• Benvenuti sul sito del Tiro Difensivo Modenese

     

    Il club TDM - Tiro Difensivo Modenese e' un'associazione sportiva composta da persone che amano il mondo delle armi, in particolare il tiro difensivo, che si allenano presso il Tiro a Segno Nazionale di Sassuolo per partecipare a competizioni nazionali o internazionali principalmente (ma non solo) di Action Shooting. Con la nascita in seno all'UITS della disciplina del Tiro Rapido Sportivo il club ha deciso di dare particolare rilevanza a questa nascente disciplina nei propri impegni, ma resta forte l'intento di partecipare anche a discipline come le gare militari U.N.U.C.I. o il tiro dinamico accumunate dall'uso di armi in movimento all'aperto.

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Lunedì, 20 Settembre 2010 16:00

Commento della "stampa" alla gara

 

Commentare la gara di Forte Canarbino mi imbarazza un po', perché ero la non come partecipante, ma come “addetto stampa” del TDM.

Come “giornalista” del club ecco alcune informazioni generali (reperite dal web) per chi non è potuto venire: “ Storia: il forte di Canarbino fu costruito nel decennio tra il 1870 e il 1880, ed aveva come funzione originaria quella di proteggere la base navale della Spezia da possibili attacchi via terra. La potenza di fuoco del forte era notevolissima in considerazione del numero dei cannoni, ben 28, tutti ottimi pezzi di artiglieria. Nel corso del '900 fu adibito a postazione antiaerei con l'installazione di cannoni da 76/40 mm.. Il Forte Canarbino, (codice di identificazione S.840), era anche sede del Comando del Gruppo Est delle batterie antiaeree, infatti dipendevano da esso quelle di: Baccano, S. Teresa, Maramozza, e Rocchetta. Durante la Repubblica Sociale Italiana, furono collocati cannoni Ansaldo da 90/53 mm., e la batteria fu affidata fino all'autunno del 1944 al famoso "Gruppo" del centurione Amerio.

Ubicazione: il forte di Canarbino è situato su una splendida altura (260 m. s.l.m.), fra i comuni di Lerici e di Arcola, e da tale posizione si domina tutto il Golfo dei Poeti, avendo sullo sfondo le isole della Palmaria e del Tino. La flora del posto è la tipica macchia mediterranea, oltre alla presenza di acacie, pini marittimi e di roverelle. Il forte, infatti, è completamente nascosto, almeno la parte esterna, da una folta vegetazione, la quale lascia scoperto solo il portone d'accesso. Davanti all'entrata è presente un fossato, ed ai lati due aperture (feritoie), irregolari; sul lato destro, è posizionata una costruzione che doveva essere adibita a corpo di guardia, o ad alloggio del comandante. Superata la volta d'ingresso si accede ad un ampio piazzale, con la zona pezzi sulla destra, proprio in tale parte sono evidenti le opere più recenti, di cemento, utilizzata per adeguare il forte ai nuovi compiti difensivi. Come tutte le costruzioni del 1800, anche il forte di Canarbino fu realizzato impiegando la pietra locale, prelevata nelle cave dello spezzino, ed utilizzata in maniere veramente egregia, realizzando particolari di tale cura ed eleganza oggi non più immaginabili.

Attualmente il forte ospita un poligono di tiro.

Stato attuale: discreto, la struttura meriterebbe, un'opera di restauro”.

 

Quindi, nonostante lo stile più antico, è un forte ottocentesco, costruito a difesa del porto di La Spezia nonché sede delle batterie anti-aeree della Seconda Guerra Mondiale (aveva 14 pezzi da 149/23 mm. grc., 14 pezzi 120 mm. grc.; 6 cannoni 76/40 mm. antiaerei, durante la R.S.I., sostituiti con pezzi da 90/53 mm)... nel resto d'Europa una cosa del genere sarebbe valorizzata... in Italia lo usiamo come gabinetto per i cani!

Forse qualcuno dirà che l'aver pestato così tante “deiezioni canine”, ha portato fortuna alla squadra, che nonostante piccoli errori in vari stage, si è comunque comportata bene, portando a casa varie medaglie... forse qualcuno (come me) dirà che meriterebbe più rispetto.

 

È stato un vero piacere re-incontrare i ragazzi del Pegaso 2010 (con Camarrone che ha gareggiato nella stessa squadra del TDM... e quindi è stato a sua volta immortalato nelle foto e nelle riprese video che a breve “invaderanno” il sito del nostro club).

 

La gara mi è sembrata divertente (non come quella di Pegaso 2010, ma d'altronde non è facile avere sponsor e armi lunghe a disposizione da “affidare” ai partecipanti).

 

È stato bello scoprire che il Forte è anche un punto importante per il Tiro Western, che sembra proprio farla da padrone tanti erano i gadget ad esso dedicati (pareti “affrescate”, tavoli, sagome, bersagli vari, etc).

 

Il poligono di Forte Canarbino è veramente carino, immerso nel verde, molto spazioso... quello che mi fa arrabbiare è che come tutti i poligoni (tranne qualche rarissima eccezione) è in condizioni di trascuratezza per evidente mancanza di fondi. Se fosse stato legato al mondo del calcio, probabilmente avrebbe anche l'aria condizionata nella piazza d'armi!!!

 

l'organizzazione mi è sembrata molto buona, c'è il solito difetto della impossibilità di raccogliere bossoli (soprattutto per i tiratori di .45) a fine gara... ma si può fare ben poco a riguardo.

 

Chiacchierando con i ragazzi dell'UNUCI dopo la gara, confrontando opinioni e aneddoti, si è notato che anche in questo sport c'è gente che cerca di “farci i soldi”. Possibile che non abbiano ancora capito che in questo genere di attività non è possibile? Non sono sport ricchi dove il denaro scorre a fiumi (come nel basket, nel motociclismo, nell'automobilismo... il calcio, ricordo NON è uno sport, dato che SKY non lo ha inserito nei suoi canali sportivi, ma vi ha dedicato delle frequenze a parte :-)

 

Ho apprezzato il fatto che anche una Beretta 98 si è vinta una medaglia.

Le Glock l'hanno fatta da padrone (molto bella quella con il carrello cromato

 

... non sembra nemmeno una Glock... era veramente carina anche esteticamente... unico vero difetto della pistola austriaca a mio avviso).

 

Ora piano piano devo selezionare le foto e editare i video... tremate :-)

Pubblicato in Reportage Gare
Lunedì, 20 Settembre 2010 10:50

Sicurezza ed espulsione in gara

 

A proposito delle mie posizioni espresse nel post sulla gara UNUCI-Pegaso 2010, il nostro buon istruttore Antonio Manzini mi ha fatto ragionare un po' e credo che le conclusioni a cui sono arrivato ora, possano essere utili anche ad altri e quindi le provo ad esporre.

Antonio mi ha fatto notare una cosa fondamentale riguardante il discorso del passarsi una propria parte del corpo davanti alla volata dell'arma: se lo si fa è perché non si sa realmente dove si sta puntando la pistola!

La metafora del “maneggiamo un trapano con una punta di 1,5 km” fa capire cosa vuol dire puntare questo “attrezzo” in un punto a noi non noto e i relativi danni che si possono causare.

Uscire “dalle sicurezze” con la volata della pistola può essere una concomitanza di fattori: lo stress, l'adrenalina e la concitazione causati dalla gara... ma questo vuol anche dire che ci si è allenati male. Significa che non si sono ancora acquisiti gli automatismi necessari ad operare in sicurezza, e certamente provare ad ottenerli in una gara, dove l'emozione regna sovrana (e non la tranquillità di una allenamento “in casa”) può diventare molto pericoloso.

Mi ricordo che una volta Andrea Todeschini, al corso di TDS (Tiro Dinamico Sportivo), mi disse che metteva in conto che in 1-2 gare all'anno (della dozzina che faceva) sarebbe stato sbattuto fuori per motivi di sicurezza, dovuto principalmente allo stress e alla concitazione della competizione (magari durante una corsa, si spostavano le cuffie e nel rimetterle a posto, la volata andava “a papere”)... e se questo può capitare ad un finalista mondiale di tiro come lui, che si allenava tutti i giorni, figuriamoci cosa può succedere a gente che la pistola in mano la prende 1 volta alla settimana, al mese, o al semestre (prima di andare ad una delle 2-3 gare all'anno che fa)!

Certo il Tiro Dinamico è atleticamente più “performante” di quello Difensivo: si corre, e anche forte (in tanti dicono che non è necessario... è vero, ma quello che si vede fare di norma sono degli scatti simili a quelli del basket). Correre con una pistola che stia in sicurezza obbliga ad una posizione innaturale del braccio ed è più facile muovere la volata verso zone proibite. Ma nel TDS sono Draconiani nell'applicazione della normativa di sicurezza: se la canna si sposta “fuori controllo”... vai a casa!

Da loro quindi l'allenamento diventa ancora più importante, appunto per mantenere vivo questo “istinto” alla sicurezza.

Nel nostro gioco possiamo prendercela “con più calma” rispetto al TDS, per cui l'errore di passarsi un braccio o una gamba davanti all'arma dovrebbe essere ancora meno scusabile.

In effetti, messa in questo modo, credo non ci sia nulla da eccepire... il nostro è un gioco, si usano armi vere e quindi l'attenzione deve essere massima. Se muovendosi in fretta si perde il controllo della volata dell'arma... allora si DEVE andare più piano. Non si vincerà? E che importa? Noi siamo qua per giocare, per il gusto dello sparare (in sicurezza), dell'affrontare una prova con noi stessi, prima che con gli altri.

Se vuoi competizione, hai l'anima dell'agonista, e non vuoi preoccuparti più di tanto della volata dell'arma... il Tiro Olimpionico è lieto di accoglierti tra le sue fila.

 

Dopo tutto questo ragionamento “filosofico”, c'è anche quello pratico... se uno si spara addosso, i giornali ci andrebbero a nozze, e il risultato sarebbe potenzialmente catastrofico per il nostro sport.

Senza considerare il rischio per la propria vita o quella altrui... è vero che alle gare ci sono le ambulanze... ma è altrettanto vero che spesso i poligoni sono in zone remote, con strade dissestate e raggiungere il primo ospedale potrebbe richiedere tanto (troppo?) tempo.

Il buon vecchio motto “meglio sudare in addestramento che sanguinare in battaglia” è applicabile anche al nostro sport...

Andrea Salsi

Pubblicato in Varie
Giovedì, 16 Settembre 2010 11:59

Gara UNUCI Pegaso 2010 - Andrea Stage 6

Pubblicato in Reportage Gare
Mercoledì, 15 Settembre 2010 17:49

UNUCI Giglio rosso 2010 - reportage fotografico

Ok, finalmente ho avuto il tempo di caricare un po' delle foto fatte in gara. Ovviamente non sono tutte (le ripetitive le ho cancellate, cosi' come tutte quelle che a mio insindacabile giudizio non era il caso di pubblicare)

Pietro, che e' qui di fianco a me, ci tiene a fare presente che la foto in cui lo si vede imbracciare l'M16 dal davanti NON E' stata fatta con un UMANO davanti al vivo di volata ma solo con una CAMERA davanti ad esso! e che il fucile, ovviamente, era privo di caricatore e con l'otturatore aperto. NON SIA MAI che qualche DEFICIENTE voglia provare a fare qualcosa di simile con un'ARMA CARICA. SIA CHIARO che della stupidita' umana noi non siamo e non vogliamo essere responsabili :-D

Visto che non eravamo sicuri di potere pubblicare immagini con i volti di alcune persone presenti, i volti di tutti coloro che non fanno parte del TDM sono stati offuscati. se vi riconoscete e vi va bene essere pubblicati, scriveteci un commento e metteremo la foto originale

Pubblicato in Reportage Gare
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  • Dove siamo
  • Chi siamo
  • Sicurezza prima di tutto
  • I Principi dell'Action Shooting
  • Cos'e' L'Action Shooting

Dove Siamo

La sede legale del club è

TDM - Tiro Difensivo Modenese ASD

C/O Maino Lonardi

Via Nobili, 57

41100 Modena (MO)

Ovviamente però non pratichiama la nostra attività presso la sede legale.

Potete trovarci "tendenzialmente" il sabato pomeriggio presso i campi di tiro dinamico del TSN di Sassuolo, sito in via del Tiro a Segno 245,  Sassuolo (MO)

"Tendenzialmente" perche' visto che il nostro e' uno sport all'aperto, se piove e grandina non potete avere la certezza di trovarci, e visto che siamo comunque inseriti all'interno delle attività del TSN di Sassuolo, se vi e' una gara potremmo non essere disponibili

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Cos'è il TDM

Il club TDM - Tiro difensivo Modenese ASD e' un'associazione sportiva dilettantistica composta da persone che amano il mondo delle armi, in particolare il tiro difensivo, che si allenano presso il Tiro a Segno Nazionale di Sassuolo per partecipare a competizioni nazionali o internazionali nelle discipline del tiro Difensivo (IDPA), Dinamico (FITDS), Rapido Sportivo (UITS) e Militare (UNUCI)

Nato nel lontano 19 Novembre 2007 dalla riunione "carbonara" dei soci fondatori, in quel di Via Nobili 57, hanno inteso fondare una associazione apolitica, avente per finalità lo sviluppo e la diffusione di attività sportive intese come mezzo di formazione psico-fisica e morale dei soci, mediante la gestione di ogni forma di attività agonistica ricreativa con particolare riferimento alla pratica della disciplina del tiro sportivo.

Oltre agli agonisti sono menbri del club anche persone che hanno solo voglia di divertirsi in sicurezza con armi corte o lunghe, imparando il maneggio e le tecniche di difesa in situazioni che si avvicinano il più possibile alla realtà, sempre nell'ambito della massima sicurezza e del totale rispetto della legge.

Ma prima di tutto e' un gruppo di persone appassionate che si trovano bene insieme e che si divertono a praticare sport in cui la componente ludica e' assolutamente essenziale: se non ci divertissimo smetteremmo di farlo.

Ben vengano quindi non solo gli allenamenti con le armi da fuoco, ma anche i momenti conviviali, che hanno una importanza almeno comparabile.

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Questioni di sicurezza

Nelle competizioni dell' A.S. ogni tiratore è tenuto a rispettare queste cinque regole fondamentali:

  1. Considerare ogni arma come se fosse sempre carica.

  2. Non rivolgere mai la volata dell'arma verso qualcosa che non si voglia colpire.

  3. Essere certi del proprio bersaglio e di cosa lo circonda.

  4. Tenere sempre il dito fuori dal grilletto fino a quando non si e' coscientemente deciso di sparare.

  5. Rispettare le leggi e gli ordinamenti giuridici degli Stati in cui si compete.

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Principi

  • promuovere l'informazione sulle norme di sicurezza che regolano l'uso ed il maneggio delle armi da fuoco.

  • creare una condizione di gara equilibrata ed uguale per tutti i concorrenti in modo da testare la capacità e l'abilità individuale dei tiratori.

  • promuovere l'utilizzo nella massima sicurezza di armi e di equipaggiamenti adatti al porto continuato da difesa, anche occultato.

  • dare ai tiratori percorsi di tiro ed esercizi che siano pratici, realistici e divertenti.

  • offrire uno sport di tiro realmente pratico che permetta ai concorrenti di concentrarsi sullo sviluppo della capacità tecnica nel tiro, nel pieno rispetto delle filosofie dell' A.S.

 

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Scopo ed obiettivi dell'Action Shooting

L'action Shooting e' una disciplina di tiro con armi da fuoco che si prefigge di riprodurre, in sicurezza, situazioni di conflitto a fuoco credibili e possibili nella realtà, che vedano come "protagonisti" coloro che sono abilitati al porto d'arma continuato per difesa personale.

Il tiro sportivo dell'A.S. prevede l'utilizzo di un equipaggiamento realmente pratico per poter affrontare adeguatamente gli esercizi di gara in modalità dinamica.

Ai tiratori che partecipano alle competizioni dell' A.S. si richiede di usare armi e buffetteria idonei al porto continuato per difesa personale, poiche' lo scopo di tiro dell' A.S. e' quello di testare la capacita' e l'abilita' del tiratore, nel rispetto della sicurezza, in un'azione di tiro con modalita' diversificate e non la qualita' della sua attrezzatura.

La parola chiave dell'A.S. pero' e' "Sicurezza", quindi laddove si tratta di scegliere di simulare situazioni estreme noi preferiamo garantire la sicurezza del tiratore e di chi gli sta intorno: "Rambo" da noi non e' di casa.

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