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    Il club TDM - Tiro Difensivo Modenese e' un'associazione sportiva composta da persone che amano il mondo delle armi, in particolare il tiro difensivo, che si allenano presso il Tiro a Segno Nazionale di Sassuolo per partecipare a competizioni nazionali o internazionali principalmente (ma non solo) di Action Shooting. Con la nascita in seno all'UITS della disciplina del Tiro Rapido Sportivo il club ha deciso di dare particolare rilevanza a questa nascente disciplina nei propri impegni, ma resta forte l'intento di partecipare anche a discipline come le gare militari U.N.U.C.I. o il tiro dinamico accumunate dall'uso di armi in movimento all'aperto.

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Mercoledì, 25 Aprile 2012 16:25

Reportage 1° gara FIAS 2012 area nord

Ed eccoci arrivati a scrivere la recensione della gara di sabato e domenica scorsa. Ammetto, sapendo che c'era in arrivo il 25 aprile ho aspettato oggi a scrivere il reportage per avere un po’ più di tempo, ma in fondo sono ancora nei tempi che mi ero prefissato la notte di natale, giusto?

Anche questa volta seguirò le regole che mi sono prefissato (se volete vedere quali, potete leggervele nel reportage della gara di Forte Canarbino) quindi tralascerò le cose che diamo ormai per scontate.

Iniziamo con la gara di per sé, dicendo subito la prima caratteristica: era una gara "imbrogliona".

Infatti gli esercizi sembravano a prima vista facili facili, quasi banali... per poi doversi accorgere che banali non erano affatto e che al contrario nascondevano insidie alle quali difficilmente si pensa, spingendo quindi sul lato "tecnico" molto più del previsto, tanto da "imbrogliare" molti , me compreso. la controprova? mi sono sostanzialmente giocato la gara allo stage n° 5, il cosiddetto "miratino", dove sono riuscito ad accumulare ben 46 (ripeto QUARANTASEI) secondi di aree non colpite per pur sottovalutazione dell'esercizio. Se considerate che sono giusto i secondi che mi separano dalla prima posizione della stock marksman, improvvisamente potete capire perché affermo che lì ho buttato via la gara... proprio nell'esercizio che pareva "il più facile in una gara di esercizi facili". ma bando alle recriminazioni e passiamo agli esercizi:

Lo stage n° 1 partiva con 2 sagome in arretramento, quindi si ingaggiavano quelle nella "stanza centrale" e si passava quindi all'ultimo "corridoio" dove trovavamo una sagoma con un inusuale 5+2 che nella fretta rischiava seriamente di ricevere o un 4+2 o un 5+1, tiri molto più "classici".

Lo stage n° 2 era uno dei due "lunghi", che proprio perché sembravano più difficili portavano a una maggiore riflessione, aveva un mucchio di possibili tiri "da sinistra" (per la gioia dei mancini) ed alcuni tiri decisamente lunghi. Inoltre il superamento del limite del vecchio regolamento dei 18 colpi massimi si e' fatto sentire (almeno per me) portandomi a finire l'esercizio con la pistola in hold open. Certo, avevo già sparato tutto quello che dovevo sparare, ma finire senza colpi con una glock da 17 fa pensare che forse hai sbagliato qualcosa da qualche parte... stile i conti su dove hai fatto il cambio caricatore!

Lo stage n° 3 era uno di quelli "bastardi dentro". sembrava facilissimo: 2 carte a destra, 2 carte a sinistra, occhio a non prendere i no-shoot, entra nel corridoio, una a destra, una a sinistra. facile, vero? COL CAVOLO. quello di cui amaramente ti rendevi conto quando entravi dentro in corsa, e raramente prima, era che gli spazi in fondo al corridoio erano STRETTISSIMI e portavano invariabilmente a sentirsi chiamare la cover di profondità. E visto che quando l'SO chiama "cover" sei portato a pensare a dove hai messo i piedi e non a dov'e' il ponticello della pistola... in più la posizione di partenza "abbastanza libera" spingeva ad avvicinarsi parecchio alle barricate, rischiando anche in questo caso la cover di profondità.

Lo stage n° 4, pur essendo anche lui uno di quelli "con più spazio" e quindi che faceva riflettere un po’ di più, aveva anche lui le sue asperità. la prima era sicuramente dovuta alla coppia di ferri (gli unici in tutta la gara) con un tiro sul "lunghetto". Infatti questa simpatica coppia di piatti erano uno rosso, quindi no-shoot, e uno NERO dietro di esso. Ora, e' certo che il piatto nero fosse MOLTO più grosso del no-shoot che aveva davanti, ma la bella colorazione nera su uno sfondo marrone scuro dato dal parapalle, spesso e volentieri pure in ombra, non rendevano certo il tiro agevole, per non parlare poi del fatto che il piatto attivava un simpatico bobber veloce come un fulmine.

Lo stage n° 5 e' stata la mia maledizione. Sembrava banale, il maledetto: 6 carte, tiro da fermi, limited, prima 1 colpo a tutti i box grandi con la mano debole dalla posizione più vicina, quindi seconda string dalla posizione più lontana a due mani , 1 colpo al box piccolo, poi ultimo string con la sola mano forte, un colpo al box grande. banale vero? tanto banale da lasciarci giù 46 secondi, perché una cosa del genere TI SPINGE a correre... ma quando sei arrivato alla fine ti ricordi che in un limited NON PUOI doppiare se sbagli, e piangi calde lacrime quando vai a vedere le sagome!

Lo stage n° 6 era decisamente dedicato ai tiri lunghi e ai giochi di copertura. Giusto per chiarire fin da subito come funzionava, se dopo avere sparato alla body armour che avevate davanti all'inizio (o "body harmony" per gli amici, come e' stata subito ribattezzata) vi alzavate d'istinto per andare a tirare sulla sagoma di sinistra vi sentivate immediatamente chiamare la cover. Bastavano infatti pochi centimetri dalla posizione seduta di partenza per esporsi alla sagoma di sinistra, quindi o gli sparavi direttamente da seduto o dovevi alzarti DALLA PARTE OPPOSTA del tavolino per raggiungere la posizione di fuoco dalla barricata; inoltre tutto l'esercizio si svolgeva più o meno nello stesso modo: in pratica, dando nel briefing il minor numero di vincoli possibili si aveva costretto il tiratore a pensare con MOLTA attenzione al percorso che intendeva intraprendere, perché il rischio di esporsi e sentire chiamare la cover era veramente altissimo.

ultima nota sulla gara, l'uso del "mozambico drill" (o body-body-head per i meno formali), negletto in molte gare, qui invece l'ha fatta da padrone, aggiungendo un ulteriore grano di pepe in una pietanza che se a prima vista poteva sembrare una scialba minestrina ha rivelato invece tutta la sua piccantezza sin dal primo assaggio.

Fatto il riepilogo della gara passiamo al resto.
Sull'organizzazione non voglio esprimermi visto che ero parte in causa, saranno gli altri a dirci se l'hanno gradita o meno.
Invece voglio aggiungere una nota su un'altra questione.


Era la mia prima gara come SO Nazionale FIAS, oltretutto privo di score keeper per la maggior parte del tempo, a parte l'occasionale shooter di buona volontà con il quale però non potevo certo confrontarmi più di tanto.
Certo, sono un SO alle prime armi, e mi sono trovato ad arbitrare allo stage 3 che come detto sopra conteneva una notevole quantità di "tranelli". Però devo dire che ho trovato veramente, profondamente irritante l'abitudine generalizzata di molti tiratori non solo di contestare l'arbitro, ma di prendersi anche la briga di insultarlo, anche pesantemente.
"facile stare dalla parte degli SO quando hai la maglietta arancione addosso anche tu, vero?" mi si potrebbe rispondere.

Potrebbe anche essere vero per un altro, ma sono ormai 2 anni che faccio gare e in giro ormai ci sono almeno una trentina di SO se non di più che mi hanno visto nel loro stage.
Credo che tutti loro possano testimoniare che anche BEN prima di trovarmi nell'"eletta schiera" non ho mai sopportato chi discuteva un giudizio arbitrale, o peggio ancora, chi si arrogava il diritto di prendere l'arbitro a pesci in faccia; questo oltre tutto non solo in FIAS, ma anche in tutte le altre discipline sportive che ho praticato in vita mia.
Mi e' stato imputato di essere stato "eccessivamente spigoloso" nel trattare questi casi. Quasi sicuramente e' indubbio, e se questo mi rende inadatto al ruolo sicuramente la struttura arbitrale di FIAS si premunirà di venirmelo a dire, o nel caso in cui ecceda, mentre mi chiede indietro la divisa da SO.
Però vorrei fare riflettere con attenzione chi pensa di potersi permettere questi atteggiamenti su due cose:


1) non esiste gioco senza regole, e non esistono regole se non vengono fatte rispettare. senza questa base comune, non si può giocare neanche a rubamazzetto, figuriamoci affrontare un qualunque sport. Gli arbitri sono una esigenza perché senza di loro semplicemente e' impossibile avere una base di gioco comune. L'arbitro può sbagliare? certamente! Ma ANCHE SE AVESSE SBAGLIATO non è una motivazione né sufficiente né valida né per mettere in discussione il suo giudizio né tanto meno per compiere l'impensabile di mangiargli la faccia. E più si e' esperti e abili in una disciplina, più questa dovrebbe diventare una seconda natura per il giocatore.

2) Ad oggi ho l'impressione che visto che in FIAS non vi sono le migliaia di tiratori di altre discipline, si tenda ad essere decisamente lassisti su questo tipo di atteggiamenti, proteggendo i tiratori a discapito degli arbitri visto che i tiratori sono considerati "più importanti". Questo atteggiamento porta a fare capire ai tiratori che assaltare gli arbitri "paga", perché magari dopo che gli hai mangiato la faccia è molto facile che l'arbitro si dimentichi di segnarti sullo statino le procedure che ti saresti meritato. Il fatto stesso che le 4 ammonizioni per "comportamento antisportivo" non vengano neppure prese in esame per quello che e' a mio avviso IL MASSIMO del comportamento antisportivo la dice lunga sul livello a cui si e' arrivati, e mi fa sorgere molti dubbi sul fatto che si possa effettivamente garantire ai tiratori un set di regole condivise.

Perché quando si mettono in discussione gli arbitri, o se, peggio del peggio, si giunge a mettere in discussione la loro buona fede, diventa impossibile fare rispettare le regole, e si cade in un mondo dove chi grida più forte ha ragione.

 

Pubblicato in Reportage Gare

Ed eccoci qui al mio primo tentativo di fare avverare la mia auto-promessa che mi sono raccontato la notte di natale.

Ieri, 31 Marzo 2012, siamo stati alla gara di beneficenza organizzata dai ragazzi di Forte Canarbino con una bella combinazione di uno steel challenge da 5 stage, uno stage USPSA (ammetto che non sapevo neanche che esistesse) e uno stage aggiuntivo fatto con 5 ferri.

Insomma , si e' sparato un fracco ed anche un po' di piu': sono partito con 400 colpi e sono tornato con 75... e oltretutto nonne ho nemmeno cacciati una valanga fuori bersaglio, perlomeno non piu' del mio schifosissimo solito!!! insomma, chi voleva sparare si e' tolto decisamente la voglia, il che per una gara "da divertimento" non e' proprio una cosa da poco! insomma, in genere il risultato finale della gara può essere catalogato sotto il termine "HEY CHE FIGATA!!"

Ora, ho un serio problema nello scrivere queste recensioni:

che io "non sia effettivamente qualificato a scriverle in quanto non sono un dio del tiro" lo sanno tutti: la premessa iniziale e' che sta roba erano le riflessioni di un novice.

ma se io continuo a scrivere "mi sono divertito" le recensioni diventeranno ben presto una sfilza di commenti tutti uguali, che ripetono sempre le stesse cose, decisamente noioso.

per cui diamo per appurato che di solito, a fare una gara mi diverto, e parecchio. se cosi' non fosse, lo scriverò a chiare lettere.

d'altronde, se almeno in cuor mio critico il modo in cui la stampa specializzata nel nostro campo scrive gli articoli (alla prossima particolareggiata descrizione tecnica di un sistema a chiusura geometrica "stile glock" vomito, non parliamo per la prossima descrizione del sistema colt-browning: sono tutte uguali ! ) non posso pensare di cadere nello stesso tranello.

quindi tentero' di descrivere d'ora in poi la gara, dando per scontato che

1) mi sono divertito
2) si e' sparato almeno a sufficienza
3) ho trovato gente con cui sono stato bene

ed adesso entriamo nel vivo, in ordine sparpagliato sciolto come mio solito

Allora, la prima cosa di "particolare" era che la gara era destinata a scopo di beneficienza, cosa che rendeva estremamente più piacevole togliersi dal portafoglio i 40 euro. oltretutto un ricco montepremi messo a disposizione da parte di una vagonata di sponsor non fa male (cari sponsor spiacente ma non sono un giornalista di testata, quindi non sono soggetto all'obbligo di farvi pubblicita' e quindi non vi cito. chi fosse interessato troverà la locandina allegata all'articolo e se la potrà leggere, trovandoci i vostri nomi)

la seconda cosa particolare era che e' stata una gara "composita":

infatti era composta da 5 stage di steel challenge "classici", più uno stage USPSA (per chi come me non sapeva cosa fossero, è un percorso con un vagone di carte da colpire con 2 colpi l'una dove ti servono almeno 60 colpi... meglio avere almeno 4 caricatori o farlo ridotto, perche' se no SI RESTA SENZA COLPI!). In più hanno aggiunto uno stage con 4 piastre e un bersaglio piccolo da Steel Challenge, su cui "si sono inventati" un esercizio di steel nuovo e divertente.

Per chi fosse interessato alla mia opinione sulle gare di Steel Challenge invito ad andarsi a rileggere il mio commento alla gara di Steel che abbiamo fatto nelle settimane scorse a Sassuolo: Spassosissimo, veloce come l'inferno, permette di sparare anche a chi non fa abitualmente tiro in movimento, con la fantastica caratteristica di non dare praticamente adito a contestazioni di nessun tipo, il che non e' poco.

l'unica cosa che aggiungo ora e' che ha una spiacevole "sfortuna": avere piatti cosi' vicini porta a far piovere pezzettini e schegge di colpi un po' dappertutto per tutta la giornata, cosa non particolarmente piacevole... come hanno scoperto la punta del mio naso (centrato in pieno dalla scheggia di un MIO colpo!) e il mio maglione, bucato da un'altra scheggia mentre eravamo in area ristoro. forse inclinare leggermente verso il basso i piatti potrebbe risolvere un po', ma diciamo che queste gare ti fanno capire in fretta che portare SEMPRE gli occhiali di protezione NON E' un optional, cosa che comunque qualunque tiratore dovrebbe sapere benissimo ! certo, io sono un po' piu' avvantaggiato visto che i miei fondi di bottiglia non abbandonano mai il mio naso, ma l'aggiunta di un buon paio di addizionali in policarbonato ci e' stata proprio bene.

L'impressione in genere e' che probabilmente anche pochi gradi di inclinazione verso il basso dei piatti da questo punto di vista facciano TANTO la differenza, anche se di certo non è una cosa che si possa additare come colpa ai ragazzi di Forte Canarbino, che al contrario hanno gestito egregiamente la gara: temo che sia proprio qualcosa di connaturato nella disciplina dello Steel Challenge. Francamente non sono abbastanza bravo tecnicamente da potere dare suggerimenti in merito. usare un power factor più basso? vorrebbe dire obbligare la gente a fare colpi apposta. chiedere di non usare blindate ma solo piombo nudo? non credo risolva, e poi chi come me tira con una glock potrebbe anche rospondere "no grazie". insomma, penso che sulla cosa dovrebbero riflettere quelli più bravi di me e soprattutto chi scrive i regolamenti dello Steel e fa stage con piattini a 6/7 metri di distanza dal tiratore, ma penso che richieda riflessione.

Mentre ero in pausa pranzo, a distanza di SVARIATI metri dallo stage più vicino, una scheggia mi ha tagliato il maglione. buchino piccolo, maglione vecchio usato ormai solo per venire a tirare, nessun danno, pero' in quella zona uno era "autorizzato" a sentirsi al sicuro e magari a togliersi le protezioni...

Sul percorso USPSA si puo' dire tranquillamente che e' stato divertente, e poi è la prima volta che faccio fuori in uno stage oltre 60 colpi; ma da "troppo abituato" alla FIAS ho sentito un po' la mancanza delle coperture e dei cambi caricatori "fatti con senso dietro un riparo". Francamente credo che se fosse stato fatto come Surprise, e con l'obbligo di muoversi in copertura, avrebbe incrementato il "fattore credibilità" di tantissimo, ma comunque anche cosi' lo rifarei anche fra mezz'ora!

Uno stage cosi' lungo ti impedisce di pensare e di memorizzartelo prima, ed e' un ottimo modo per imparare a reagire alle situazioni invece che pianificarle prima. tanto e' vero che, lo ammetto, a un certo punto durante il percorso, mentre stavo per abbandonare una delle "finestre" mi sono reso conto che avevo "dimenticato" due sagome e sono dovuto tornare indietro a farle... cosa che senza un SO che ti chiama "COVER" e' più "pelosa" di quel che si possa pensare.

Il gioco coi ferri "aggiuntivo" invece ammetto di averlo trovato leggermente "insipido": si trattava di coplire 4 piastre a pochi metri e quindi lo stop plate nel mezzo, cambiare il caricatore come con un cabio di emergenzae ripetere, il tutto per 3 volte. veniva preso il tempo migliore.

Ora, di per se non era tanto differente da un esercizio di steel da trovarlo particolarmente "innovativo" o "fantasioso", pero' in compenso aveva la SVENTURA dell'esercizio di steel, cioe' piatti MOLTO vicini al tiratore, e il mio naso NON ha gradito la scheggia generata dallo stop plate dritto davanti a me a 5-7 metri di distanza; ma di questo aspetto ho già parlato fin troppo prima, e penso sia legato all'idea di Steel Challenge, e non alla gara di per sè.

Insomma, se andate a fare una gara di Steel... occhiali sempre sul naso, cappellino sempre in testa e vestiti che possano prendere una scheggia senza che ci si pianga sopra neppure una lacrima!

Detto tutto sugli esercizi, vero "cuore" della gara, passiamo all'organizzazione:

come al solito tutte le volte che vengo a Forte Canarbino tremo per le sospensioni della mia macchina, ma quando ci arrivo continuo a pensare che ne sia valsa la pena: il posto e' a dir poco meraviglioso e i soci del "Forte Canarbino Shooting Club" sempre meravigliosamente simpatici e disponibili. Francamente un piccolo punto di invidia me lo ha fatto venire i loro maglioncini extralusso con ricamato dietro il nome. per me che faccio una fatica atroce ad associare nomi e volti il fatto di non impazzire a sapere come mi posso rivolgere alla persona che ho davanti senza usare un tristissimo "scusi signora scorekeeper..." e' un vantaggio non indifferente.

Avendo qualche problema di cibo che posso ingurgitare, l'organizzazione di un punto di ristoro interno gestito direttamente dall'associazione, dove quindi si mangiano panini fatti con "pane vero" anziche' industriale e "salumi decenti" anziche' la roba spacciata dai vari paninari di turno e' un vantaggio non da poco. Se una pecca si può conteggiare a chi ha organizzato il ristoro e' stata quella di non avere ben fatto i conti con gli stomaci dei tiratori e col fatto che la gara spingeva a finirne almeno una parte prima della pappa... col risutato che quando siamo arrivati a mangiare noi (erano le 2, lo ammetto) non era rimansta neanche l'ombra del bosco! ma un fantastico Paolo Dal Pino stava già risolvendo il problema, e meno di un quarto d'ora dopo stavamo già recoperando e addentavo tutto soddisfatto il mio sfilatino al prosciutto.

l'esperienza mi ha fatto riflettere che forse oltre che a dirci cosa si puo' fare sul campo e cosa no, condividere anche le statistiche dei nostri punti di ristoro potrebbe permettere ai nostri club di
1) fare due soldini in più con la gara organizzando punti di ristoro interni invece di affidarli all'esterno
2) permettere a tutti di mangiare meglio almeno qualitativamente, anche se a costo di una varietà leggermente inferiore
3) rendersi conto di QUANTA "pappa per tiratore" e' da considerare visto che non sembra che il conteggio "uno o due panozzi a testa" sia appropriato per le simpatiche boccucce che frequentano i campi
4) condividere idee simpatiche: ad esempio, e se facessimo qualche kilo di pasta? meglio o peggio? gli spaghetti li apprezziamo tutti, ma magari significherebbe dovere rispettare dei tempi , visto che la pasta al pomodoro fredda fa schifo, e forse obbligherebbe a uno sforzo organizzativo eccessivo.

Sul lato "interno al TDM" (e poi ho finito) vanno segnalate due cose:

1) e' stata la prima gara della Manu. YAY! benvenuta Manu, ma non farti prendere cosi' dal nervosismo ! (facile a dirsi per chi un'anno fa colava adrenalina dalle dita alla prima gara, vero?). Non ti preoccupare, dopo un po' diventa tutto piu' facile e divertente, soprattutto se metti via la voglia di esssere "er nnummero uno". "Ecchissenefrega! io non vincero' mai un tubo, pero' mi diverto!" a mio avviso resta un ottimo modo per affrontare le gare.

2) francamente ho sentito la mancanza del Mango. Dai Paolotto, vedi di rimetterti in fretta che ci manchi! il numero di cazzate sparate si riduce troppo quando non ci sei! e siamo degli "sparatori" no?

3) siamo tutti parecchio incaZinati col lavoro ultimamente. io ho saputo che riuscivo a venire la sera prima alle 9:30, ahime'. ma finche' Paolo non ritorna "abile ed arruolato" a gestire il flusso di informazioni interno, bisogna trovare un metodo più veloce per avvertirci l'un l'altro dell'arrivo di una gara. francamente io me l'ero "persa" fino all'arrivo dell'SMS di Maino, e forse qualche info in più e in precedenza avrebbe potuto significare qualche tiratore in più in squadra...

bene, vi ho stressato abbastanza, e per stavolta ho mantenuto la promessa.

ci risentiamo alla prossima notte di natale :-D

Pubblicato in Reportage Gare
Venerdì, 20 Gennaio 2012 15:14

Gara Steel Challenge 04-03-2012

il TIRO DIFENSIVO MODENESE ORGANIZZA UNA GARA DI STEEL CHALLENGE

Aperta a tutti gli iscritti F.I.A.S., I.D.P.A., F.I.T.D.S., U.I.T.S., F.I.I.D.S., appartenenti alle Forze dell'ordine, Forze Armate e GPG, La manifestazione si svolgerà Domenica 04/03/2012. Inizio iscrizioni ore 8,30, INIZIO GARA ORE 9,00 SECONDO TURNO ORE 14,00, 5 Stages, 125 Colpi minimi Costo prima iscrizione 25 €, Rientro in diversa divisione 15 € - CLASSIFICA IN ALLEGATO

Pubblicato in Gare
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  • Dove siamo
  • Chi siamo
  • Sicurezza prima di tutto
  • I Principi dell'Action Shooting
  • Cos'e' L'Action Shooting

Dove Siamo

La sede legale del club è

TDM - Tiro Difensivo Modenese ASD

C/O Maino Lonardi

Via Nobili, 57

41100 Modena (MO)

Ovviamente però non pratichiama la nostra attività presso la sede legale.

Potete trovarci "tendenzialmente" il sabato pomeriggio presso i campi di tiro dinamico del TSN di Sassuolo, sito in via del Tiro a Segno 245,  Sassuolo (MO)

"Tendenzialmente" perche' visto che il nostro e' uno sport all'aperto, se piove e grandina non potete avere la certezza di trovarci, e visto che siamo comunque inseriti all'interno delle attività del TSN di Sassuolo, se vi e' una gara potremmo non essere disponibili

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Cos'è il TDM

Il club TDM - Tiro difensivo Modenese ASD e' un'associazione sportiva dilettantistica composta da persone che amano il mondo delle armi, in particolare il tiro difensivo, che si allenano presso il Tiro a Segno Nazionale di Sassuolo per partecipare a competizioni nazionali o internazionali nelle discipline del tiro Difensivo (IDPA), Dinamico (FITDS), Rapido Sportivo (UITS) e Militare (UNUCI)

Nato nel lontano 19 Novembre 2007 dalla riunione "carbonara" dei soci fondatori, in quel di Via Nobili 57, hanno inteso fondare una associazione apolitica, avente per finalità lo sviluppo e la diffusione di attività sportive intese come mezzo di formazione psico-fisica e morale dei soci, mediante la gestione di ogni forma di attività agonistica ricreativa con particolare riferimento alla pratica della disciplina del tiro sportivo.

Oltre agli agonisti sono menbri del club anche persone che hanno solo voglia di divertirsi in sicurezza con armi corte o lunghe, imparando il maneggio e le tecniche di difesa in situazioni che si avvicinano il più possibile alla realtà, sempre nell'ambito della massima sicurezza e del totale rispetto della legge.

Ma prima di tutto e' un gruppo di persone appassionate che si trovano bene insieme e che si divertono a praticare sport in cui la componente ludica e' assolutamente essenziale: se non ci divertissimo smetteremmo di farlo.

Ben vengano quindi non solo gli allenamenti con le armi da fuoco, ma anche i momenti conviviali, che hanno una importanza almeno comparabile.

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Questioni di sicurezza

Nelle competizioni dell' A.S. ogni tiratore è tenuto a rispettare queste cinque regole fondamentali:

  1. Considerare ogni arma come se fosse sempre carica.

  2. Non rivolgere mai la volata dell'arma verso qualcosa che non si voglia colpire.

  3. Essere certi del proprio bersaglio e di cosa lo circonda.

  4. Tenere sempre il dito fuori dal grilletto fino a quando non si e' coscientemente deciso di sparare.

  5. Rispettare le leggi e gli ordinamenti giuridici degli Stati in cui si compete.

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Principi

  • promuovere l'informazione sulle norme di sicurezza che regolano l'uso ed il maneggio delle armi da fuoco.

  • creare una condizione di gara equilibrata ed uguale per tutti i concorrenti in modo da testare la capacità e l'abilità individuale dei tiratori.

  • promuovere l'utilizzo nella massima sicurezza di armi e di equipaggiamenti adatti al porto continuato da difesa, anche occultato.

  • dare ai tiratori percorsi di tiro ed esercizi che siano pratici, realistici e divertenti.

  • offrire uno sport di tiro realmente pratico che permetta ai concorrenti di concentrarsi sullo sviluppo della capacità tecnica nel tiro, nel pieno rispetto delle filosofie dell' A.S.

 

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Scopo ed obiettivi dell'Action Shooting

L'action Shooting e' una disciplina di tiro con armi da fuoco che si prefigge di riprodurre, in sicurezza, situazioni di conflitto a fuoco credibili e possibili nella realtà, che vedano come "protagonisti" coloro che sono abilitati al porto d'arma continuato per difesa personale.

Il tiro sportivo dell'A.S. prevede l'utilizzo di un equipaggiamento realmente pratico per poter affrontare adeguatamente gli esercizi di gara in modalità dinamica.

Ai tiratori che partecipano alle competizioni dell' A.S. si richiede di usare armi e buffetteria idonei al porto continuato per difesa personale, poiche' lo scopo di tiro dell' A.S. e' quello di testare la capacita' e l'abilita' del tiratore, nel rispetto della sicurezza, in un'azione di tiro con modalita' diversificate e non la qualita' della sua attrezzatura.

La parola chiave dell'A.S. pero' e' "Sicurezza", quindi laddove si tratta di scegliere di simulare situazioni estreme noi preferiamo garantire la sicurezza del tiratore e di chi gli sta intorno: "Rambo" da noi non e' di casa.

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