla a cambiare), per cui mi porto dietro anche la mia 1911 dell'STI, al limite gareggio nella .45 Division. Colazione leggera (l'ansia mi ha tolto appetito) e mi faccio una doccia rapida per allentare la tensione, quindi preparo la “merenda” in uno zainetto termico. La gatta vuole le coccole... che faccio? Non ho il tempo, per cui le do solo la pappa, poi di corsa in auto dove programmo il Tom Tom, da casa al poligono, via più veloce, 54 km e quasi un ora per arrivarci grazie all'autostrada e parto. All'arrivo chiedo a Antonio “Manzo” Manzini (nostro nume tutelare e Presidente) se posso partecipare con la rivoltella e se mi fa arbitrare un “miratino”. Mi da del matto perchè voglio usare la nuova arma, ma mi concede di gareggiare nella Revolver Division e mi da la piazzola “tranquilla”, ma senza lo scorekeeper... grazie “Manzo” va benissimo ugualmente.

I ragazzi di Milano che ci devono portare le sagome dei bersagli sono in ritardo. Panico degli organizzatori. Io ne approfitto per farmi dare i consigli di utilizzo del nuovo “ferro” dal mitico Presidente (ma c'è un'arma che non sappia usare? Forse l'artiglieria missilistica anti-aerea... ma non ci giurerei). Arrivano i Milanesi alle 10:20, si finiscono di montare gli Stage, e di corsa a sparare per poter essere pronti ad arbitrare nel pomeriggio gli altri (alcuni erano anche già arrivati e da un'ora aspettavano e chiacchieravano con i ragazzi del club di Tiro Dinamico che non sapevano che il campo era chiuso a causa della gara FIAS).

Compare il grande Paolo “Mango” Manganelli, reduce dall'ospedale. Grande festa. Sembra proprio in ottima forma. Qualche convenevole anche con gli altri ragazzi e via sulle piazzole di tiro.

Rapido briefing e mi ritrovo davanti ai bersagli, con un arma mai usata prima in vita mia... ma felice di essere con gli amici al fianco. Una pazzia? Probabile.

Due stage da interpretare veramente carini e gli altri 4 che si presentano come “amichevoli” ma che in realtà non lo sono affatto. Lo stesso “miratino” era in grado di causare disastri. Ma il tutto è stato tremendamente divertente. Qualche foto tra un tiro e l'altro (con la mia “compattina” nuova nuova, che ho da due settimane e che ancora non so usare bene), le corse a ricaricare le lunette (attrezzo del demonio!) per poter ascoltare bene i briefing. Ho fatto la malora: dimenticando le lunette cariche nella borsa, ben 22 mancate percussioni (le munizioni non erano fatte per quella pistola e gli inneschi troppo duri per la morbidezza della molla del cane), tempi biblici di esecuzione degli stage... ma non mi importava. Era da tempo che non mi divertivo tanto ad una gara e la tensione, lo stress... il panico da palcoscenico... calavano “tamburo dopo tamburo”.

W il Revolver! Credo che lo userò spesso in futuro.

 

Un panino al volo ed ecco che al primo pomeriggio si comincia ad arbitrare sul serio. La “Paura da Palcoscenico” torna ad aumentare. Per fortuna la gente non è tanta e per un po' ho chi mi aiuta: Simone, Shooting Officer allo Stage 6, mi fa da scorekeeper e io mi rendo conto di essere un po' imbabolato. Ma mi riprendo e facciamo “giocare” tutti i tiratori... divertendoci anche noi SO.

La sera si organizza una cena... ma è meglio che non vada, la dieta non mi consente di mangiare fuori troppo spesso e sono sicuro che alla fine della gara si organizzi qualcosa... arrivo a casa e la doccia mi sembra una fetta di paradiso... tutto il giorno in piedi senza sedersi non è proprio molto comodo.

Il letto mi abbraccia e io crollo come un mattone, fino a quando, alle 05:00 del mattino, la gatta viene a pretendere le coccole arretrare del giorno prima, infilandosi sotto le coperte e mentre “fa il pane” mi infila gli artigli nella coscia!

Vestizione e colazione. Di corsa al poligono. Oggi è la giornata clou. Arriva la prima squadra di 8 tiratori. Sono solo. Il panico da palcoscenico aumenta. Andiamo piano piano per non fare errori. Fortunatamente il nostro onnipresente Presidente mi vede un po' in difficoltà e mi viene a dare una mano e a insegnarmi come velocizzare la cosa: 3-4 persone e “capisco il giro”. L'ansia si scioglie come neve al sole e gli altri tiratori, fino a fine giornata, non sono più un gran problema. Mi ritrovo in una situazione surreale quando arriva un gruppo con all'interno metà della gente alla prima gara in assoluto... e io mi ritrovo a tranquillizzarla e a metterla a loro agio!

 

Nessuna contestazione. Nessun problema particolare. La copia del nuovo regolamento che avevo sempre con me nella cartellina del briefing (come una sorta di “Coperta di Linus”) non l'ho mai dovuta usare. Anche le card in acetato per misurare i diametri dei fori in caso di contestazioni o grossi dubbi non mi è servita. Pausa pranzo, altro panino al volo (conserviamo le calorie per la cena). I bossoli a terra accumulati in due giorni sono “evaporati” al nostro ritorno sugli stage! Bisogna dire al sindaco di Napoli di reclutare i tiratori di pistola per la raccolta delle immondizie: rapidi ed efficienti!

 

Nel pomeriggio abbiamo anche tempo, tra un gruppo e l'altro di fare quattro chiacchiere con i ragazzi della Croce Rossa che erano sul campo in servizio. Sono affascinati dalla gara e un po' intimoriti... 50 persone che girano armate tutte assieme, possono mettere ansia, in effetti.

Poca gente ancora in piazzola e la gara finisce.

Tutti in attesa delle classifiche.

Comincio a smontare lo stage. Scambio qualche parola con gli altri SO e scopro che io sono stato MOLTO fortunato. Tutti gli altri hanno avuto da ridire con qualcuno per delle penalità comminate a dei tiratori e scopro che gente che da me è stata tranquillissima ed amabile, in altre situazioni ha “mangiato la faccia” all'arbitro.

Mi è andata bene.

Scambio di aneddoti con gli altri tiratori “veterani”, poi le premiazioni, qualche foto e i saluti finali.

 

Non capisco come mai in queste occasioni non si facciano foto di gruppo o non si organizzi una cerimonia di premiazione come si deve, con podio e fotografo “ufficiale”. Lo fanno nelle gare di nuoto, in quelle di atletica, persino a quelle di ballo! Perché noi non lo facciamo?

Alle gare di tiro storico con l'arco o la spada, vengono invitate le autorità a premiare i campioni, in puro stile medioevale (spesso vestendo in costume il Sindaco). Da noi non succede mai (almeno alle gare dove sono andato io).

Come mai? I tiratori di pistola puzzano? I politici non ci amano?

C'è da dire che spesso i poligoni sono un po' “tristi”: gomme da camion sparse qua e la, in cave fangose e senza alcun tipo di climatizzazione o copertura anti pioggia e una autorità potrebbe anche “infangarsi le scarpe di Gucci”, è vero... ma noi neppure ci proviamo a renderli un minimo “coreografici”.

Sarà anche per questo motivo che di “Lady” ce ne sono pochissime?

Quante ragazze amano essere portate in mezzo al fango o ai sassi polverosi?

Insomma, l'hanno capita anche i produttori di armi, che si sono messi a produrre tutta una serie di “Female Weapon”, non solo quelle con l'impugnatura rosa (http://www.thegunsource.com/category/2580_Pink_Pistols.aspx?w=%2BCJWDALnoPg%3D) o di altri colori sgargianti, ma stando a guardare proprio alle dimensioni e alla cura estetica dei particolari (http://i1.squidoocdn.com/resize/squidoo_images/-1/draft_lens9307571module82559451photo_1265158343KittyRifle[1].jpg).

 

Che ci vuole a mettere una cura del genere in un poligono?

Nel Tiro Dinamico Sportivo cercano di essere molto distaccati dalle discipline operative, per cui avere nei loro stage solo carte e ferri non è un grosso problema. Il “colore” se lo mettono nelle uniformi delle squadre (che sono decisamente accattivanti).

Noi facciamo action shooting... cerchiamo di simulare situazioni reali (e non è una astrazione sportiva come nel Dinamico) mettiamo ogni tanto un'auto dentro a uno degli stage per simulare una situazione reale per la strada, giusto?

E se simulassimo meglio anche gli interni? Non penso serva assumere un arredatore.

Fare un salto in qualche discarica a recuperare a costo zero qualche mobile: armadi, letti, credenze, carrozzine per bambini (che fantastico “no-shoot” sarebbe), sedie a dondolo, etc, per simulare gli arredi?

Già usiamo le nostre “normali” paratie per rappresentare i corridoi... aumentiamo un attimo il realismo.

I ragazzi che fanno soft-air lo hanno imparato da anni e hanno gli adepti in costante crescita (alla faccia della crisi), comprese le “Lady”, che spesso si divertono anche a strisciare nel fango... ma con la giusta “mise”... con il giusto modo di vestire: BDU e creme mimetiche in faccia!

 

 

Martedì, 03 Maggio 2011 14:10

Addio San Marino

Traggo da altro pianerottolo:

http://www.thegunners.it/index.php?option=com_content&view=article&id=386:stop-alle-importazioni-da-san-marino&catid=92:notizie&Itemid=303

 

Stop alle importazioni da San Marino

La recentissima circolare del Ministero dell'Interno 557/PAS.10176(1) porta la data del 29 Marzo 2011 e pone fine a tutti i dubbi sollevati in questi anni dalle questure del nostro paese riguardo la possibilità, per un cittadino Italiano, di acquistare armi, munizioni e polveri nella Repubblica di San Marino senza licenza di Importazione.

Dopo anni di incertezze ecco finalmente il definitivo chiarimento.

NON si può.

E non si tratta di un Pesce d'Aprile.

Ha solo 4 giorni di vita ma questa circolare è già diventata tristemente famosa. Porta la firma del Capo della Polizia e la data del 29 Marzo 2011. Con questo documento pare essersi posta fine alla questione delle compravendite di armi da e con la Repubblica di S. Marino.

Lunedì, 17 Gennaio 2011 23:35

Doppiette a pompa... esistono davvero!

Capisco che gli americani hanno grosse bestie da abbattere velocemente: orsi, bufali, alci e soprattutto  Tirannosauri  :D ... ma questo "Remington 1740" mi pare un po' esagerato anche per loro. Voi che dite?



Eccolo in azione:

http://www.youtube.com/watch?v=gNNWLIED4bI&feature=related

... ouchh... mi fa male la spalla solo a vederlo  :sticazzi:

... e lo si può anche usare in gare di Action Shooting/IDPA/Tiro dinamico:

http://www.youtube.com/watch?v=hlfE2xmWEkM&feature=player_embedded

Giovedì, 13 Gennaio 2011 11:33

SPARARLE GROSSE

Sabato 8 gennaio, Manzo stava provando la sua pistola Smith & Wesson .460 nella linea delle carabine, perché la potenza della munizione era di oltre 400 kg.m mentre la linee da pistola sono collaudate solo fino a 250 kg.m

 

In questi giorni mi ha fatto pensare a cosa potessero servire questo tipo di pistole e se sono state usate armi di calibro anche maggiore.

 

Girovagando un po’ per il web saltano fuori pistole ottocentesche usate nella difesa anti-tigre o anti-leone, le “Howdah pistol” in calibro .577 Snider in grado di sparare palle asciutte da 14.7mm!!!

 

Sempre in quel periodo esistevano shotgun con calibri pazzeschi per la caccia grossa, dato che le armi rigate non riuscivano ad ottenere abbastanza potere d’arresto contro bestioni come gli elefanti (ci furono casi di animali colpiti da 35 fucilate di enfield o martini henry prima di accasciarsi al suolo), che venivano affrontati a cavallo, per poter scappare dalle loro cariche quando venivano feriti e avere così il tempo di ricaricare i fucili.

 

Mentre leggo di queste storie, saltano fuori i calibri usati: il 10 gauge, l’8, il 4 e il 2 gauge!!!

Oggi usiamo al massimo il calibro 12 con una bocca di fuoco del diametro di 18,5mm, ma questi “residuati di altri tempi” che razza di bocche da fuoco avevano?

 

Ho cercato immagini sul web ed eccovi il risultato….

 

http://www.thefirearmblog.com/blog/2008/02/18/sh-2-bore-blackpowder-express/

 

Nella seconda foto potete vedere a sinistra un .500 S&W, una cartuccia che è 1 volta e mezza una .44 Magnum. E’ un calibro .50 (12.7mm) tanto per capirci. Una cartuccia anti-orso.

 

Il calibro 2 al suo fianco destro è enorme… 33.7mm di larghezza, spara mezza libbra di  piombo (225grammi-3.500 grani)!!!

 

E l’articolo dice che esistono anche armi in calibro 1 (del diametro di 1.67″ pollici-42.41mm) e il calibro A (dal diametro di 2 pollici-50,8mm) usati però solo in fucili montati a terra per la caccia in massa ai volatili acquatici (point gun).

 

Dove si possono trovare musei con armi di questo tipo?

Lunedì, 20 Settembre 2010 16:00

Commento della "stampa" alla gara

 

Commentare la gara di Forte Canarbino mi imbarazza un po', perché ero la non come partecipante, ma come “addetto stampa” del TDM.

Come “giornalista” del club ecco alcune informazioni generali (reperite dal web) per chi non è potuto venire: “ Storia: il forte di Canarbino fu costruito nel decennio tra il 1870 e il 1880, ed aveva come funzione originaria quella di proteggere la base navale della Spezia da possibili attacchi via terra. La potenza di fuoco del forte era notevolissima in considerazione del numero dei cannoni, ben 28, tutti ottimi pezzi di artiglieria. Nel corso del '900 fu adibito a postazione antiaerei con l'installazione di cannoni da 76/40 mm.. Il Forte Canarbino, (codice di identificazione S.840), era anche sede del Comando del Gruppo Est delle batterie antiaeree, infatti dipendevano da esso quelle di: Baccano, S. Teresa, Maramozza, e Rocchetta. Durante la Repubblica Sociale Italiana, furono collocati cannoni Ansaldo da 90/53 mm., e la batteria fu affidata fino all'autunno del 1944 al famoso "Gruppo" del centurione Amerio.

Ubicazione: il forte di Canarbino è situato su una splendida altura (260 m. s.l.m.), fra i comuni di Lerici e di Arcola, e da tale posizione si domina tutto il Golfo dei Poeti, avendo sullo sfondo le isole della Palmaria e del Tino. La flora del posto è la tipica macchia mediterranea, oltre alla presenza di acacie, pini marittimi e di roverelle. Il forte, infatti, è completamente nascosto, almeno la parte esterna, da una folta vegetazione, la quale lascia scoperto solo il portone d'accesso. Davanti all'entrata è presente un fossato, ed ai lati due aperture (feritoie), irregolari; sul lato destro, è posizionata una costruzione che doveva essere adibita a corpo di guardia, o ad alloggio del comandante. Superata la volta d'ingresso si accede ad un ampio piazzale, con la zona pezzi sulla destra, proprio in tale parte sono evidenti le opere più recenti, di cemento, utilizzata per adeguare il forte ai nuovi compiti difensivi. Come tutte le costruzioni del 1800, anche il forte di Canarbino fu realizzato impiegando la pietra locale, prelevata nelle cave dello spezzino, ed utilizzata in maniere veramente egregia, realizzando particolari di tale cura ed eleganza oggi non più immaginabili.

Attualmente il forte ospita un poligono di tiro.

Stato attuale: discreto, la struttura meriterebbe, un'opera di restauro”.

 

Quindi, nonostante lo stile più antico, è un forte ottocentesco, costruito a difesa del porto di La Spezia nonché sede delle batterie anti-aeree della Seconda Guerra Mondiale (aveva 14 pezzi da 149/23 mm. grc., 14 pezzi 120 mm. grc.; 6 cannoni 76/40 mm. antiaerei, durante la R.S.I., sostituiti con pezzi da 90/53 mm)... nel resto d'Europa una cosa del genere sarebbe valorizzata... in Italia lo usiamo come gabinetto per i cani!

Forse qualcuno dirà che l'aver pestato così tante “deiezioni canine”, ha portato fortuna alla squadra, che nonostante piccoli errori in vari stage, si è comunque comportata bene, portando a casa varie medaglie... forse qualcuno (come me) dirà che meriterebbe più rispetto.

 

È stato un vero piacere re-incontrare i ragazzi del Pegaso 2010 (con Camarrone che ha gareggiato nella stessa squadra del TDM... e quindi è stato a sua volta immortalato nelle foto e nelle riprese video che a breve “invaderanno” il sito del nostro club).

 

La gara mi è sembrata divertente (non come quella di Pegaso 2010, ma d'altronde non è facile avere sponsor e armi lunghe a disposizione da “affidare” ai partecipanti).

 

È stato bello scoprire che il Forte è anche un punto importante per il Tiro Western, che sembra proprio farla da padrone tanti erano i gadget ad esso dedicati (pareti “affrescate”, tavoli, sagome, bersagli vari, etc).

 

Il poligono di Forte Canarbino è veramente carino, immerso nel verde, molto spazioso... quello che mi fa arrabbiare è che come tutti i poligoni (tranne qualche rarissima eccezione) è in condizioni di trascuratezza per evidente mancanza di fondi. Se fosse stato legato al mondo del calcio, probabilmente avrebbe anche l'aria condizionata nella piazza d'armi!!!

 

l'organizzazione mi è sembrata molto buona, c'è il solito difetto della impossibilità di raccogliere bossoli (soprattutto per i tiratori di .45) a fine gara... ma si può fare ben poco a riguardo.

 

Chiacchierando con i ragazzi dell'UNUCI dopo la gara, confrontando opinioni e aneddoti, si è notato che anche in questo sport c'è gente che cerca di “farci i soldi”. Possibile che non abbiano ancora capito che in questo genere di attività non è possibile? Non sono sport ricchi dove il denaro scorre a fiumi (come nel basket, nel motociclismo, nell'automobilismo... il calcio, ricordo NON è uno sport, dato che SKY non lo ha inserito nei suoi canali sportivi, ma vi ha dedicato delle frequenze a parte :-)

 

Ho apprezzato il fatto che anche una Beretta 98 si è vinta una medaglia.

Le Glock l'hanno fatta da padrone (molto bella quella con il carrello cromato

 

... non sembra nemmeno una Glock... era veramente carina anche esteticamente... unico vero difetto della pistola austriaca a mio avviso).

 

Ora piano piano devo selezionare le foto e editare i video... tremate :-)

Lunedì, 20 Settembre 2010 10:50

Sicurezza ed espulsione in gara

 

A proposito delle mie posizioni espresse nel post sulla gara UNUCI-Pegaso 2010, il nostro buon istruttore Antonio Manzini mi ha fatto ragionare un po' e credo che le conclusioni a cui sono arrivato ora, possano essere utili anche ad altri e quindi le provo ad esporre.

Antonio mi ha fatto notare una cosa fondamentale riguardante il discorso del passarsi una propria parte del corpo davanti alla volata dell'arma: se lo si fa è perché non si sa realmente dove si sta puntando la pistola!

La metafora del “maneggiamo un trapano con una punta di 1,5 km” fa capire cosa vuol dire puntare questo “attrezzo” in un punto a noi non noto e i relativi danni che si possono causare.

Uscire “dalle sicurezze” con la volata della pistola può essere una concomitanza di fattori: lo stress, l'adrenalina e la concitazione causati dalla gara... ma questo vuol anche dire che ci si è allenati male. Significa che non si sono ancora acquisiti gli automatismi necessari ad operare in sicurezza, e certamente provare ad ottenerli in una gara, dove l'emozione regna sovrana (e non la tranquillità di una allenamento “in casa”) può diventare molto pericoloso.

Mi ricordo che una volta Andrea Todeschini, al corso di TDS (Tiro Dinamico Sportivo), mi disse che metteva in conto che in 1-2 gare all'anno (della dozzina che faceva) sarebbe stato sbattuto fuori per motivi di sicurezza, dovuto principalmente allo stress e alla concitazione della competizione (magari durante una corsa, si spostavano le cuffie e nel rimetterle a posto, la volata andava “a papere”)... e se questo può capitare ad un finalista mondiale di tiro come lui, che si allenava tutti i giorni, figuriamoci cosa può succedere a gente che la pistola in mano la prende 1 volta alla settimana, al mese, o al semestre (prima di andare ad una delle 2-3 gare all'anno che fa)!

Certo il Tiro Dinamico è atleticamente più “performante” di quello Difensivo: si corre, e anche forte (in tanti dicono che non è necessario... è vero, ma quello che si vede fare di norma sono degli scatti simili a quelli del basket). Correre con una pistola che stia in sicurezza obbliga ad una posizione innaturale del braccio ed è più facile muovere la volata verso zone proibite. Ma nel TDS sono Draconiani nell'applicazione della normativa di sicurezza: se la canna si sposta “fuori controllo”... vai a casa!

Da loro quindi l'allenamento diventa ancora più importante, appunto per mantenere vivo questo “istinto” alla sicurezza.

Nel nostro gioco possiamo prendercela “con più calma” rispetto al TDS, per cui l'errore di passarsi un braccio o una gamba davanti all'arma dovrebbe essere ancora meno scusabile.

In effetti, messa in questo modo, credo non ci sia nulla da eccepire... il nostro è un gioco, si usano armi vere e quindi l'attenzione deve essere massima. Se muovendosi in fretta si perde il controllo della volata dell'arma... allora si DEVE andare più piano. Non si vincerà? E che importa? Noi siamo qua per giocare, per il gusto dello sparare (in sicurezza), dell'affrontare una prova con noi stessi, prima che con gli altri.

Se vuoi competizione, hai l'anima dell'agonista, e non vuoi preoccuparti più di tanto della volata dell'arma... il Tiro Olimpionico è lieto di accoglierti tra le sue fila.

 

Dopo tutto questo ragionamento “filosofico”, c'è anche quello pratico... se uno si spara addosso, i giornali ci andrebbero a nozze, e il risultato sarebbe potenzialmente catastrofico per il nostro sport.

Senza considerare il rischio per la propria vita o quella altrui... è vero che alle gare ci sono le ambulanze... ma è altrettanto vero che spesso i poligoni sono in zone remote, con strade dissestate e raggiungere il primo ospedale potrebbe richiedere tanto (troppo?) tempo.

Il buon vecchio motto “meglio sudare in addestramento che sanguinare in battaglia” è applicabile anche al nostro sport...

Andrea Salsi

Mercoledì, 15 Settembre 2010 17:49

UNUCI Giglio rosso 2010 - reportage fotografico

Ok, finalmente ho avuto il tempo di caricare un po' delle foto fatte in gara. Ovviamente non sono tutte (le ripetitive le ho cancellate, cosi' come tutte quelle che a mio insindacabile giudizio non era il caso di pubblicare)

Pietro, che e' qui di fianco a me, ci tiene a fare presente che la foto in cui lo si vede imbracciare l'M16 dal davanti NON E' stata fatta con un UMANO davanti al vivo di volata ma solo con una CAMERA davanti ad esso! e che il fucile, ovviamente, era privo di caricatore e con l'otturatore aperto. NON SIA MAI che qualche DEFICIENTE voglia provare a fare qualcosa di simile con un'ARMA CARICA. SIA CHIARO che della stupidita' umana noi non siamo e non vogliamo essere responsabili :-D

Visto che non eravamo sicuri di potere pubblicare immagini con i volti di alcune persone presenti, i volti di tutti coloro che non fanno parte del TDM sono stati offuscati. se vi riconoscete e vi va bene essere pubblicati, scriveteci un commento e metteremo la foto originale

Sabato, 11 Settembre 2010 22:26

UNUCI... che soddisfazione ^__^

Primi commenti, a caldo, appena tornato dalla gara… comunque questa andrà a finire, per me sarà un successo!

È stata la mia prima gara FIAS… fatta con tanti amici del TDM, 6 stage belli e in grado di dare soddisfazioni.

Ben arbitrata, con attenzione alla sicurezza.

Anche se avrei da obiettare sul regolamento nazionale… ho visto ragazzi tirare bene, essere squalificati per aver inavvertitamente passato la pistola davanti al proprio braccio… so che tutti i regolamenti sono Draconiani in merito: “a C A S A, senza passare dal via”.

Ma continuo a pensare che uno che si è allenato, ha fatto km (a volte centinaia), se rischia di spararsi in un piede… non merita l’immediata espulsione. La prima volta che lo fa, gli annullerei i punti dello stage (in questo modo, comunque la gara gli va a pallino, ma almeno può continuare a divertirsi). La seconda volta che lo fa, allora si, che merita l’espulsione. Diverso è il caso della canna verso un altro (spettatore o SO che sia). In questo caso non mi sparo io in un piede, ma nella pancia di un altro che non centra nulla con la mia incompetenza. In questo caso si, “espulsione rapida”.

Ad ogni modo, tutti i regolamenti internazionali sono chiari a riguardo… per cui:

1) Primo obbiettivo, non farsi sbattere fuori per errori di sicurezza.

Obiettivo raggiunto.

2) Secondo obiettivo, non fare troppi errori procedurali: fuoco fuori copertura, ingaggi in ordine sbagliato, etc.

Obiettivo parzialmente raggiunto: 1 penalità di procedura mi è stata data, su un punto in cui forse ci si poteva anche impuntare con l'SO… Stage 4, quello “ a sorpresa” nella "Killing House", dopo i primi corridoi fatti con il fucile della Jager (che assomigliava tanto ad un giocattolo da soft-air), prendo la pistola e ad un certo punto mi trovo 2 sagome davanti, una a circa 1 metro, l’altra a 1 metro e mezzo. Spuntano fuori dalla cover di una barricata all’improvviso mentre corro in avanti. Il Security Officer, grida «Cover», al che indietreggio ed ingaggio la sagoma più vicina (quella più pericolosa). Secondo l’SO avrei dovuto prima tirare a quella più lontana, dato che emergendo dalla paratia a “fetta di torta” sarebbe stata la prima visibile. Sono un neofita, posso aver valutato male, quindi non contesto affatto… non mi interessava, lo stage era comunque divertente.

3) Terzo obiettivo, non piazzarsi ultimi… questo sarà ben difficile da _non_ raggiungere :-(

La mia monofilare cal.45 con 8 colpi nel caricatore, non può competere in velocità di maneggio con delle Wonder Nine con due volte (o più) di cartucce. Dover fare il doppio di cambi (e di perdite di tempo), pur rimanendo nella stessa graduatoria con Glock e Beretta, è evidente che o si è Mandrake, oppure non ha speranza. Io di certo non sono Mandrake... la mia precisione nei tiri in movimento lascia un po' a desiderare ^__^

Apprezzata tantissimo l’offerta di una Beretta in 9x21… ma tanto ero li per divertirmi, e dover far impazzire la gente per farmi prestare tutta la buffetteria (fondina e porta-caricaotori in primis), alla mia prima gara, non rientra nella mia idea di “spasso con gli amici”. Ma arrivando ultimo… almeno, avrò ben diritto alla “Cartuccia di Legno”?

4) Quarto obiettivo fare foto e video… raggiunto, in parte… la squadra si è spezzata a causa della necessità di SO e assistenti in gara… Mango e Alex si sono dovuti separare da me e Pietro… peccato… i loro consigli su come affrontare gli stage sarebbero stati certamente preziosi. Sarà per la prossima volta. Adesso comunque abbiamo tante foto e filmati di me e Pietro (con in mano M16, M-4, AK-47, Tikka T-3...questa è la prova che la fine del mondo è vicina :-)

5) Obiettivo d’opportunità (cioè non programmato): avere delle soddisfazioni personali.

Raggiunto alla grande! Al tiro dello Stage 6 (quello con il fucile di precisione e del fucile d’assalto) ho centrato 2 volte l’asso di cuori… prima volta in vita mia che usavo un’arma sniper (seconda volta con un fucile, prima avevo sparacchiato “in linea” una trentina di colpi a 25 metri con degli AK-47, ma senza poterci mirare, perché hanno il calcio troppo corto per la mia corporatura). Qui, invece si parlava di un tiro dopo aver corso in salita con due cassette di munizioni piene, in modo da arrivare ad imbracciare un SIGNOR fucile, con il fiato corto e il battito cardiaco accelerato. Due centri perfetti come mia prima performance.

«È culo», dico io.

«No, non lo è»… dicono gli SO dello stage... «Un colpo può esserlo, l’altro è “manico”…. Avevi già tirato con un fucile simile, vero?»

«NO, mai.»

Poco dopo, alla fine della giornata, davanti ad una piadina, mentre chiacchieravo con un ragazzo della squadra dell’antiterrorismo della Guardia di Finanza, ricevo anche i suoi complimenti… e lui è un tiratore scelto… e istruttore!

«Io l’ho colpito solo una volta. Complimenti ancora… se ti arruoli, hai un mestiere»

Grande giornata.

Grazie a tutti per avermi sopportato, aiutato, spronato e appoggiato.

Primi commenti, a caldo, appena tornato dalla gara… comunque questa andrà a finire, per me sarà un successo!

È stata la mia prima gara FIAS… fatta con tanti amici del TDM, 6 stage belli e in grado di dare soddisfazioni.

Ben arbitrata, con attenzione alla sicurezza.

Anche se avrei da obiettare sul regolamento nazionale… ho visto ragazzi tirare bene, essere squalificati per aver inavvertitamente passato la pistola davanti al proprio braccio… so che tutti i regolamenti sono Draconiani in merito: “a C A S A, senza passare dal via”.

Ma continuo a pensare che uno che si è allenato, ha fatto km (a volte centinaia), se rischia di spararsi in un piede… non merita l’immediata espulsione. La prima volta che lo fa, gli annullerei i punti dello stage (in questo modo, comunque la gara gli va a pallino, ma almeno può continuare a divertirsi). La seconda volta che lo fa, allora si, che merita l’espulsione. Diverso è il caso della canna verso un altro (spettatore o SO che sia). In questo caso non mi sparo io in un piede, ma nella pancia di un altro che non centra nulla con la mia incompetenza. In questo caso si, “espulsione rapida”.

Ad ogni modo, tutti i regolamenti internazionali sono chiari a riguardo… per cui:

1) Primo obbiettivo, non farsi sbattere fuori per errori di sicurezza.

Obiettivo raggiunto.

2) Secondo obiettivo, non fare troppi errori procedurali: fuoco fuori copertura, ingaggi in ordine sbagliato, etc.

Obiettivo parzialmente raggiunto: 1 penalità di procedura mi è stata data, su un punto in cui forse ci si poteva anche impuntare con l'SO… Stage 4, quello “ a sorpresa” nella "Killing House", dopo i primi corridoi fatti con il fucile della Jager (che assomigliava tanto ad un giocattolo da soft-air), prendo la pistola e ad un certo punto mi trovo 2 sagome davanti, una a circa 1 metro, l’altra a 1 metro e mezzo. Spuntano fuori dalla cover di una barricata all’improvviso mentre corro in avanti. Il Security Officer, grida «Cover», al che indietreggio ed ingaggio la sagoma più vicina (quella più pericolosa). Secondo l’SO avrei dovuto prima tirare a quella più lontana, dato che emergendo dalla paratia a “fetta di torta” sarebbe stata la prima visibile. Sono un neofita, posso aver valutato male, quindi non contesto affatto… non mi interessava, lo stage era comunque divertente.

3) Terzo obiettivo, non piazzarsi ultimi… questo sarà ben difficile da _non_ raggiungere :-(

La mia monofilare cal.45 con 8 colpi nel caricatore, non può competere in velocità di maneggio con delle Wonder Nine con due volte (o più) di cartucce. Dover fare il doppio di cambi (e di perdite di tempo), pur rimanendo nella stessa graduatoria con Glock e Beretta, è evidente che o si è Mandrake, oppure non ha speranza. Io di certo non sono Mandrake... la mia precisione nei tiri in movimento lascia un po' a desiderare ^__^

Apprezzata tantissimo l’offerta di una Beretta in 9x21… ma tanto ero li per divertirmi, e dover far impazzire la gente per farmi prestare tutta la buffetteria (fondina e porta-caricaotori in primis), alla mia prima gara, non rientra nella mia idea di “spasso con gli amici”. Ma arrivando ultimo… almeno, avrò ben diritto alla “Cartuccia di Legno”?

4) Quarto obiettivo fare foto e video… raggiunto, in parte… la squadra si è spezzata a causa della necessità di SO e assistenti in gara… Mango e Alex si sono dovuti separare da me e Pietro… peccato… i loro consigli su come affrontare gli stage sarebbero stati certamente preziosi. Sarà per la prossima volta. Adesso comunque abbiamo tante foto e filmati di me e Pietro (con in mano M16, M-4, AK-47, Tikka T-3...questa è la prova che la fine del mondo è vicina :-)

5) Obiettivo d’opportunità (cioè non programmato): avere delle soddisfazioni personali.

Raggiunto alla grande! Al tiro dello Stage 6 (quello con il fucile di precisione e del fucile d’assalto) ho centrato 2 volte l’asso di cuori… prima volta in vita mia che usavo un’arma sniper (seconda volta con un fucile, prima avevo sparacchiato “in linea” una trentina di colpi a 25 metri con degli AK-47, ma senza poterci mirare, perché hanno il calcio troppo corto per la mia corporatura). Qui, invece si parlava di un tiro dopo aver corso in salita con due cassette di munizioni piene, in modo da arrivare ad imbracciare un SIGNOR fucile, con il fiato corto e il battito cardiaco accelerato. Due centri perfetti come mia prima performance.

«È culo», dico io.

«No, non lo è»… dicono gli SO dello stage... «Un colpo può esserlo, l’altro è “manico”…. Avevi già tirato con un fucile simile, vero?»

«NO, mai.»

Poco dopo, alla fine della giornata, davanti ad una piadina, mentre chiacchieravo con un ragazzo della squadra dell’antiterrorismo della Guardia di Finanza, ricevo anche i suoi complimenti… e lui è un tiratore scelto… e istruttore!

«Io l’ho colpito solo una volta. Complimenti ancora… se ti arruoli, hai un mestiere»

Primi commenti, a caldo, appena tornato dalla gara… comunque questa andrà a finire, per me sarà un successo!

È stata la mia prima gara FIAS… fatta con tanti amici del TDM, 6 stage belli e in grado di dare soddisfazioni.

Ben arbitrata, con attenzione alla sicurezza.

Anche se avrei da obiettare sul regolamento nazionale… ho visto ragazzi tirare bene, essere squalificati per aver inavvertitamente passato la pistola davanti al proprio braccio… so che tutti i regolamenti sono Draconiani in merito: “a C A S A, senza passare dal via”.

Ma continuo a pensare che uno che si è allenato, ha fatto km (a volte centinaia), se rischia di spararsi in un piede… non merita l’immediata espulsione. La prima volta che lo fa, gli annullerei i punti dello stage (in questo modo, comunque la gara gli va a pallino, ma almeno può continuare a divertirsi). La seconda volta che lo fa, allora si, che merita l’espulsione. Diverso è il caso della canna verso un altro (spettatore o SO che sia). In questo caso non mi sparo io in un piede, ma nella pancia di un altro che non centra nulla con la mia incompetenza. In questo caso si, “espulsione rapida”.

Ad ogni modo, tutti i regolamenti internazionali sono chiari a riguardo… per cui:

1) Primo obbiettivo, non farsi sbattere fuori per errori di sicurezza.

Obiettivo raggiunto.

2) Secondo obiettivo, non fare troppi errori procedurali: fuoco fuori copertura, ingaggi in ordine sbagliato, etc.

Obiettivo parzialmente raggiunto: 1 penalità di procedura mi è stata data, su un punto in cui forse ci si poteva anche impuntare con l'SO… Stage 4, quello “ a sorpresa” nella "Killing House", dopo i primi corridoi fatti con il fucile della Jager (che assomigliava tanto ad un giocattolo da soft-air), prendo la pistola e ad un certo punto mi trovo 2 sagome davanti, una a circa 1 metro, l’altra a 1 metro e mezzo. Spuntano fuori dalla cover di una barricata all’improvviso mentre corro in avanti. Il Security Officer, grida «Cover», al che indietreggio ed ingaggio la sagoma più vicina (quella più pericolosa). Secondo l’SO avrei dovuto prima tirare a quella più lontana, dato che emergendo dalla paratia a “fetta di torta” sarebbe stata la prima visibile. Sono un neofita, posso aver valutato male, quindi non contesto affatto… non mi interessava, lo stage era comunque divertente.

3) Terzo obiettivo, non piazzarsi ultimi… questo sarà ben difficile da _non_ raggiungere :-(

La mia monofilare cal.45 con 8 colpi nel caricatore, non può competere in velocità di maneggio con delle Wonder Nine con due volte (o più) di cartucce. Dover fare il doppio di cambi (e di perdite di tempo), pur rimanendo nella stessa graduatoria con Glock e Beretta, è evidente che o si è Mandrake, oppure non ha speranza. Io di certo non sono Mandrake... la mia precisione nei tiri in movimento lascia un po' a desiderare ^__^

Apprezzata tantissimo l’offerta di una Beretta in 9x21… ma tanto ero li per divertirmi, e dover far impazzire la gente per farmi prestare tutta la buffetteria (fondina e porta-caricaotori in primis), alla mia prima gara, non rientra nella mia idea di “spasso con gli amici”. Ma arrivando ultimo… almeno, avrò ben diritto alla “Cartuccia di Legno”?

4) Quarto obiettivo fare foto e video… raggiunto, in parte… la squadra si è spezzata a causa della necessità di SO e assistenti in gara… Mango e Alex si sono dovuti separare da me e Pietro… peccato… i loro consigli su come affrontare gli stage sarebbero stati certamente preziosi. Sarà per la prossima volta. Adesso comunque abbiamo tante foto e filmati di me e Pietro (con in mano M16, M-4, AK-47, Tikka T-3...questa è la prova che la fine del mondo è vicina :-)

5) Obiettivo d’opportunità (cioè non programmato): avere delle soddisfazioni personali.

Raggiunto alla grande! Al tiro dello Stage 6 (quello con il fucile di precisione e del fucile d’assalto) ho centrato 2 volte l’asso di cuori… prima volta in vita mia che usavo un’arma sniper (seconda volta con un fucile, prima avevo sparacchiato “in linea” una trentina di colpi a 25 metri con degli AK-47, ma senza poterci mirare, perché hanno il calcio troppo corto per la mia corporatura). Qui, invece si parlava di un tiro dopo aver corso in salita con due cassette di munizioni piene, in modo da arrivare ad imbracciare un SIGNOR fucile, con il fiato corto e il battito cardiaco accelerato. Due centri perfetti come mia prima performance.

«È culo», dico io.

«No, non lo è»… dicono gli SO dello stage... «Un colpo può esserlo, l’altro è “manico”…. Avevi già tirato con un fucile simile, vero?»

«NO, mai.»

Poco dopo, alla fine della giornata, davanti ad una piadina, mentre chiacchieravo con un ragazzo della squadra dell’antiterrorismo della Guardia di Finanza, ricevo anche i suoi complimenti… e lui è un tiratore scelto… e istruttore!

«Io l’ho colpito solo una volta. Complimenti ancora… se ti arruoli, hai un mestiere»

Primi commenti, a caldo, appena tornato dalla gara… comunque questa andrà a finire, per me sarà un successo!

È stata la mia prima gara FIAS… fatta con tanti amici del TDM, 6 stage belli e in grado di dare soddisfazioni.

Ben arbitrata, con attenzione alla sicurezza.

Anche se avrei da obiettare sul regolamento nazionale… ho visto ragazzi tirare bene, essere squalificati per aver inavvertitamente passato la pistola davanti al proprio braccio… so che tutti i regolamenti sono Draconiani in merito: “a C A S A, senza passare dal via”.

Ma continuo a pensare che uno che si è allenato, ha fatto km (a volte centinaia), se rischia di spararsi in un piede… non merita l’immediata espulsione. La prima volta che lo fa, gli annullerei i punti dello stage (in questo modo, comunque la gara gli va a pallino, ma almeno può continuare a divertirsi). La seconda volta che lo fa, allora si, che merita l’espulsione. Diverso è il caso della canna verso un altro (spettatore o SO che sia). In questo caso non mi sparo io in un piede, ma nella pancia di un altro che non centra nulla con la mia incompetenza. In questo caso si, “espulsione rapida”.

Ad ogni modo, tutti i regolamenti internazionali sono chiari a riguardo… per cui:

1) Primo obbiettivo, non farsi sbattere fuori per errori di sicurezza.

Obiettivo raggiunto.

2) Secondo obiettivo, non fare troppi errori procedurali: fuoco fuori copertura, ingaggi in ordine sbagliato, etc.

Obiettivo parzialmente raggiunto: 1 penalità di procedura mi è stata data, su un punto in cui forse ci si poteva anche impuntare con l'SO… Stage 4, quello “ a sorpresa” nella "Killing House", dopo i primi corridoi fatti con il fucile della Jager (che assomigliava tanto ad un giocattolo da soft-air), prendo la pistola e ad un certo punto mi trovo 2 sagome davanti, una a circa 1 metro, l’altra a 1 metro e mezzo. Spuntano fuori dalla cover di una barricata all’improvviso mentre corro in avanti. Il Security Officer, grida «Cover», al che indietreggio ed ingaggio la sagoma più vicina (quella più pericolosa). Secondo l’SO avrei dovuto prima tirare a quella più lontana, dato che emergendo dalla paratia a “fetta di torta” sarebbe stata la prima visibile. Sono un neofita, posso aver valutato male, quindi non contesto affatto… non mi interessava, lo stage era comunque divertente.

3) Terzo obiettivo, non piazzarsi ultimi… questo sarà ben difficile da _non_ raggiungere :-(

La mia monofilare cal.45 con 8 colpi nel caricatore, non può competere in velocità di maneggio con delle Wonder Nine con due volte (o più) di cartucce. Dover fare il doppio di cambi (e di perdite di tempo), pur rimanendo nella stessa graduatoria con Glock e Beretta, è evidente che o si è Mandrake, oppure non ha speranza. Io di certo non sono Mandrake... la mia precisione nei tiri in movimento lascia un po' a desiderare ^__^

Apprezzata tantissimo l’offerta di una Beretta in 9x21… ma tanto ero li per divertirmi, e dover far impazzire la gente per farmi prestare tutta la buffetteria (fondina e porta-caricaotori in primis), alla mia prima gara, non rientra nella mia idea di “spasso con gli amici”. Ma arrivando ultimo… almeno, avrò ben diritto alla “Cartuccia di Legno”?

4) Quarto obiettivo fare foto e video… raggiunto, in parte… la squadra si è spezzata a causa della necessità di SO e assistenti in gara… Mango e Alex si sono dovuti separare da me e Pietro… peccato… i loro consigli su come affrontare gli stage sarebbero stati certamente preziosi. Sarà per la prossima volta. Adesso comunque abbiamo tante foto e filmati di me e Pietro (con in mano M16, M-4, AK-47, Tikka T-3...questa è la prova che la fine del mondo è vicina :-)

5) Obiettivo d’opportunità (cioè non programmato): avere delle soddisfazioni personali.

Raggiunto alla grande! Al tiro dello Stage 6 (quello con il fucile di precisione e del fucile d’assalto) ho centrato 2 volte l’asso di cuori… prima volta in vita mia che usavo un’arma sniper (seconda volta con un fucile, prima avevo sparacchiato “in linea” una trentina di colpi a 25 metri con degli AK-47, ma senza poterci mirare, perché hanno il calcio troppo corto per la mia corporatura). Qui, invece si parlava di un tiro dopo aver corso in salita con due cassette di munizioni piene, in modo da arrivare ad imbracciare un SIGNOR fucile, con il fiato corto e il battito cardiaco accelerato. Due centri perfetti come mia prima performance.

«È culo», dico io.

«No, non lo è»… dicono gli SO dello stage... «Un colpo può esserlo, l’altro è “manico”…. Avevi già tirato con un fucile simile, vero?»

«NO, mai.»

Poco dopo, alla fine della giornata, davanti ad una piadina, mentre chiacchieravo con un ragazzo della squadra dell’antiterrorismo della Guardia di Finanza, ricevo anche i suoi complimenti… e lui è un tiratore scelto… e istruttore!

«Io l’ho colpito solo una volta. Complimenti ancora… se ti arruoli, hai un mestiere»

Primi commenti, a caldo, appena tornato dalla gara… comunque questa andrà a finire, per me sarà un successo!

È stata la mia prima gara FIAS… fatta con tanti amici del TDM, 6 stage belli e in grado di dare soddisfazioni.

Ben arbitrata, con attenzione alla sicurezza.

Anche se avrei da obiettare sul regolamento nazionale… ho visto ragazzi tirare bene, essere squalificati per aver inavvertitamente passato la pistola davanti al proprio braccio… so che tutti i regolamenti sono Draconiani in merito: “a C A S A, senza passare dal via”.

Ma continuo a pensare che uno che si è allenato, ha fatto km (a volte centinaia), se rischia di spararsi in un piede… non merita l’immediata espulsione. La prima volta che lo fa, gli annullerei i punti dello stage (in questo modo, comunque la gara gli va a pallino, ma almeno può continuare a divertirsi). La seconda volta che lo fa, allora si, che merita l’espulsione. Diverso è il caso della canna verso un altro (spettatore o SO che sia). In questo caso non mi sparo io in un piede, ma nella pancia di un altro che non centra nulla con la mia incompetenza. In questo caso si, “espulsione rapida”.

Ad ogni modo, tutti i regolamenti internazionali sono chiari a riguardo… per cui:

1) Primo obbiettivo, non farsi sbattere fuori per errori di sicurezza.

Obiettivo raggiunto.

2) Secondo obiettivo, non fare troppi errori procedurali: fuoco fuori copertura, ingaggi in ordine sbagliato, etc.

Obiettivo parzialmente raggiunto: 1 penalità di procedura mi è stata data, su un punto in cui forse ci si poteva anche impuntare con l'SO… Stage 4, quello “ a sorpresa” nella "Killing House", dopo i primi corridoi fatti con il fucile della Jager (che assomigliava tanto ad un giocattolo da soft-air), prendo la pistola e ad un certo punto mi trovo 2 sagome davanti, una a circa 1 metro, l’altra a 1 metro e mezzo. Spuntano fuori dalla cover di una barricata all’improvviso mentre corro in avanti. Il Security Officer, grida «Cover», al che indietreggio ed ingaggio la sagoma più vicina (quella più pericolosa). Secondo l’SO avrei dovuto prima tirare a quella più lontana, dato che emergendo dalla paratia a “fetta di torta” sarebbe stata la prima visibile. Sono un neofita, posso aver valutato male, quindi non contesto affatto… non mi interessava, lo stage era comunque divertente.

3) Terzo obiettivo, non piazzarsi ultimi… questo sarà ben difficile da _non_ raggiungere :-(

La mia monofilare cal.45 con 8 colpi nel caricatore, non può competere in velocità di maneggio con delle Wonder Nine con due volte (o più) di cartucce. Dover fare il doppio di cambi (e di perdite di tempo), pur rimanendo nella stessa graduatoria con Glock e Beretta, è evidente che o si è Mandrake, oppure non ha speranza. Io di certo non sono Mandrake... la mia precisione nei tiri in movimento lascia un po' a desiderare ^__^

Apprezzata tantissimo l’offerta di una Beretta in 9x21… ma tanto ero li per divertirmi, e dover far impazzire la gente per farmi prestare tutta la buffetteria (fondina e porta-caricaotori in primis), alla mia prima gara, non rientra nella mia idea di “spasso con gli amici”. Ma arrivando ultimo… almeno, avrò ben diritto alla “Cartuccia di Legno”?

4) Quarto obiettivo fare foto e video… raggiunto, in parte… la squadra si è spezzata a causa della necessità di SO e assistenti in gara… Mango e Alex si sono dovuti separare da me e Pietro… peccato… i loro consigli su come affrontare gli stage sarebbero stati certamente preziosi. Sarà per la prossima volta. Adesso comunque abbiamo tante foto e filmati di me e Pietro (con in mano M16, M-4, AK-47, Tikka T-3...questa è la prova che la fine del mondo è vicina :-)

5) Obiettivo d’opportunità (cioè non programmato): avere delle soddisfazioni personali.

Raggiunto alla grande! Al tiro dello Stage 6 (quello con il fucile di precisione e del fucile d’assalto) ho centrato 2 volte l’asso di cuori… prima volta in vita mia che usavo un’arma sniper (seconda volta con un fucile, prima avevo sparacchiato “in linea” una trentina di colpi a 25 metri con degli AK-47, ma senza poterci mirare, perché hanno il calcio troppo corto per la mia corporatura). Qui, invece si parlava di un tiro dopo aver corso in salita con due cassette di munizioni piene, in modo da arrivare ad imbracciare un SIGNOR fucile, con il fiato corto e il battito cardiaco accelerato. Due centri perfetti come mia prima performance.

«È culo», dico io.

«No, non lo è»… dicono gli SO dello stage... «Un colpo può esserlo, l’altro è “manico”…. Avevi già tirato con un fucile simile, vero?»

«NO, mai.»

Poco dopo, alla fine della giornata, davanti ad una piadina, mentre chiacchieravo con un ragazzo della squadra dell’antiterrorismo della Guardia di Finanza, ricevo anche i suoi complimenti… e lui è un tiratore scelto… e istruttore!

«Io l’ho colpito solo una volta. Complimenti ancora… se ti arruoli, hai un mestiere»

Primi commenti, a caldo, appena tornato dalla gara… comunque questa andrà a finire, per me sarà un successo!

È stata la mia prima gara FIAS… fatta con tanti amici del TDM, 6 stage belli e in grado di dare soddisfazioni.

Ben arbitrata, con attenzione alla sicurezza.

Anche se avrei da obiettare sul regolamento nazionale… ho visto ragazzi tirare bene, essere squalificati per aver inavvertitamente passato la pistola davanti al proprio braccio… so che tutti i regolamenti sono Draconiani in merito: “a C A S A, senza passare dal via”.

Ma continuo a pensare che uno che si è allenato, ha fatto km (a volte centinaia), se rischia di spararsi in un piede… non merita l’immediata espulsione. La prima volta che lo fa, gli annullerei i punti dello stage (in questo modo, comunque la gara gli va a pallino, ma almeno può continuare a divertirsi). La seconda volta che lo fa, allora si, che merita l’espulsione. Diverso è il caso della canna verso un altro (spettatore o SO che sia). In questo caso non mi sparo io in un piede, ma nella pancia di un altro che non centra nulla con la mia incompetenza. In questo caso si, “espulsione rapida”.

Ad ogni modo, tutti i regolamenti internazionali sono chiari a riguardo… per cui:

1) Primo obbiettivo, non farsi sbattere fuori per errori di sicurezza.

Obiettivo raggiunto.

2) Secondo obiettivo, non fare troppi errori procedurali: fuoco fuori copertura, ingaggi in ordine sbagliato, etc.

Obiettivo parzialmente raggiunto: 1 penalità di procedura mi è stata data, su un punto in cui forse ci si poteva anche impuntare con l'SO… Stage 4, quello “ a sorpresa” nella "Killing House", dopo i primi corridoi fatti con il fucile della Jager (che assomigliava tanto ad un giocattolo da soft-air), prendo la pistola e ad un certo punto mi trovo 2 sagome davanti, una a circa 1 metro, l’altra a 1 metro e mezzo. Spuntano fuori dalla cover di una barricata all’improvviso mentre corro in avanti. Il Security Officer, grida «Cover», al che indietreggio ed ingaggio la sagoma più vicina (quella più pericolosa). Secondo l’SO avrei dovuto prima tirare a quella più lontana, dato che emergendo dalla paratia a “fetta di torta” sarebbe stata la prima visibile. Sono un neofita, posso aver valutato male, quindi non contesto affatto… non mi interessava, lo stage era comunque divertente.

3) Terzo obiettivo, non piazzarsi ultimi… questo sarà ben difficile da _non_ raggiungere :-(

La mia monofilare cal.45 con 8 colpi nel caricatore, non può competere in velocità di maneggio con delle Wonder Nine con due volte (o più) di cartucce. Dover fare il doppio di cambi (e di perdite di tempo), pur rimanendo nella stessa graduatoria con Glock e Beretta, è evidente che o si è Mandrake, oppure non ha speranza. Io di certo non sono Mandrake... la mia precisione nei tiri in movimento lascia un po' a desiderare ^__^

Apprezzata tantissimo l’offerta di una Beretta in 9x21… ma tanto ero li per divertirmi, e dover far impazzire la gente per farmi prestare tutta la buffetteria (fondina e porta-caricaotori in primis), alla mia prima gara, non rientra nella mia idea di “spasso con gli amici”. Ma arrivando ultimo… almeno, avrò ben diritto alla “Cartuccia di Legno”?

4) Quarto obiettivo fare foto e video… raggiunto, in parte… la squadra si è spezzata a causa della necessità di SO e assistenti in gara… Mango e Alex si sono dovuti separare da me e Pietro… peccato… i loro consigli su come affrontare gli stage sarebbero stati certamente preziosi. Sarà per la prossima volta. Adesso comunque abbiamo tante foto e filmati di me e Pietro (con in mano M16, M-4, AK-47, Tikka T-3...questa è la prova che la fine del mondo è vicina :-)

5) Obiettivo d’opportunità (cioè non programmato): avere delle soddisfazioni personali.

Raggiunto alla grande! Al tiro dello Stage 6 (quello con il fucile di precisione e del fucile d’assalto) ho centrato 2 volte l’asso di cuori… prima volta in vita mia che usavo un’arma sniper (seconda volta con un fucile, prima avevo sparacchiato “in linea” una trentina di colpi a 25 metri con degli AK-47, ma senza poterci mirare, perché hanno il calcio troppo corto per la mia corporatura). Qui, invece si parlava di un tiro dopo aver corso in salita con due cassette di munizioni piene, in modo da arrivare ad imbracciare un SIGNOR fucile, con il fiato corto e il battito cardiaco accelerato. Due centri perfetti come mia prima performance.

«È culo», dico io.

«No, non lo è»… dicono gli SO dello stage... «Un colpo può esserlo, l’altro è “manico”…. Avevi già tirato con un fucile simile, vero?»

«NO, mai.»

Poco dopo, alla fine della giornata, davanti ad una piadina, mentre chiacchieravo con un ragazzo della squadra dell’antiterrorismo della Guardia di Finanza, ricevo anche i suoi complimenti… e lui è un tiratore scelto… e istruttore!

«Io l’ho colpito solo una volta. Complimenti ancora… se ti arruoli, hai un mestiere»

Primi commenti, a caldo, appena tornato dalla gara… comunque questa andrà a finire, per me sarà un successo!

È stata la mia prima gara FIAS… fatta con tanti amici del TDM, 6 stage belli e in grado di dare soddisfazioni.

Ben arbitrata, con attenzione alla sicurezza.

Anche se avrei da obiettare sul regolamento nazionale… ho visto ragazzi tirare bene, essere squalificati per aver inavvertitamente passato la pistola davanti al proprio braccio… so che tutti i regolamenti sono Draconiani in merito: “a C A S A, senza passare dal via”.

Ma continuo a pensare che uno che si è allenato, ha fatto km (a volte centinaia), se rischia di spararsi in un piede… non merita l’immediata espulsione. La prima volta che lo fa, gli annullerei i punti dello stage (in questo modo, comunque la gara gli va a pallino, ma almeno può continuare a divertirsi). La seconda volta che lo fa, allora si, che merita l’espulsione. Diverso è il caso della canna verso un altro (spettatore o SO che sia). In questo caso non mi sparo io in un piede, ma nella pancia di un altro che non centra nulla con la mia incompetenza. In questo caso si, “espulsione rapida”.

Ad ogni modo, tutti i regolamenti internazionali sono chiari a riguardo… per cui:

1) Primo obbiettivo, non farsi sbattere fuori per errori di sicurezza.

Obiettivo raggiunto.

2) Secondo obiettivo, non fare troppi errori procedurali: fuoco fuori copertura, ingaggi in ordine sbagliato, etc.

Obiettivo parzialmente raggiunto: 1 penalità di procedura mi è stata data, su un punto in cui forse ci si poteva anche impuntare con l'SO… Stage 4, quello “ a sorpresa” nella "Killing House", dopo i primi corridoi fatti con il fucile della Jager (che assomigliava tanto ad un giocattolo da soft-air), prendo la pistola e ad un certo punto mi trovo 2 sagome davanti, una a circa 1 metro, l’altra a 1 metro e mezzo. Spuntano fuori dalla cover di una barricata all’improvviso mentre corro in avanti. Il Security Officer, grida «Cover», al che indietreggio ed ingaggio la sagoma più vicina (quella più pericolosa). Secondo l’SO avrei dovuto prima tirare a quella più lontana, dato che emergendo dalla paratia a “fetta di torta” sarebbe stata la prima visibile. Sono un neofita, posso aver valutato male, quindi non contesto affatto… non mi interessava, lo stage era comunque divertente.

3) Terzo obiettivo, non piazzarsi ultimi… questo sarà ben difficile da _non_ raggiungere :-(

La mia monofilare cal.45 con 8 colpi nel caricatore, non può competere in velocità di maneggio con delle Wonder Nine con due volte (o più) di cartucce. Dover fare il doppio di cambi (e di perdite di tempo), pur rimanendo nella stessa graduatoria con Glock e Beretta, è evidente che o si è Mandrake, oppure non ha speranza. Io di certo non sono Mandrake... la mia precisione nei tiri in movimento lascia un po' a desiderare ^__^

Apprezzata tantissimo l’offerta di una Beretta in 9x21… ma tanto ero li per divertirmi, e dover far impazzire la gente per farmi prestare tutta la buffetteria (fondina e porta-caricaotori in primis), alla mia prima gara, non rientra nella mia idea di “spasso con gli amici”. Ma arrivando ultimo… almeno, avrò ben diritto alla “Cartuccia di Legno”?

4) Quarto obiettivo fare foto e video… raggiunto, in parte… la squadra si è spezzata a causa della necessità di SO e assistenti in gara… Mango e Alex si sono dovuti separare da me e Pietro… peccato… i loro consigli su come affrontare gli stage sarebbero stati certamente preziosi. Sarà per la prossima volta. Adesso comunque abbiamo tante foto e filmati di me e Pietro (con in mano M16, M-4, AK-47, Tikka T-3...questa è la prova che la fine del mondo è vicina :-)

5) Obiettivo d’opportunità (cioè non programmato): avere delle soddisfazioni personali.

Raggiunto alla grande! Al tiro dello Stage 6 (quello con il fucile di precisione e del fucile d’assalto) ho centrato 2 volte l’asso di cuori… prima volta in vita mia che usavo un’arma sniper (seconda volta con un fucile, prima avevo sparacchiato “in linea” una trentina di colpi a 25 metri con degli AK-47, ma senza poterci mirare, perché hanno il calcio troppo corto per la mia corporatura). Qui, invece si parlava di un tiro dopo aver corso in salita con due cassette di munizioni piene, in modo da arrivare ad imbracciare un SIGNOR fucile, con il fiato corto e il battito cardiaco accelerato. Due centri perfetti come mia prima performance.

«È culo», dico io.

«No, non lo è»… dicono gli SO dello stage... «Un colpo può esserlo, l’altro è “manico”…. Avevi già tirato con un fucile simile, vero?»

«NO, mai.»

Poco dopo, alla fine della giornata, davanti ad una piadina, mentre chiacchieravo con un ragazzo della squadra dell’antiterrorismo della Guardia di Finanza, ricevo anche i suoi complimenti… e lui è un tiratore scelto… e istruttore!

«Io l’ho colpito solo una volta. Complimenti ancora… se ti arruoli, hai un mestiere»

Venerdì, 03 Settembre 2010 19:12

Questi Americani

...ne sanno una più del diavolo...

Il governo federale ha bloccato le importazioni di armi automatiche e semi-automtiche dall'estero. Se uno vuole vendere degli MP5 o degli Steyr AUG negli USA deve impiantargli una fabbrica.
Questa politica ha colpito molto le vendite delle armi dell'Est,  in pratica gli AK-47 Kalashnikov (che probabilmente stavano superando nelle vendite gli autoctoni Colt M16 :-).
Come aggirare l'ostacolo?
Semplice, basta produrre il Kalashnikov negli USA, magari non tutto, solo otturatore, canna, culatta e castello... le altre parti (calciatura e legni) le fanno arrivare da fuori e le assemblano.
Oggi, al mondo ci sono 39 fabbriche di  Kalashnikov, di cui 11 (quasi il 30%) negli USA!!!
Un bel Kala, made in USA magari dalla Lancaster Arms-Arizona, quanto può valere? ^__^
Avviso a tutti i giocatori tiratori:
pretendete solo prodotti americani... The AK-47 the real American Kalashnikov :-)))
WolfNet