Pietro Suffritti - Pagina personale

Pietro Suffritti

Un tempo "rapa totale" e webmaster, oggi ricopre la ben poco ambita carica di presidente (forse e soprattutto perchè nessun'altro voleva trovarsi a gestire la rogna)

Safety Officier IDPA, Primary Contact IDPA del club e altre robazze varie

URL del sito web: http://www.suffritti.it
Venerdì, 28 Settembre 2012 19:00

Reportage Trofeo Pegaso Giglio Rosso 2012

Ok, sono in un ritardo folle, lo so, ma mi darete conto che lo sono per una serie di ottime ragioni. chesso', il national, sistemare un po' di robe a casa nostra... cose cosi'.

Quindi mi spiace per il cama, ma stavolta sono arrivato lungo :-(

eccoci qui dunque a commentare il Pegaso di quest'anno, che da una parte e' andato benissimo, dall'altra qualche motivo di tristezza l'ha data.

Togliamoci subito questi ultimi, cosi' non ci pensiamo piu'.

Non c'e' che dire, evidentemente in questo mondo quando qualcuno fa qualcosa di bello, qualcun'altro deve sentirsi necessariamente sminuito da cio'. non capisco perche', non capiro' mai perche', ma evidentemente e' cosi'.

so di essere in ritardissimo... avrei gia' dovuto pubblicare il reportage della Pegaso e magari quello del National FIAS, ma come sanno i soci TDM... sono stato in altre faccende affacendato :-D

Per farmi perdonare un po' vi segnalo un oggettino utile, che magari tutti conoscete gia', ma vuoi mai che ...

sul sito

http://www.gunracer.com/stagebuilder.htm

c'e' un bell'oggettino per fare i briefing degli stage. magari a qualcuno puo' servire :-D

Ed eccoci a recensire la gara di domenica scorsa a Gornate Olona, organizzata dal Club Interforze di Novara.

Questa volta, causa concomitanza con altre situazioni abbiamo partecipato solo in 3, io (Suffritti), Manganelli e Lonardi (stanchezza e casini hanno colpito duro stavolta).

Solita levataccia, bardati per prenderci il fiume d'acqua previsto dal bernacca di turno, la gradevole sorpresa e' stata invece che l'acqua non si e' vista se non in transito per Milano, col risultato di essere tornati a casa rossi come peperoni ma non zuppi, il che fa sempre piacere.

Togliamoci subito dai piedi il lato "risultati", che hanno visto Maino piazzarsi 4° in Limited dietro un Misci in forma splendida (voci di corridoio dicono che gli si e' rotto l'hold open e se ne è accorto solo pulendo l'arma a casa a fine gara), Cristian Diani e Giuseppe Perrello, Paolo porta a casa un 10° posto in classifica generale limited niente male al suo ritorno alle gare, e il sottoscritto un 19° in stock di cui non si può proprio lamentare (vabbe', lo ammetto... e' il 3° come marksman, ma non fateci l'abitudine! il Qlo ha aiutato!)

Ed ora arriviamo alla gara vera e propria.

Non me ne vogliano i ragazzi dell'Interforze, ma se devo essere onesto nel descriverla il termine che mi salta alla mente e' "senza infamia e senza lode", insomma, un "6" abbondante, niente di meno ma neanche niente di più.

Probabilmente subiscono anche il "contraccolpo" di essere venuti dopo la gara divertentissima organizzata dai ragazzi del 2.9, e questo e' da tenere conto, ma francamente dopo avere passato una gara in cui era evidente in ogni stage il come-dove-quando ci si era trovati in quelle situazioni di scontro a fuoco, trovarsi in esercizi in cui ti chiedevi "e come diavolo sono arrivato a difendere un torrione medioevale dai cattivi?" (unica spiegazione che mi sono dato per l'esercizio 5) un pochettino ... insomma, non e' che mi faccia brillare di felicità.
Poi e' ovvio che questa e' la mia personale interpretazione e nulla di più, quindi ampiamente contestabile e che vale ben poco.

Un pò meno "mia personale convinzione" il fatto che si sia giunti ad eliminare uno stage, il 4, per problematiche non dovute alla rottura di apparati. Oh, sia chiaro, visto che lo stage 4 era quello in cui io avevo fatto la mia personale "cazzata rovinagara (TM)", non posso lamentarmi del fatto che quasi sicuramente mi ha fatto salire in classifica e penso manco poco, e le problematiche di interpretazione del regolamento SONO da tenere presente e non ce ne si può lamentare, ma magari si può impararne una lezione. Sempre "In my humble opinion"  infatti quando un SO bravo e preparato come quello che ha gestito il 4° stage si trova in situazioni sgradevoli come questa, forse c'è da chiedersi COSA è andato storto... e, sempre secondo me, un regolamento in continua evoluzione e cambiamento come il nostro FORSE non aiuta più molto ad essere certi di come si debbano contare i punti. Ma ovviamente, tutto ciò resta mia idea personale, e come tale vale esattamente per i byte che occupa, cioe' nulla.

Sempre in ottica generale, non ho proprio capito la necessità di mettere gli stage in sequenza 1-2-4-3-5-6 percorrendo la stradina di accesso. c'era la voglia di tenere belli svegli i tiratori? di vedere in quanti dopo il 2 sarebbero andati allo stage giusto? Chiariamoci, nulla di male, pero' un minimo di confusione l'ha creata.

Ultimo appunto personale e privato, la mia predilezione per i punti ristoro autogestiti e' nota, e francamente avrei preferito lasciare i c.a. 15/20 euro che ho speso per mangiare 2 panini, alcune bottiglie d'acqua (fondamentali visto la scottatura) e qualche caffè agli organizzatori piuttosto che alla cortesissima coppia di ragazzi del catering... magari comprendendone anche meglio i prezzi, visto che 5 euro per un panino con la salciccia non mi sembrano proprio a buon mercato.

Detto cio' passiamo agli esercizi che mi ricordo , visto che non ho avuto la possibilità di fare foto (cellulare quasi scarico) e che francamente non tutti mi si sono stampati a fuoco in mente.

Stage 1: un mirato 2 mani, mano forte, mano debole con bersagli piccoli posti a "V" progressivamente più vicini. ottimo esercizio ginnico, ma cosa aveva da dirmi in fatto di tiro difensivo? non c'e' da dire nulla, mi sa che la gara di arcisate mi ha veramente rovinato da questo punto di vista. Avrei volentieri usato questo stage in allenamento, ma non ne ho capita la sostanza in una gara di action shooting.

Stage 2: ammetto che faccio fatica a ricordarmelo, essendo ormai passata una settimana (mea culpa). Però e' la prima volta che mi succede. Sorry.

Stage 3: pepper sentinella, una serie di sagome da affrontare da una finestra, poi 2 sagome da affrontare "in passaggio" per arrivare ad altre 2 finestre da aprire per bonificare le due stanze dietro, quindi dall'angolo della strada 1 hard cover e una sagoma. abbastanza divertente, niente da dire, ma vorrei capire alcune cose:
A) come mai nei briefing si e' iniziato a specificare che le finestre non danno cover quando di solito la davano? e' necessario? cosa dà in piu' tagliare la torta da una finestra microscopica che ti lascia 30/40 cm di apertura da cui sparare?
B) perche' i compagni di gioco della sentinella, presenti nello stesso ambiente, quando la vedono stramazzare al suolo non si muovono da li e non ti vengono ad affrontare visto che sei impegnato a fare fuori i colleghi nella stanza accanto? fifa? Sei li' in altre faccende affacendato per un tempo sensato, vi sono arrivati dopo avere percorso un labirinto con un ostaggio? erano addormentati? ripeto, la gara dal 2.9 mi ha rovinato mi sa...

Stage 4, non pervenuto, quindi lo saltiamo

Stage 5: sei dentro una struttura che non può essere altro che un torrione medioevale, circolare con feritoie di pochi cm. dalle feritoie ingaggi i cattivi che ti assaltano. con l'arco l'avrei fatta molto volentieri, ed avrei chiesto QUALE torrione ha feritoie al piano terra, ma vabbe'. Con la pistola mi chiedo che senso abbia, come diavolo ci sono arrivato a difendere il suddetto torrione e COME l'SO dovesse considerare le cover da feritoie di 5-10 cm. Vorrei vedere infatti in quanti, nella situazione degli attaccanti, sarebbero stati in grado di reagire a una figura in movimento dietro alle suddette feritoie; comunque, come allo stage 1, nulla da dire, esercizio ginnicamente divertente sebbene con dei possibili fuoriangolo leggermente inquietanti su una sagoma, ma magari mi drogo io...

Stage 6: finestra su cui stare in cover, passeggiata facendo fuori i cattivi, ci si butta a terra e si spara ai cattivi residui da una finestrella all'altezza del terreno. Ecco, qui devo dire che FINALMENTE ho capito il senso di queste finestrelle dal 40 cm, visto che gli unici posti in cui le ho viste presenti in architettura sono prese di luce negli scantinati e nei solai, a meno che non si parli delle feritoie nelle casematte che di certo però non hanno barriere da aprire. esercizio bello e piacevole, mi sarebbe dispiaciuto per il Manganelli che ha avuto qualche problema a sdraiarsi... se non avesse fatto un tempo più basso del mio!

Premiazioni in un tempo sensato e francamente piacevoli hanno nettamente migliorato la gara.

Signori, mi dispiace ma questa volta devo ammettere che PER ME la parte piu' piacevole del tutto e' stta la buona compagnia, il relax generalizzato del gruppo nel quale ho partecipato e la giornata tutto sommato divertente... ma forse il fatto che non sono più tanto "niubbo" come una volta, e l'aver visto gare con esercizi molto più sensati dal punto di vista operativo, stavolta mi ha lasciato non particolarmente entusiasta di un "prodotto" che di per sè comunque non e' stato di certo il peggio che abbia mai visto, ma che non mi ha neppure fatto fare i salti di gioia.

E se inizio a "mentire" politicamente per dire che e' tutto sempre bello e perfetto, tanto vale che non scriva più questi reportage, no?

Domenica, 03 Giugno 2012 20:08

Reportage 2a Campionato Nord FIAS - Arcisate

Bene, finalmente abbiamo avuto la seconda gara del cmpionato FIAS area nord di quest'anno. Francamente dopo i noti problemi con la gara di brescia che ne hanno portato alla cancellazione, un pò di timore c'era...
anche perchè già così siamo ridotti a quattro gare ma ne servono sempre due per andare al National, e se per caso mi arrivasse la tanto sospirata pistola nuova si avvicina sempre di più il momento in cui andare a farlo in stock anzichè in limited non diventi più una scelta ma un obbligo.
Comunque... guardiamo al futuro, anzi al recentissimo passato e recensiamo la gara di Arcisate :-)

Lo so, ho detto che non avrei ripetuto sempre le stesse cose, stile come siamo stati bene, ma questa volta una menzione speciale ai ragazzi del 2.9 va proprio fatta: scusate, in quale altra gara un sorridente organizzatore mette su ogni tanto una moka da 12 caffè e fa il giro sui campi ad offrirlo ai tiratori? che dire oltre "Chapeau"? E come si fa a non menzionare il grigliatore da assalto che ad ora di pranzo si e' messo lì e ha grigliato nonsoquante salciccie per sfamare la torma di golosastri impertinenti chiamati shooters? non posso che dire di essere contento di vedere diffondersi l'idea dei punti di ristoro gestiti direttamente di club organizzatori: alla fine si mangia meglio e in modo più sano che coi catering esterni e magari restano due soldini in più ai club, cosa che certo non dispiace.

La gara è stata impostata dal Match Director Spett.le Egr. Sig Trioli (o per essere più cooretti "il Tricks", ma francamente si è sempre comportato in modo così amabile e scherzoso da non poter evitare il sorriso) in un'ottica il più lontana possibile dall'idea di "sport" e il più vicina possibile a quella di "simulazione", riscoprendo una logica "tutta FIAS" che non si può non apprezzare.
Belle ambientazioni, alcune anche molto ironiche e divertenti come quelle degi zombie hanno caratterizzato tutti gli stage, rendendo la gara estremamente coinvolgente.

Certo, come al solito ci sono state alcune "contestazioni" sugli stage, ma in primo luogo molto più amichevoli e tranquille del solito, e in secondo avevano quasi più l'aspetto di essere "dovute" (del tipo "in altre situazioni non passano i 20 cm di distanza di più o di meno sul brsaglio X mentre qui c'e' questo particolare che e' fuori regolamento... se dobbiamo giocare  fare le pugnette che lo si faccia con tutti") che per reale convinzione.

Non facevo l'SO ovviamente, ma francamente la situazione mi pareva piu' distesa che in altre gare e con meno "assalti agli arbitri"... magari se non è stato così chi ha arbitrato mi correggerà, ma l'impressione che alcune cose dette in passato abbiano sortito effetto francamente un pò ce l'ho avuta, ovviamente peccando di ingiustificata superbia :-)

Da segnalare il fatto che questa gara segna il ritorno in corsa del nostro francesco, cosa che fa decisamente bene a tutti ... e speriamo che torni in fretta anche il mango.

Ciò detto, bando alle chiacchiere e passiamo alla gara vera e propria.

Stage 1 : purtroppo soffriva un pò della condivisione della piazzola col 2 , ma il campo pur essendo decisamente valido da molti punti di vista ha solo 5 campi, quindi i miracoli non si potevano fare. Si partiva da sdraiati, poi al beep ci si "rotolava" dietro un comodino, si recuperava l'arma dalla borsa e in due string differenti si affrontavano 3 cattivoni secondo due diverse modalità; alla prima dovevi anche caricare l'arma mentre alla seconda si affrontava una sequenza.

Stage 2 : leggi sopra per quel che riguarda gli spazi condivisi, l'esercizio prevedeva la partenza con le mani sulla scrivania, 3 sagome vicine e 3 più lontane
e fin qui, niente di folle causa spazi ridotti, ma poi si arrivava allo stage 3 e si iniziava a divertirsi davvero con le ambientazioni...

Stage 3, gli Zombie: già la scenografia invogliava a farsi una risata, poi l'interpretazione del briefing da parte del buon giancarlo orizio portava anche oltre quando ti faceva presente che quelli erano zombie e quindi non c'era bisogno di copertura perchè erano armati solo della loro voglia di mangiarti il cervello... "braiiiinss.... yummm" :-)
si partiva "lato cimitero" con le mani appoggiate su una fantastica bara sostenuta da cavalletti, si svuotava mezzo caricatore sulla testa di un certo numero di zombie per poi passare "lato strada" a sterminare un po' di banali infetti.

Stage 4, l'assalto alla colonna : Ci si trovava nella situazione di esssere impegnati a prestare soccorso a una collega a terra durante un assalto alla nostra colonna, quindi si partiva a fianco di un manichino con la pistola non camerata con 4 colpi. al via si attivava un mover decisamente veloce che faceva correre verso di te una sagoma che spariva molto velocemente a cui si dovevano tirare 2 colpi dopo avere armato (puro istinto, non raccontate balle) seguiti da altri 2 a un'altro aggressore. cambio di emergenza, correre alla macchina piu' avanzata per recuperare i propri caricatori con l'arma vuota, si riarma in macchina, due sagome da un lato e due dall'atro della macchina. divertente e non banale, e correre allo scoperto con l'arma scarica verso 2 aggressori coperto solo dalla portiera aperta dava un certo pepe.

Stage 5, difesa della banca: non c'e che dire, la scenografia era spettacolare e se entravi nello spirito dell'esercizio, proprio spassoso. si partiva col telefono all'orecchio ed arma spianata verso il cattivone che spuntava tra le teste di 3 poveri ostaggi, poi sempre da seduto ingaggiavi altri 2 sempre ostagiati e piu' lontani, ti alzavi e sparavi a un body armour, affrontavi il corridoio sparando in movimento al cattivo che lo presidiava e a metà corridoio vedevi l'ultimo briccone

Stage 6, smanetta co pompa: si partiva con un pompa in mano e la prima cosa da fare era metterselo in spalla in sicurezza... peccato che la cinghia era MALEDETTAMENTE corta e ti si impigliava nelle cuffie e nel cappello, e l'esercizio doveva ancora cominciare! due sagome, poi far fuori la sentinella in un corridoio, poi da una finestra IN CUI DOVEVI COMUNQUE RESTARE IN COPERTURA, dovevi sparare in un piede al cattivo che si nascondeva dietro la vecchietta (un piatto) e poi quando cadeva di lato tirargli altri 2 colpi, quindi si tirava alla testa di un altro cattivo (piatto quadrato delle dimensioni di un box piccolo) che faceva partire un'altro cattivone che tentava di scappare di lato al quale si sparavano altri tre colpi

Alle 3, 3 e mezzo avevamo finito e bevevamo il caffè mentre chi voleva si divertiva al FAST, alle 4 meno un quarto erano fuori le verify e la classifica era già stata stampata alle 4 in attesa che passasse la regolamentare mezz'ora per permettere le eventuali contestazioni. peccato che noi venissimo parecchio da lontano e quindi il tempo per restare  alle premiazioni era contato...

Ah, giusto per i curiosoni: Manzo si e' piazzato primo in 45, Maino 3° in limited, Tepo continua l'abbonamento al 1° sharpshooter limited... abbiamo avuto anche Salsi 2° in revolver :-)

ma della mia prestazione... non dico nulla che mi conviene :-)

Giovedì, 17 Maggio 2012 18:54

Gara Tiro Rapido Sportivo UITS 23-24/06

Il ricavato della gara sarà devoluto alla PC per i terremotati

Trofeo Manganelli

Gara di Tiro Rapido Sportivo - Regolamento U.I.T.S 2012

Aperta a tutti gli iscritti U.I.T.S.

La manifestazione si svolgerà Sabato e Domenica 23 – 24 Giugno 2012

Costo prima iscrizione 30 € Rientro in diversa divisione 20 €

Stages : 6 Colpi minimi 120 - Divisioni ammesse : Semiauto – revolver – 22 Lr

Premetto una specifica doverosa che, sebbene a me sembrasse evidente, magari non lo è:

Quando scrivo le mie recensioni lo faccio in modo del tutto personale e privato, e non esprimo altre idee se non quelle del sottoscritto: il fatto che siano pubblicate sul sito del TDM Modena non implicano assolutamente che quelle riportate siano le "idee ufficiali" del club.

Per quello c'e' un presidente, che di certo non sono io, e ANCHE per quello tutti gli articoli sono pubblicati col nome dello scrivente e NON come "administrator" o con altre forme di alias, e questo oltretutto spiega perchè a volte ci sono reportage differenti scritti da persone differenti: ognuno ha vissuto un'esperienza propria, e riporta ciò che lo ha colpito, nonchè le sue idee.

Ciò detto, e finiti i preamboli, passiamo alla parte interessante :-D

Ho partecipato nella giornata di ieri alla prima prova del campionato di Tiro Rapido Sportivo UITS, tenutosi presso il TSN di La Spezia.

Questa nuova disciplina, nata dalla fusione dell'idea delle discipline action con il mondo precipuo della UITS mi ha affascinati come idea, ed eravamo in parecchi decisamente curiosi di vedere "come funzionava questo gioco".

Meravigliosamente, per una volta si tirava al sabato pomeriggio, con massimo gusto per un nottambulo come me che il venerdì sera vorrebbe dedicarsi ad attività turpi come un bel gioco da tavolo, quindi l'allegra brigata (questa volta rappresentata da manzini, lonardi, suffritti, vaschieri e un ritrovato manganelli) si è ritrovata alle 12:30! meraviglioso, per una volta niente levatacce!

Arriviamo pure in anticipo rispetto all'orario preventivato, troviamo gente affabile e assolutamente disponibile, che insieme all'iscrizione ci offrono il caffè! piccole cose se vogliamo, ma che ci fanno sentire di essere tra amici che non avevamo ancora incotrato anzichè in una situazione nuova e sconosciuta.

Un piccolo intoppo ce lo troviamo perchè il regolamento (che, ammettiamolo, non avevamo letto fino all'ultima postilla) impedisce l'uso di pataloni mimetici e similari, e quelli della Manu, pur non essendo certo pantaloni di ordinanza, erano effettivamente simili come colorazione alla mimetica a quadretti di cioccolata, e qualcuno avrebbe potuto avere da ridire. La cosa viene risolta prima con un "prestito2 di un paio di pantaloni di una tuta di una delle ragazze del TSN di La Spezia, poi sostituiti da una tuta in carta bianca stile CSI. A volte i regolamenti hanno aspetti che mi sanno tanto di mistico, ma la cosa è stata decisamente "attutita e risolta" dalla disponibilità degli spezzini.

Andiamo a fare il primo stage e ci troviamo ad affrontare questa nuova disciplina, francamente per me un pò strana: niente piatti di ferro, sostituiti da cerchi di carta dove fatico non poco a vedere il foro del proiettile, puller da azionare a mano dove fatico a sentire se è scattato o no e dove non posso restare con la pistola in mira, pistola da rimettere nella scatola anzichè nella fondina... insomma, sebbene ci siano molti punti di contatto, se pensavo di andare a fare una gara FIAS o IDPA in un poligono, mi ero sbagliato di grosso:

Qui bisogna imparare "un'altra roba", e l'idea che "fosse uguale" era decisamente sbagliata! come dimostra peraltro la figuraccia oscena riportata in classifica, l'idea di "andare a fare un'altra gara, solo un pelo differente" mi ha regalato un pessima figura!

In compenso però la cosa e' DECISAMENTE divertente, e visto che il qui presente relatore non e' proprio famoso per fregarsene un granche' delle classifiche, non si può che dire che l'esperienza non gli sia stata gradita, anzi!

in effetti il giochino si rivela parecchio divertente man mano che continuiamo ad andare avanti, e visto che tanto mi ero già fregato al primo stage ne ho bassamente e biecamente approfittato, cosa che ha trasformato la gara in un momento di relax che francamente mi e' proprio servito.

Se proprio si dovesse andare a cercare un pelo nell'uovo, l'unica cosa che si può infatti imputare alla gara di per se' e' che e' stata molto più breve di quel che mi aspettavo con i suoi 69 colpi minimi contro i 120/160 delle gare a cui mi sono ormai assuefatto, e che all'ultimo stage mi sarebbe venuto voglia di dire "hey, quasi quasi rifaccio tutto". E scoprire che in effetti se avessi avuto anche una .22 avrei potuto rifarla nell'altra categoria un po' mi ha fatto pensare, ma vabbè.

Obbiettivamente pensando alla struttura del TSN di La Spezia dubito che avrebbero potuto fare più stage o allungare di più la gara, quindi va bene cosi', e la prossima volta starà a me informarmi prima su tutte le caratteristiche di quel che vado a fare... e magari farmi prestare anche una .22 :-)

Mercoledì, 25 Aprile 2012 16:25

Reportage 1° gara FIAS 2012 area nord

Ed eccoci arrivati a scrivere la recensione della gara di sabato e domenica scorsa. Ammetto, sapendo che c'era in arrivo il 25 aprile ho aspettato oggi a scrivere il reportage per avere un po’ più di tempo, ma in fondo sono ancora nei tempi che mi ero prefissato la notte di natale, giusto?

Anche questa volta seguirò le regole che mi sono prefissato (se volete vedere quali, potete leggervele nel reportage della gara di Forte Canarbino) quindi tralascerò le cose che diamo ormai per scontate.

Iniziamo con la gara di per sé, dicendo subito la prima caratteristica: era una gara "imbrogliona".

Infatti gli esercizi sembravano a prima vista facili facili, quasi banali... per poi doversi accorgere che banali non erano affatto e che al contrario nascondevano insidie alle quali difficilmente si pensa, spingendo quindi sul lato "tecnico" molto più del previsto, tanto da "imbrogliare" molti , me compreso. la controprova? mi sono sostanzialmente giocato la gara allo stage n° 5, il cosiddetto "miratino", dove sono riuscito ad accumulare ben 46 (ripeto QUARANTASEI) secondi di aree non colpite per pur sottovalutazione dell'esercizio. Se considerate che sono giusto i secondi che mi separano dalla prima posizione della stock marksman, improvvisamente potete capire perché affermo che lì ho buttato via la gara... proprio nell'esercizio che pareva "il più facile in una gara di esercizi facili". ma bando alle recriminazioni e passiamo agli esercizi:

Lo stage n° 1 partiva con 2 sagome in arretramento, quindi si ingaggiavano quelle nella "stanza centrale" e si passava quindi all'ultimo "corridoio" dove trovavamo una sagoma con un inusuale 5+2 che nella fretta rischiava seriamente di ricevere o un 4+2 o un 5+1, tiri molto più "classici".

Lo stage n° 2 era uno dei due "lunghi", che proprio perché sembravano più difficili portavano a una maggiore riflessione, aveva un mucchio di possibili tiri "da sinistra" (per la gioia dei mancini) ed alcuni tiri decisamente lunghi. Inoltre il superamento del limite del vecchio regolamento dei 18 colpi massimi si e' fatto sentire (almeno per me) portandomi a finire l'esercizio con la pistola in hold open. Certo, avevo già sparato tutto quello che dovevo sparare, ma finire senza colpi con una glock da 17 fa pensare che forse hai sbagliato qualcosa da qualche parte... stile i conti su dove hai fatto il cambio caricatore!

Lo stage n° 3 era uno di quelli "bastardi dentro". sembrava facilissimo: 2 carte a destra, 2 carte a sinistra, occhio a non prendere i no-shoot, entra nel corridoio, una a destra, una a sinistra. facile, vero? COL CAVOLO. quello di cui amaramente ti rendevi conto quando entravi dentro in corsa, e raramente prima, era che gli spazi in fondo al corridoio erano STRETTISSIMI e portavano invariabilmente a sentirsi chiamare la cover di profondità. E visto che quando l'SO chiama "cover" sei portato a pensare a dove hai messo i piedi e non a dov'e' il ponticello della pistola... in più la posizione di partenza "abbastanza libera" spingeva ad avvicinarsi parecchio alle barricate, rischiando anche in questo caso la cover di profondità.

Lo stage n° 4, pur essendo anche lui uno di quelli "con più spazio" e quindi che faceva riflettere un po’ di più, aveva anche lui le sue asperità. la prima era sicuramente dovuta alla coppia di ferri (gli unici in tutta la gara) con un tiro sul "lunghetto". Infatti questa simpatica coppia di piatti erano uno rosso, quindi no-shoot, e uno NERO dietro di esso. Ora, e' certo che il piatto nero fosse MOLTO più grosso del no-shoot che aveva davanti, ma la bella colorazione nera su uno sfondo marrone scuro dato dal parapalle, spesso e volentieri pure in ombra, non rendevano certo il tiro agevole, per non parlare poi del fatto che il piatto attivava un simpatico bobber veloce come un fulmine.

Lo stage n° 5 e' stata la mia maledizione. Sembrava banale, il maledetto: 6 carte, tiro da fermi, limited, prima 1 colpo a tutti i box grandi con la mano debole dalla posizione più vicina, quindi seconda string dalla posizione più lontana a due mani , 1 colpo al box piccolo, poi ultimo string con la sola mano forte, un colpo al box grande. banale vero? tanto banale da lasciarci giù 46 secondi, perché una cosa del genere TI SPINGE a correre... ma quando sei arrivato alla fine ti ricordi che in un limited NON PUOI doppiare se sbagli, e piangi calde lacrime quando vai a vedere le sagome!

Lo stage n° 6 era decisamente dedicato ai tiri lunghi e ai giochi di copertura. Giusto per chiarire fin da subito come funzionava, se dopo avere sparato alla body armour che avevate davanti all'inizio (o "body harmony" per gli amici, come e' stata subito ribattezzata) vi alzavate d'istinto per andare a tirare sulla sagoma di sinistra vi sentivate immediatamente chiamare la cover. Bastavano infatti pochi centimetri dalla posizione seduta di partenza per esporsi alla sagoma di sinistra, quindi o gli sparavi direttamente da seduto o dovevi alzarti DALLA PARTE OPPOSTA del tavolino per raggiungere la posizione di fuoco dalla barricata; inoltre tutto l'esercizio si svolgeva più o meno nello stesso modo: in pratica, dando nel briefing il minor numero di vincoli possibili si aveva costretto il tiratore a pensare con MOLTA attenzione al percorso che intendeva intraprendere, perché il rischio di esporsi e sentire chiamare la cover era veramente altissimo.

ultima nota sulla gara, l'uso del "mozambico drill" (o body-body-head per i meno formali), negletto in molte gare, qui invece l'ha fatta da padrone, aggiungendo un ulteriore grano di pepe in una pietanza che se a prima vista poteva sembrare una scialba minestrina ha rivelato invece tutta la sua piccantezza sin dal primo assaggio.

Fatto il riepilogo della gara passiamo al resto.
Sull'organizzazione non voglio esprimermi visto che ero parte in causa, saranno gli altri a dirci se l'hanno gradita o meno.
Invece voglio aggiungere una nota su un'altra questione.


Era la mia prima gara come SO Nazionale FIAS, oltretutto privo di score keeper per la maggior parte del tempo, a parte l'occasionale shooter di buona volontà con il quale però non potevo certo confrontarmi più di tanto.
Certo, sono un SO alle prime armi, e mi sono trovato ad arbitrare allo stage 3 che come detto sopra conteneva una notevole quantità di "tranelli". Però devo dire che ho trovato veramente, profondamente irritante l'abitudine generalizzata di molti tiratori non solo di contestare l'arbitro, ma di prendersi anche la briga di insultarlo, anche pesantemente.
"facile stare dalla parte degli SO quando hai la maglietta arancione addosso anche tu, vero?" mi si potrebbe rispondere.

Potrebbe anche essere vero per un altro, ma sono ormai 2 anni che faccio gare e in giro ormai ci sono almeno una trentina di SO se non di più che mi hanno visto nel loro stage.
Credo che tutti loro possano testimoniare che anche BEN prima di trovarmi nell'"eletta schiera" non ho mai sopportato chi discuteva un giudizio arbitrale, o peggio ancora, chi si arrogava il diritto di prendere l'arbitro a pesci in faccia; questo oltre tutto non solo in FIAS, ma anche in tutte le altre discipline sportive che ho praticato in vita mia.
Mi e' stato imputato di essere stato "eccessivamente spigoloso" nel trattare questi casi. Quasi sicuramente e' indubbio, e se questo mi rende inadatto al ruolo sicuramente la struttura arbitrale di FIAS si premunirà di venirmelo a dire, o nel caso in cui ecceda, mentre mi chiede indietro la divisa da SO.
Però vorrei fare riflettere con attenzione chi pensa di potersi permettere questi atteggiamenti su due cose:


1) non esiste gioco senza regole, e non esistono regole se non vengono fatte rispettare. senza questa base comune, non si può giocare neanche a rubamazzetto, figuriamoci affrontare un qualunque sport. Gli arbitri sono una esigenza perché senza di loro semplicemente e' impossibile avere una base di gioco comune. L'arbitro può sbagliare? certamente! Ma ANCHE SE AVESSE SBAGLIATO non è una motivazione né sufficiente né valida né per mettere in discussione il suo giudizio né tanto meno per compiere l'impensabile di mangiargli la faccia. E più si e' esperti e abili in una disciplina, più questa dovrebbe diventare una seconda natura per il giocatore.

2) Ad oggi ho l'impressione che visto che in FIAS non vi sono le migliaia di tiratori di altre discipline, si tenda ad essere decisamente lassisti su questo tipo di atteggiamenti, proteggendo i tiratori a discapito degli arbitri visto che i tiratori sono considerati "più importanti". Questo atteggiamento porta a fare capire ai tiratori che assaltare gli arbitri "paga", perché magari dopo che gli hai mangiato la faccia è molto facile che l'arbitro si dimentichi di segnarti sullo statino le procedure che ti saresti meritato. Il fatto stesso che le 4 ammonizioni per "comportamento antisportivo" non vengano neppure prese in esame per quello che e' a mio avviso IL MASSIMO del comportamento antisportivo la dice lunga sul livello a cui si e' arrivati, e mi fa sorgere molti dubbi sul fatto che si possa effettivamente garantire ai tiratori un set di regole condivise.

Perché quando si mettono in discussione gli arbitri, o se, peggio del peggio, si giunge a mettere in discussione la loro buona fede, diventa impossibile fare rispettare le regole, e si cade in un mondo dove chi grida più forte ha ragione.

 

Ed eccoci qui al mio primo tentativo di fare avverare la mia auto-promessa che mi sono raccontato la notte di natale.

Ieri, 31 Marzo 2012, siamo stati alla gara di beneficenza organizzata dai ragazzi di Forte Canarbino con una bella combinazione di uno steel challenge da 5 stage, uno stage USPSA (ammetto che non sapevo neanche che esistesse) e uno stage aggiuntivo fatto con 5 ferri.

Insomma , si e' sparato un fracco ed anche un po' di piu': sono partito con 400 colpi e sono tornato con 75... e oltretutto nonne ho nemmeno cacciati una valanga fuori bersaglio, perlomeno non piu' del mio schifosissimo solito!!! insomma, chi voleva sparare si e' tolto decisamente la voglia, il che per una gara "da divertimento" non e' proprio una cosa da poco! insomma, in genere il risultato finale della gara può essere catalogato sotto il termine "HEY CHE FIGATA!!"

Ora, ho un serio problema nello scrivere queste recensioni:

che io "non sia effettivamente qualificato a scriverle in quanto non sono un dio del tiro" lo sanno tutti: la premessa iniziale e' che sta roba erano le riflessioni di un novice.

ma se io continuo a scrivere "mi sono divertito" le recensioni diventeranno ben presto una sfilza di commenti tutti uguali, che ripetono sempre le stesse cose, decisamente noioso.

per cui diamo per appurato che di solito, a fare una gara mi diverto, e parecchio. se cosi' non fosse, lo scriverò a chiare lettere.

d'altronde, se almeno in cuor mio critico il modo in cui la stampa specializzata nel nostro campo scrive gli articoli (alla prossima particolareggiata descrizione tecnica di un sistema a chiusura geometrica "stile glock" vomito, non parliamo per la prossima descrizione del sistema colt-browning: sono tutte uguali ! ) non posso pensare di cadere nello stesso tranello.

quindi tentero' di descrivere d'ora in poi la gara, dando per scontato che

1) mi sono divertito
2) si e' sparato almeno a sufficienza
3) ho trovato gente con cui sono stato bene

ed adesso entriamo nel vivo, in ordine sparpagliato sciolto come mio solito

Allora, la prima cosa di "particolare" era che la gara era destinata a scopo di beneficienza, cosa che rendeva estremamente più piacevole togliersi dal portafoglio i 40 euro. oltretutto un ricco montepremi messo a disposizione da parte di una vagonata di sponsor non fa male (cari sponsor spiacente ma non sono un giornalista di testata, quindi non sono soggetto all'obbligo di farvi pubblicita' e quindi non vi cito. chi fosse interessato troverà la locandina allegata all'articolo e se la potrà leggere, trovandoci i vostri nomi)

la seconda cosa particolare era che e' stata una gara "composita":

infatti era composta da 5 stage di steel challenge "classici", più uno stage USPSA (per chi come me non sapeva cosa fossero, è un percorso con un vagone di carte da colpire con 2 colpi l'una dove ti servono almeno 60 colpi... meglio avere almeno 4 caricatori o farlo ridotto, perche' se no SI RESTA SENZA COLPI!). In più hanno aggiunto uno stage con 4 piastre e un bersaglio piccolo da Steel Challenge, su cui "si sono inventati" un esercizio di steel nuovo e divertente.

Per chi fosse interessato alla mia opinione sulle gare di Steel Challenge invito ad andarsi a rileggere il mio commento alla gara di Steel che abbiamo fatto nelle settimane scorse a Sassuolo: Spassosissimo, veloce come l'inferno, permette di sparare anche a chi non fa abitualmente tiro in movimento, con la fantastica caratteristica di non dare praticamente adito a contestazioni di nessun tipo, il che non e' poco.

l'unica cosa che aggiungo ora e' che ha una spiacevole "sfortuna": avere piatti cosi' vicini porta a far piovere pezzettini e schegge di colpi un po' dappertutto per tutta la giornata, cosa non particolarmente piacevole... come hanno scoperto la punta del mio naso (centrato in pieno dalla scheggia di un MIO colpo!) e il mio maglione, bucato da un'altra scheggia mentre eravamo in area ristoro. forse inclinare leggermente verso il basso i piatti potrebbe risolvere un po', ma diciamo che queste gare ti fanno capire in fretta che portare SEMPRE gli occhiali di protezione NON E' un optional, cosa che comunque qualunque tiratore dovrebbe sapere benissimo ! certo, io sono un po' piu' avvantaggiato visto che i miei fondi di bottiglia non abbandonano mai il mio naso, ma l'aggiunta di un buon paio di addizionali in policarbonato ci e' stata proprio bene.

L'impressione in genere e' che probabilmente anche pochi gradi di inclinazione verso il basso dei piatti da questo punto di vista facciano TANTO la differenza, anche se di certo non è una cosa che si possa additare come colpa ai ragazzi di Forte Canarbino, che al contrario hanno gestito egregiamente la gara: temo che sia proprio qualcosa di connaturato nella disciplina dello Steel Challenge. Francamente non sono abbastanza bravo tecnicamente da potere dare suggerimenti in merito. usare un power factor più basso? vorrebbe dire obbligare la gente a fare colpi apposta. chiedere di non usare blindate ma solo piombo nudo? non credo risolva, e poi chi come me tira con una glock potrebbe anche rospondere "no grazie". insomma, penso che sulla cosa dovrebbero riflettere quelli più bravi di me e soprattutto chi scrive i regolamenti dello Steel e fa stage con piattini a 6/7 metri di distanza dal tiratore, ma penso che richieda riflessione.

Mentre ero in pausa pranzo, a distanza di SVARIATI metri dallo stage più vicino, una scheggia mi ha tagliato il maglione. buchino piccolo, maglione vecchio usato ormai solo per venire a tirare, nessun danno, pero' in quella zona uno era "autorizzato" a sentirsi al sicuro e magari a togliersi le protezioni...

Sul percorso USPSA si puo' dire tranquillamente che e' stato divertente, e poi è la prima volta che faccio fuori in uno stage oltre 60 colpi; ma da "troppo abituato" alla FIAS ho sentito un po' la mancanza delle coperture e dei cambi caricatori "fatti con senso dietro un riparo". Francamente credo che se fosse stato fatto come Surprise, e con l'obbligo di muoversi in copertura, avrebbe incrementato il "fattore credibilità" di tantissimo, ma comunque anche cosi' lo rifarei anche fra mezz'ora!

Uno stage cosi' lungo ti impedisce di pensare e di memorizzartelo prima, ed e' un ottimo modo per imparare a reagire alle situazioni invece che pianificarle prima. tanto e' vero che, lo ammetto, a un certo punto durante il percorso, mentre stavo per abbandonare una delle "finestre" mi sono reso conto che avevo "dimenticato" due sagome e sono dovuto tornare indietro a farle... cosa che senza un SO che ti chiama "COVER" e' più "pelosa" di quel che si possa pensare.

Il gioco coi ferri "aggiuntivo" invece ammetto di averlo trovato leggermente "insipido": si trattava di coplire 4 piastre a pochi metri e quindi lo stop plate nel mezzo, cambiare il caricatore come con un cabio di emergenzae ripetere, il tutto per 3 volte. veniva preso il tempo migliore.

Ora, di per se non era tanto differente da un esercizio di steel da trovarlo particolarmente "innovativo" o "fantasioso", pero' in compenso aveva la SVENTURA dell'esercizio di steel, cioe' piatti MOLTO vicini al tiratore, e il mio naso NON ha gradito la scheggia generata dallo stop plate dritto davanti a me a 5-7 metri di distanza; ma di questo aspetto ho già parlato fin troppo prima, e penso sia legato all'idea di Steel Challenge, e non alla gara di per sè.

Insomma, se andate a fare una gara di Steel... occhiali sempre sul naso, cappellino sempre in testa e vestiti che possano prendere una scheggia senza che ci si pianga sopra neppure una lacrima!

Detto tutto sugli esercizi, vero "cuore" della gara, passiamo all'organizzazione:

come al solito tutte le volte che vengo a Forte Canarbino tremo per le sospensioni della mia macchina, ma quando ci arrivo continuo a pensare che ne sia valsa la pena: il posto e' a dir poco meraviglioso e i soci del "Forte Canarbino Shooting Club" sempre meravigliosamente simpatici e disponibili. Francamente un piccolo punto di invidia me lo ha fatto venire i loro maglioncini extralusso con ricamato dietro il nome. per me che faccio una fatica atroce ad associare nomi e volti il fatto di non impazzire a sapere come mi posso rivolgere alla persona che ho davanti senza usare un tristissimo "scusi signora scorekeeper..." e' un vantaggio non indifferente.

Avendo qualche problema di cibo che posso ingurgitare, l'organizzazione di un punto di ristoro interno gestito direttamente dall'associazione, dove quindi si mangiano panini fatti con "pane vero" anziche' industriale e "salumi decenti" anziche' la roba spacciata dai vari paninari di turno e' un vantaggio non da poco. Se una pecca si può conteggiare a chi ha organizzato il ristoro e' stata quella di non avere ben fatto i conti con gli stomaci dei tiratori e col fatto che la gara spingeva a finirne almeno una parte prima della pappa... col risutato che quando siamo arrivati a mangiare noi (erano le 2, lo ammetto) non era rimansta neanche l'ombra del bosco! ma un fantastico Paolo Dal Pino stava già risolvendo il problema, e meno di un quarto d'ora dopo stavamo già recoperando e addentavo tutto soddisfatto il mio sfilatino al prosciutto.

l'esperienza mi ha fatto riflettere che forse oltre che a dirci cosa si puo' fare sul campo e cosa no, condividere anche le statistiche dei nostri punti di ristoro potrebbe permettere ai nostri club di
1) fare due soldini in più con la gara organizzando punti di ristoro interni invece di affidarli all'esterno
2) permettere a tutti di mangiare meglio almeno qualitativamente, anche se a costo di una varietà leggermente inferiore
3) rendersi conto di QUANTA "pappa per tiratore" e' da considerare visto che non sembra che il conteggio "uno o due panozzi a testa" sia appropriato per le simpatiche boccucce che frequentano i campi
4) condividere idee simpatiche: ad esempio, e se facessimo qualche kilo di pasta? meglio o peggio? gli spaghetti li apprezziamo tutti, ma magari significherebbe dovere rispettare dei tempi , visto che la pasta al pomodoro fredda fa schifo, e forse obbligherebbe a uno sforzo organizzativo eccessivo.

Sul lato "interno al TDM" (e poi ho finito) vanno segnalate due cose:

1) e' stata la prima gara della Manu. YAY! benvenuta Manu, ma non farti prendere cosi' dal nervosismo ! (facile a dirsi per chi un'anno fa colava adrenalina dalle dita alla prima gara, vero?). Non ti preoccupare, dopo un po' diventa tutto piu' facile e divertente, soprattutto se metti via la voglia di esssere "er nnummero uno". "Ecchissenefrega! io non vincero' mai un tubo, pero' mi diverto!" a mio avviso resta un ottimo modo per affrontare le gare.

2) francamente ho sentito la mancanza del Mango. Dai Paolotto, vedi di rimetterti in fretta che ci manchi! il numero di cazzate sparate si riduce troppo quando non ci sei! e siamo degli "sparatori" no?

3) siamo tutti parecchio incaZinati col lavoro ultimamente. io ho saputo che riuscivo a venire la sera prima alle 9:30, ahime'. ma finche' Paolo non ritorna "abile ed arruolato" a gestire il flusso di informazioni interno, bisogna trovare un metodo più veloce per avvertirci l'un l'altro dell'arrivo di una gara. francamente io me l'ero "persa" fino all'arrivo dell'SMS di Maino, e forse qualche info in più e in precedenza avrebbe potuto significare qualche tiratore in più in squadra...

bene, vi ho stressato abbastanza, e per stavolta ho mantenuto la promessa.

ci risentiamo alla prossima notte di natale :-D

Beh, ho detto che la raccontavo la notte di natale, ma almeno il tentativo va fatto , no?

e allora facciamo il reportage della gara dello scorso weekend :-D

"ma l'avete organizzata voi, c'eri in mezzo, non puoi fare tu il reportage!" risponderà qualcuno...

Ecco avete letto l'articolo della notte di natale? questo era il limite che mi ponevo PRIMA. adesso, visto che se non lo faccio io non lo fa nessuno, ci provo per tutte le gare, anche quelle dove sono stato nel mezzo anche io, tentando di essere il più sincero e "pulito" possibile. non vi va bene? OTTIMO, scrivete voi, mandatemi l'articolo e io lo pubblico :-D

Tutti felici, tutti contenti :-D

per ora quindi, e finche' non ci sarà chi piu' qualificato di me, vado io.

Allora, vediamo come e' andata:

circa una trentina di iscritti, gara durata una giornata, rapida ed invisibile meglio di un sommergibile potrebbe essere la miglior descrizione.

In primis, lo Stell challenge in se':

pregi: e' rapido, veloce, con un regolamento veramente minimale, permette di tirare a chiunque abbia una qualunque pistola, dalla .22LR alla desert eagle, soprattutto e' VELOCE in tutto, dal fare le string a tappare.ma soprattutto e' DIVERTENTE. almeno per me :-D

Svantaggi: troppe categorie. ti trovi ad arrivare primo in "revolver con fondina scheletrata e partenza a testa in giu'" perche' se l'unico che tira in quella categoria, privando di logica la classifica. Probabilmente andrà bene per le gare degli ameRRiCani dove sono 500 tiratori anche solo se si organizza una gara di starnuti tonanti, ma mi sa che per noi miseri italici sia "un cincinello" eccessiva. peraltro se proprio si dovesse fare una classifica puntigliosa, allora dovrebbero esistere anche le classi di merito (hey, sono stato battuto da angelo capuano! mava'? :-D ) che peggiorerebbero ulteriormente la situazione. mi chiedo se non sarebbe il caso di partite tutti senza fondina eliminando ben 3 moltiplicatori di categorie almeno finche' sto robo non acquisisce un numero critico di appassionati che portino le classifiche ad avere un senso logico.

Poi la gara.

beh, io mi sono divertito anche se ho dovuto fare l'SO, il che non e' poco. non eravamo in tanti, il che ha permesso di fare quattro chiacchere in tranquillità, anche e soprattutto visto che ogni string porta via ad ogni tiratore una manciata di secondi. e poi si spara un quantitativo di colpi inenarrabile in pochi secondi, il che, ammettiamolo , e' DIVERTENTE. e visto che le gare le faccio per quello....

Poi, la novità del punto di ristoro. Ma avete presente come era fico Maino con gli occhiali da sole con la scritta "TI AMO" in cima e il grembiulino? e avere Manuel che da bravo factotum correva su e giù dagli stage tra la raccolta degli statini e portare un panino o una bottiglietta d'acqua ai poveri SO affamati? no, voglio dire, quasi meglio di vedere Florestano a cavallo fare il capo indiano!!!! (ho detto QUASI, eh? non esageriamo!!)

A mio avviso se si è perso qualcosa in varietà sicuramente lo si e' guadagnato in simpatia e divertimento! e visto che era una gara fatta per divertirsi, la cosa non e' male.

Di per sè lo Steel mi e' sembrato una evoluzione del plinking piu' fattibile e gestibile. mi e' piaciuta. penso che se ce ne saranno altre, le rifarò. poche polemiche, molto "bum-bum", il tempo di fare due ciaccole in tranquillità.

Certo, magari si può dire che non era una gara "molto seria"... ma siamo sicuri di volere solo gare serie?

capisco che molti partecipino a una gara per agonismo, e lo rispetto. io personalmente vado alle gare per divertirmi. questa mi ha fatto divertire, e non ci sono state minacce del tipo "ti aspetto fuori" tra SO e tiratori (cose che ho invece visto, ahimè, succedere in gare più serie).

Ogni tanto ci sta bene, non credete?

Domenica, 11 Marzo 2012 12:30

Raccontala la notte di natale

"raccontala la notte di natale" e' quel che mi dice Monica quando faccio un grandioso progetto ipergalattico coi fiocchetti e mi dico "adesso lo faccio, ce la cavo, yeah!" mentre lei, piu' pratica di me, sa benissimo che sarà praticamente impossibile riuscirci sulla lunga distanza.

La notte di natale infatti per lei e' quella che nella tradizione nordica e' capodanno: quella in cui si fanno i grandi propositi per l'anno nuovo.... sapendo benissimo che sarà quasi impossibile portarli a termine:

"quest'anno mi metto a dieta", "quest'anno mi alleno tutti i sabati e le domeniche", "quest'anno smetto di fumare"... manca solo "quest'anno divento furbo" e siamo a posto , no?

Bene, domenica scorsa ho partecipato alla prima gara di quest'anno, quindi siamo un po' a capodanno per il mio piccolo mondo di gare... e quindi mi do' alle affermazioni roboanti, stroboscopiche e assolutamente irrealizzabili.

"e perche' le scrivi sul sito?" chiederete voi?

Perche' riguardano il sito, vi rispondo io.

Quest'anno vorrei riuscire a pubblicare un reportage gare per ogni gara a cui partecipo entro il weekend successivo a quello in cui la gara c'e' stata. ecco, l'ho sparata grossa! :-D

pero' ci proverò, e spero di non essere il solo.

"ma allora perche' l'anno scorso non l'hai fatto?" chiederete voi (sempre che a qualcuno glie ne freghi qualcosa)

per una serie di motivi, cioè:

1) stavo li ad aspettare le foto. non lo farò più. se le ho, le metto. se non le ho, non le metto. Se poi qualcuno le avrà fatte, o le aggiungerà poi sul sito, o se vuole vederle su mi darà il link al catalogo flickr ed io le aggiungerò dopo. ma non le aspetto più.

2) perche' sono un cavolo di novice (or ora marksman, lo ammetto) che non si sentiva titolato a scrivere alcunche' su nessuna gara. E' e resta verissimo, ma visto che gli esperti e i superesperti non lo fanno.... allora lo faccio io. resto dell'idea che per chi organizza una gara avere il "ritorno", schifosamente sincero, di un cavolo di novice che non vale un tubo sia molto meglio che non averne nessuno, salvo poi sentirsi magare "dire dietro". Ho molti difetti ma tento di non dire mai le cose dietro alla gente. quando le cose mi piacciono, lo dico. quando non mi piacciono , idem. Ovviamente sarà sempre meglio se chi e' più titolato di me avrà voglia di scrivere, ma "per intanto"... finchè il sottoscritto e' il meno peggio che c'e' , si fa con quello.

3) perchè non ero attrezzato a scrivere durante le gare. scrivere su un iphone e' pressoche' impossibile e lo sanno tutti i possessori di uno smartphone. mò sto tentando di attrezzarmi con un tablet per prendere appunti durante la gara stessa. dovrebbe migliorare la situazione... spero

4) perche' a volte mi e' stato detto "no, l'articolo passamelo che lo metto /qui / là / su / giù"... per poi aspettare mesi e vederlo ridotto a 50 parole e totalmente irriconoscibile. quest'anno e' l'ultima volta che faccio questo errore.

beh, io ci proverò... se poi dall'empireo dei master, expert e dintorni qualcuno decidesse di fare di meglio... scrivere sul sito e' financo banale. se sapete scrivere in word sapete scrivere anche un articolo.

avanti popolo, che chi si fa un qlo così per organizzare una gara si merita che qualcuno di quella gara ne parli :-)

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