Lunedì, 20 Settembre 2010 10:50

Sicurezza ed espulsione in gara

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A proposito delle mie posizioni espresse nel post sulla gara UNUCI-Pegaso 2010, il nostro buon istruttore Antonio Manzini mi ha fatto ragionare un po' e credo che le conclusioni a cui sono arrivato ora, possano essere utili anche ad altri e quindi le provo ad esporre.

Antonio mi ha fatto notare una cosa fondamentale riguardante il discorso del passarsi una propria parte del corpo davanti alla volata dell'arma: se lo si fa è perché non si sa realmente dove si sta puntando la pistola!

La metafora del “maneggiamo un trapano con una punta di 1,5 km” fa capire cosa vuol dire puntare questo “attrezzo” in un punto a noi non noto e i relativi danni che si possono causare.

Uscire “dalle sicurezze” con la volata della pistola può essere una concomitanza di fattori: lo stress, l'adrenalina e la concitazione causati dalla gara... ma questo vuol anche dire che ci si è allenati male. Significa che non si sono ancora acquisiti gli automatismi necessari ad operare in sicurezza, e certamente provare ad ottenerli in una gara, dove l'emozione regna sovrana (e non la tranquillità di una allenamento “in casa”) può diventare molto pericoloso.

Mi ricordo che una volta Andrea Todeschini, al corso di TDS (Tiro Dinamico Sportivo), mi disse che metteva in conto che in 1-2 gare all'anno (della dozzina che faceva) sarebbe stato sbattuto fuori per motivi di sicurezza, dovuto principalmente allo stress e alla concitazione della competizione (magari durante una corsa, si spostavano le cuffie e nel rimetterle a posto, la volata andava “a papere”)... e se questo può capitare ad un finalista mondiale di tiro come lui, che si allenava tutti i giorni, figuriamoci cosa può succedere a gente che la pistola in mano la prende 1 volta alla settimana, al mese, o al semestre (prima di andare ad una delle 2-3 gare all'anno che fa)!

Certo il Tiro Dinamico è atleticamente più “performante” di quello Difensivo: si corre, e anche forte (in tanti dicono che non è necessario... è vero, ma quello che si vede fare di norma sono degli scatti simili a quelli del basket). Correre con una pistola che stia in sicurezza obbliga ad una posizione innaturale del braccio ed è più facile muovere la volata verso zone proibite. Ma nel TDS sono Draconiani nell'applicazione della normativa di sicurezza: se la canna si sposta “fuori controllo”... vai a casa!

Da loro quindi l'allenamento diventa ancora più importante, appunto per mantenere vivo questo “istinto” alla sicurezza.

Nel nostro gioco possiamo prendercela “con più calma” rispetto al TDS, per cui l'errore di passarsi un braccio o una gamba davanti all'arma dovrebbe essere ancora meno scusabile.

In effetti, messa in questo modo, credo non ci sia nulla da eccepire... il nostro è un gioco, si usano armi vere e quindi l'attenzione deve essere massima. Se muovendosi in fretta si perde il controllo della volata dell'arma... allora si DEVE andare più piano. Non si vincerà? E che importa? Noi siamo qua per giocare, per il gusto dello sparare (in sicurezza), dell'affrontare una prova con noi stessi, prima che con gli altri.

Se vuoi competizione, hai l'anima dell'agonista, e non vuoi preoccuparti più di tanto della volata dell'arma... il Tiro Olimpionico è lieto di accoglierti tra le sue fila.

 

Dopo tutto questo ragionamento “filosofico”, c'è anche quello pratico... se uno si spara addosso, i giornali ci andrebbero a nozze, e il risultato sarebbe potenzialmente catastrofico per il nostro sport.

Senza considerare il rischio per la propria vita o quella altrui... è vero che alle gare ci sono le ambulanze... ma è altrettanto vero che spesso i poligoni sono in zone remote, con strade dissestate e raggiungere il primo ospedale potrebbe richiedere tanto (troppo?) tempo.

Il buon vecchio motto “meglio sudare in addestramento che sanguinare in battaglia” è applicabile anche al nostro sport...

Andrea Salsi

Letto 2646 volte Ultima modifica il Lunedì, 20 Settembre 2010 13:54

1 commento

  • Link al commento Antonio Lunedì, 20 Settembre 2010 12:53 inviato da Antonio

    adesso si che cominciamo ad entrare nella giusta filosofia

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