• Benvenuti sul sito del Tiro Difensivo Modenese

     

    Il club TDM - Tiro Difensivo Modenese e' un'associazione sportiva composta da persone che amano il mondo delle armi, in particolare il tiro difensivo, che si allenano presso il Tiro a Segno Nazionale di Sassuolo per partecipare a competizioni nazionali o internazionali principalmente (ma non solo) di Action Shooting. Con la nascita in seno all'UITS della disciplina del Tiro Rapido Sportivo il club ha deciso di dare particolare rilevanza a questa nascente disciplina nei propri impegni, ma resta forte l'intento di partecipare anche a discipline come le gare militari U.N.U.C.I. o il tiro dinamico accumunate dall'uso di armi in movimento all'aperto.

    13 commenti Leggi tutto...
Martedì, 16 Ottobre 2012 18:31

Manzini Campione Italiano in 45

Anche quest'anno al National FIAS un esponente del TDM sugli scudi: il nostro presidente si aggiudica il titolo di Campione Italiano Assoluto in .45 Division e Maino si porta a casa un buon 5° posto in Limited. Complimenti a entrambi!

Pubblicato in Gare
Domenica, 30 Settembre 2012 16:57

Reportage National FIAS 2012 Gornate Olona

Bene, eccoci a scrivere il reportage del National FIAS 2012.
Per prima cosa c’è da chiarire alcuni aspetti su quest’articolo:
1) penso che sia fatto conosciuto da molti se non da tutti che le cose "interessanti" di questo National non siano avvenute sul campo ma fuori dal medesimo. Questo però è un reportage della gara, e quindi parlerò della stessa e non di altro. al massimo, se e quando ne avrò voglia, scriverò un articolo apposito.
2) ho avuto l'onore e l'onere di partecipare a questo National come SO. Ovviamente, visto che riporto il mio vissuto, difficilmente questo potrà essere limitato a quello di "tiratore" e basta, soprattutto perché la mia schizofrenia non arriva ancora a livello di personalità multiple.
3) ovviamente ricordo che quanto espresso nell'articolo è semplicemente il parere dello scrivente, che, anche se non è più un novice come un tempo, di certo non rientra nel grande gotha dei saggi. Quello che io non capisco, magari chi è più bravo di me potrà capirlo, spiegarlo e chiarirlo meglio. Sia chiaro comunque che il tutto è messo con un grande "IMHO" davanti, ed esprime esclusivamente la mia opinione, senza nessun desiderio di offendere nessuno.

La prima cosa che vorrei fare notare è che, esperienza alla mano,

Pubblicato in Reportage Gare

Ed eccoci a recensire la gara di domenica scorsa a Gornate Olona, organizzata dal Club Interforze di Novara.

Questa volta, causa concomitanza con altre situazioni abbiamo partecipato solo in 3, io (Suffritti), Manganelli e Lonardi (stanchezza e casini hanno colpito duro stavolta).

Solita levataccia, bardati per prenderci il fiume d'acqua previsto dal bernacca di turno, la gradevole sorpresa e' stata invece che l'acqua non si e' vista se non in transito per Milano, col risultato di essere tornati a casa rossi come peperoni ma non zuppi, il che fa sempre piacere.

Togliamoci subito dai piedi il lato "risultati", che hanno visto Maino piazzarsi 4° in Limited dietro un Misci in forma splendida (voci di corridoio dicono che gli si e' rotto l'hold open e se ne è accorto solo pulendo l'arma a casa a fine gara), Cristian Diani e Giuseppe Perrello, Paolo porta a casa un 10° posto in classifica generale limited niente male al suo ritorno alle gare, e il sottoscritto un 19° in stock di cui non si può proprio lamentare (vabbe', lo ammetto... e' il 3° come marksman, ma non fateci l'abitudine! il Qlo ha aiutato!)

Ed ora arriviamo alla gara vera e propria.

Non me ne vogliano i ragazzi dell'Interforze, ma se devo essere onesto nel descriverla il termine che mi salta alla mente e' "senza infamia e senza lode", insomma, un "6" abbondante, niente di meno ma neanche niente di più.

Probabilmente subiscono anche il "contraccolpo" di essere venuti dopo la gara divertentissima organizzata dai ragazzi del 2.9, e questo e' da tenere conto, ma francamente dopo avere passato una gara in cui era evidente in ogni stage il come-dove-quando ci si era trovati in quelle situazioni di scontro a fuoco, trovarsi in esercizi in cui ti chiedevi "e come diavolo sono arrivato a difendere un torrione medioevale dai cattivi?" (unica spiegazione che mi sono dato per l'esercizio 5) un pochettino ... insomma, non e' che mi faccia brillare di felicità.
Poi e' ovvio che questa e' la mia personale interpretazione e nulla di più, quindi ampiamente contestabile e che vale ben poco.

Un pò meno "mia personale convinzione" il fatto che si sia giunti ad eliminare uno stage, il 4, per problematiche non dovute alla rottura di apparati. Oh, sia chiaro, visto che lo stage 4 era quello in cui io avevo fatto la mia personale "cazzata rovinagara (TM)", non posso lamentarmi del fatto che quasi sicuramente mi ha fatto salire in classifica e penso manco poco, e le problematiche di interpretazione del regolamento SONO da tenere presente e non ce ne si può lamentare, ma magari si può impararne una lezione. Sempre "In my humble opinion"  infatti quando un SO bravo e preparato come quello che ha gestito il 4° stage si trova in situazioni sgradevoli come questa, forse c'è da chiedersi COSA è andato storto... e, sempre secondo me, un regolamento in continua evoluzione e cambiamento come il nostro FORSE non aiuta più molto ad essere certi di come si debbano contare i punti. Ma ovviamente, tutto ciò resta mia idea personale, e come tale vale esattamente per i byte che occupa, cioe' nulla.

Sempre in ottica generale, non ho proprio capito la necessità di mettere gli stage in sequenza 1-2-4-3-5-6 percorrendo la stradina di accesso. c'era la voglia di tenere belli svegli i tiratori? di vedere in quanti dopo il 2 sarebbero andati allo stage giusto? Chiariamoci, nulla di male, pero' un minimo di confusione l'ha creata.

Ultimo appunto personale e privato, la mia predilezione per i punti ristoro autogestiti e' nota, e francamente avrei preferito lasciare i c.a. 15/20 euro che ho speso per mangiare 2 panini, alcune bottiglie d'acqua (fondamentali visto la scottatura) e qualche caffè agli organizzatori piuttosto che alla cortesissima coppia di ragazzi del catering... magari comprendendone anche meglio i prezzi, visto che 5 euro per un panino con la salciccia non mi sembrano proprio a buon mercato.

Detto cio' passiamo agli esercizi che mi ricordo , visto che non ho avuto la possibilità di fare foto (cellulare quasi scarico) e che francamente non tutti mi si sono stampati a fuoco in mente.

Stage 1: un mirato 2 mani, mano forte, mano debole con bersagli piccoli posti a "V" progressivamente più vicini. ottimo esercizio ginnico, ma cosa aveva da dirmi in fatto di tiro difensivo? non c'e' da dire nulla, mi sa che la gara di arcisate mi ha veramente rovinato da questo punto di vista. Avrei volentieri usato questo stage in allenamento, ma non ne ho capita la sostanza in una gara di action shooting.

Stage 2: ammetto che faccio fatica a ricordarmelo, essendo ormai passata una settimana (mea culpa). Però e' la prima volta che mi succede. Sorry.

Stage 3: pepper sentinella, una serie di sagome da affrontare da una finestra, poi 2 sagome da affrontare "in passaggio" per arrivare ad altre 2 finestre da aprire per bonificare le due stanze dietro, quindi dall'angolo della strada 1 hard cover e una sagoma. abbastanza divertente, niente da dire, ma vorrei capire alcune cose:
A) come mai nei briefing si e' iniziato a specificare che le finestre non danno cover quando di solito la davano? e' necessario? cosa dà in piu' tagliare la torta da una finestra microscopica che ti lascia 30/40 cm di apertura da cui sparare?
B) perche' i compagni di gioco della sentinella, presenti nello stesso ambiente, quando la vedono stramazzare al suolo non si muovono da li e non ti vengono ad affrontare visto che sei impegnato a fare fuori i colleghi nella stanza accanto? fifa? Sei li' in altre faccende affacendato per un tempo sensato, vi sono arrivati dopo avere percorso un labirinto con un ostaggio? erano addormentati? ripeto, la gara dal 2.9 mi ha rovinato mi sa...

Stage 4, non pervenuto, quindi lo saltiamo

Stage 5: sei dentro una struttura che non può essere altro che un torrione medioevale, circolare con feritoie di pochi cm. dalle feritoie ingaggi i cattivi che ti assaltano. con l'arco l'avrei fatta molto volentieri, ed avrei chiesto QUALE torrione ha feritoie al piano terra, ma vabbe'. Con la pistola mi chiedo che senso abbia, come diavolo ci sono arrivato a difendere il suddetto torrione e COME l'SO dovesse considerare le cover da feritoie di 5-10 cm. Vorrei vedere infatti in quanti, nella situazione degli attaccanti, sarebbero stati in grado di reagire a una figura in movimento dietro alle suddette feritoie; comunque, come allo stage 1, nulla da dire, esercizio ginnicamente divertente sebbene con dei possibili fuoriangolo leggermente inquietanti su una sagoma, ma magari mi drogo io...

Stage 6: finestra su cui stare in cover, passeggiata facendo fuori i cattivi, ci si butta a terra e si spara ai cattivi residui da una finestrella all'altezza del terreno. Ecco, qui devo dire che FINALMENTE ho capito il senso di queste finestrelle dal 40 cm, visto che gli unici posti in cui le ho viste presenti in architettura sono prese di luce negli scantinati e nei solai, a meno che non si parli delle feritoie nelle casematte che di certo però non hanno barriere da aprire. esercizio bello e piacevole, mi sarebbe dispiaciuto per il Manganelli che ha avuto qualche problema a sdraiarsi... se non avesse fatto un tempo più basso del mio!

Premiazioni in un tempo sensato e francamente piacevoli hanno nettamente migliorato la gara.

Signori, mi dispiace ma questa volta devo ammettere che PER ME la parte piu' piacevole del tutto e' stta la buona compagnia, il relax generalizzato del gruppo nel quale ho partecipato e la giornata tutto sommato divertente... ma forse il fatto che non sono più tanto "niubbo" come una volta, e l'aver visto gare con esercizi molto più sensati dal punto di vista operativo, stavolta mi ha lasciato non particolarmente entusiasta di un "prodotto" che di per sè comunque non e' stato di certo il peggio che abbia mai visto, ma che non mi ha neppure fatto fare i salti di gioia.

E se inizio a "mentire" politicamente per dire che e' tutto sempre bello e perfetto, tanto vale che non scriva più questi reportage, no?

Pubblicato in Reportage Gare
Domenica, 03 Giugno 2012 20:08

Reportage 2a Campionato Nord FIAS - Arcisate

Bene, finalmente abbiamo avuto la seconda gara del cmpionato FIAS area nord di quest'anno. Francamente dopo i noti problemi con la gara di brescia che ne hanno portato alla cancellazione, un pò di timore c'era...
anche perchè già così siamo ridotti a quattro gare ma ne servono sempre due per andare al National, e se per caso mi arrivasse la tanto sospirata pistola nuova si avvicina sempre di più il momento in cui andare a farlo in stock anzichè in limited non diventi più una scelta ma un obbligo.
Comunque... guardiamo al futuro, anzi al recentissimo passato e recensiamo la gara di Arcisate :-)

Lo so, ho detto che non avrei ripetuto sempre le stesse cose, stile come siamo stati bene, ma questa volta una menzione speciale ai ragazzi del 2.9 va proprio fatta: scusate, in quale altra gara un sorridente organizzatore mette su ogni tanto una moka da 12 caffè e fa il giro sui campi ad offrirlo ai tiratori? che dire oltre "Chapeau"? E come si fa a non menzionare il grigliatore da assalto che ad ora di pranzo si e' messo lì e ha grigliato nonsoquante salciccie per sfamare la torma di golosastri impertinenti chiamati shooters? non posso che dire di essere contento di vedere diffondersi l'idea dei punti di ristoro gestiti direttamente di club organizzatori: alla fine si mangia meglio e in modo più sano che coi catering esterni e magari restano due soldini in più ai club, cosa che certo non dispiace.

La gara è stata impostata dal Match Director Spett.le Egr. Sig Trioli (o per essere più cooretti "il Tricks", ma francamente si è sempre comportato in modo così amabile e scherzoso da non poter evitare il sorriso) in un'ottica il più lontana possibile dall'idea di "sport" e il più vicina possibile a quella di "simulazione", riscoprendo una logica "tutta FIAS" che non si può non apprezzare.
Belle ambientazioni, alcune anche molto ironiche e divertenti come quelle degi zombie hanno caratterizzato tutti gli stage, rendendo la gara estremamente coinvolgente.

Certo, come al solito ci sono state alcune "contestazioni" sugli stage, ma in primo luogo molto più amichevoli e tranquille del solito, e in secondo avevano quasi più l'aspetto di essere "dovute" (del tipo "in altre situazioni non passano i 20 cm di distanza di più o di meno sul brsaglio X mentre qui c'e' questo particolare che e' fuori regolamento... se dobbiamo giocare  fare le pugnette che lo si faccia con tutti") che per reale convinzione.

Non facevo l'SO ovviamente, ma francamente la situazione mi pareva piu' distesa che in altre gare e con meno "assalti agli arbitri"... magari se non è stato così chi ha arbitrato mi correggerà, ma l'impressione che alcune cose dette in passato abbiano sortito effetto francamente un pò ce l'ho avuta, ovviamente peccando di ingiustificata superbia :-)

Da segnalare il fatto che questa gara segna il ritorno in corsa del nostro francesco, cosa che fa decisamente bene a tutti ... e speriamo che torni in fretta anche il mango.

Ciò detto, bando alle chiacchiere e passiamo alla gara vera e propria.

Stage 1 : purtroppo soffriva un pò della condivisione della piazzola col 2 , ma il campo pur essendo decisamente valido da molti punti di vista ha solo 5 campi, quindi i miracoli non si potevano fare. Si partiva da sdraiati, poi al beep ci si "rotolava" dietro un comodino, si recuperava l'arma dalla borsa e in due string differenti si affrontavano 3 cattivoni secondo due diverse modalità; alla prima dovevi anche caricare l'arma mentre alla seconda si affrontava una sequenza.

Stage 2 : leggi sopra per quel che riguarda gli spazi condivisi, l'esercizio prevedeva la partenza con le mani sulla scrivania, 3 sagome vicine e 3 più lontane
e fin qui, niente di folle causa spazi ridotti, ma poi si arrivava allo stage 3 e si iniziava a divertirsi davvero con le ambientazioni...

Stage 3, gli Zombie: già la scenografia invogliava a farsi una risata, poi l'interpretazione del briefing da parte del buon giancarlo orizio portava anche oltre quando ti faceva presente che quelli erano zombie e quindi non c'era bisogno di copertura perchè erano armati solo della loro voglia di mangiarti il cervello... "braiiiinss.... yummm" :-)
si partiva "lato cimitero" con le mani appoggiate su una fantastica bara sostenuta da cavalletti, si svuotava mezzo caricatore sulla testa di un certo numero di zombie per poi passare "lato strada" a sterminare un po' di banali infetti.

Stage 4, l'assalto alla colonna : Ci si trovava nella situazione di esssere impegnati a prestare soccorso a una collega a terra durante un assalto alla nostra colonna, quindi si partiva a fianco di un manichino con la pistola non camerata con 4 colpi. al via si attivava un mover decisamente veloce che faceva correre verso di te una sagoma che spariva molto velocemente a cui si dovevano tirare 2 colpi dopo avere armato (puro istinto, non raccontate balle) seguiti da altri 2 a un'altro aggressore. cambio di emergenza, correre alla macchina piu' avanzata per recuperare i propri caricatori con l'arma vuota, si riarma in macchina, due sagome da un lato e due dall'atro della macchina. divertente e non banale, e correre allo scoperto con l'arma scarica verso 2 aggressori coperto solo dalla portiera aperta dava un certo pepe.

Stage 5, difesa della banca: non c'e che dire, la scenografia era spettacolare e se entravi nello spirito dell'esercizio, proprio spassoso. si partiva col telefono all'orecchio ed arma spianata verso il cattivone che spuntava tra le teste di 3 poveri ostaggi, poi sempre da seduto ingaggiavi altri 2 sempre ostagiati e piu' lontani, ti alzavi e sparavi a un body armour, affrontavi il corridoio sparando in movimento al cattivo che lo presidiava e a metà corridoio vedevi l'ultimo briccone

Stage 6, smanetta co pompa: si partiva con un pompa in mano e la prima cosa da fare era metterselo in spalla in sicurezza... peccato che la cinghia era MALEDETTAMENTE corta e ti si impigliava nelle cuffie e nel cappello, e l'esercizio doveva ancora cominciare! due sagome, poi far fuori la sentinella in un corridoio, poi da una finestra IN CUI DOVEVI COMUNQUE RESTARE IN COPERTURA, dovevi sparare in un piede al cattivo che si nascondeva dietro la vecchietta (un piatto) e poi quando cadeva di lato tirargli altri 2 colpi, quindi si tirava alla testa di un altro cattivo (piatto quadrato delle dimensioni di un box piccolo) che faceva partire un'altro cattivone che tentava di scappare di lato al quale si sparavano altri tre colpi

Alle 3, 3 e mezzo avevamo finito e bevevamo il caffè mentre chi voleva si divertiva al FAST, alle 4 meno un quarto erano fuori le verify e la classifica era già stata stampata alle 4 in attesa che passasse la regolamentare mezz'ora per permettere le eventuali contestazioni. peccato che noi venissimo parecchio da lontano e quindi il tempo per restare  alle premiazioni era contato...

Ah, giusto per i curiosoni: Manzo si e' piazzato primo in 45, Maino 3° in limited, Tepo continua l'abbonamento al 1° sharpshooter limited... abbiamo avuto anche Salsi 2° in revolver :-)

ma della mia prestazione... non dico nulla che mi conviene :-)

Pubblicato in Reportage Gare
Mercoledì, 25 Aprile 2012 18:44

Il primo arbitraggio... non si scorda mai

 


Le mie idee prima di arbitrare la gara del 21 e 22 aprile 2012, qualche impressione post gara più qualche foto scattata qua e la che arriveranno a breve...

 

Io di indole non sono un agonista, vado a fare le cose perché mi divertono, perché sto con degli amici. Se anche non mi classifico primo, non me ne importa un gran che... sopratutto se dopo andiamo tutti a fare “baracca” al ristorante. Certo, vincere da sempre soddisfazione, ma la voglia spasmodica che tanti hanno di arrivare “primi” non la capisco fino in fondo.

Avevo un collega (che mi ha iniziato al tiro a segno, invero), che tutto quello che faceva lo metteva sotto l'ottica della competizione (“In ufficio, io liquido più pratiche di Tizio”, “Al poligono io sparo meglio di Caio”, “In pista, io arrivo prima di Sempronio”, etc)... e non capivo questa sua “necessità” di arrivare “prima” in tutto.

Arbitrare per me è sempre stato più naturale: da anni lo faccio in gare di arco storico, da decenni arbitro tornei di giochi da tavolo e giochi di ruolo. È gravoso, è un grosso impegno, ma mantieni il rapporto con gli amici e dopo la manifestazione, vai al ristorante a scambiarti gli aneddoti sulla gara. Socialità e buona tavola.

Per me la formula migliore per godersi la vita.

Di farmi il sangue amaro perché non ho vinto non ne ho mai avuta voglia. Vedo i colleghi tifosi che quando perde la squadra del cuore sono depressi per 2-3 giorni. L'ex collega “competitivo”, se non arrivava primo, mugugnava per settimane... non io proprio non ce la faccio a tenere il muso per più di qualche ora.

 

Nel Tiro a Segno Olimpico non lo so, ma nel Tiro Dinamico Sportivo questa voglia di primeggiare è molto sentita. Nei Tiri Operativi/Difensivi un po' di meno... ma in alcune persone è sempre presente.

Questa “voglia di vincere” a volte porta ad eccessi ed estremi che non capisco: insultare l'arbitro, contestarlo senza prima discuterne, cercare di “fregarlo”, barare, etc... e la mia domanda è sempre: “Perchè”?

Ci sono forse in premio montagne di soldi?

Se hai il titolo di Campione, avrai onori e privilegi che gli altri non hanno?

Di norma no.

Secondo uno studio pubblicato su Armi e Tiro di un paio di anni fa, se uno vincesse TUTTE le gare Italiane di Tiro al Volo (Fossa Olimpica, Skeet, Double Trap), con i premi NON rientrerebbe delle spese di attrezzatura, allenamento e trasferta!

Lo stesso dovrebbe riguardare le altre discipline di tiro, più o meno... Sono cioè sport intrinsecamente “in perdita” per chi partecipa (in Italia almeno, dove l'attrezzatura per qualsiasi sport costa il doppio che nel resto del mondo). Lo si fa solo, o perché hai lo Stato che ti finanzia (sei uno sportivo nella squadra olimpica dei Carabinieri, ad esempio), oppure per la passione di tirare e di stare con gli amici... in teoria. Eppure c'è gente che se viene “frenata” nello slancio verso il podio da una ammonizione arbitrale, coprirà di insulti quella povera persona che gli ha “tarpato le ali” per tutti gli anni a venire “nei secoli dei secoli”... e dopo il corso di aggiornamento arbitrale della settimana scorsa mi sono ritrovato “nominato” Shooting Officer Nazionale (cosa per cui non mi sentivo di certo pronto).

Panico!

“Paura da Palcoscenico” la chiamano gli psicologi. È una forma d'ansia che tutti (chi più, chi meno) manifestano quando sono davanti ad un pubblico e sanno che possono essere giudicati e valutati. Una cosa simile capita anche ai professionisti della polizia che devono entrare in azione: aumento del battito cardiaco, ansia, timori, etc.

Qua non si tratta di fare semplicemente lo scorekeeper, come l'anno scorso alla grandiosa gara dell'UNUCI fiorentina (il Giglio Rosso-Pegaso 2011), organizzata dall'amico Alessandro Camarrone (in cui aiuti l'SO anche a dare le procedure e le penalità, ma non hai le stesse responsabilità dell'arbitro della “piazzola” in carica). Non si tratta di seguire con il timer gli amici del TDM, con cui condivido le mangiate (e che, se anche mi sbaglio ad assegnare una penalità, ci mettiamo semplicemente a discuterne davanti ad una birra alla sera), ma di arbitrare gli “agonisti” FIAS che anelano al podio Nazionale dopo aver fatto varie gare e che se una di queste gli salta per “colpa tua”, ti stramalediranno fino alla settima generazione!

 

Questo è il mio primo arbitraggio “ufficiale” in una gara valevole per il Campionato Italiano (anzi, che apre la stagione 2012), sotto gli occhi di tutta la FIAS del Nord Italia, con i campioni e i “wanna-be” (cioè coloro che aspirano al ruolo), SENZA un regolamento “stabile e certo” (le ultime modifiche discusse la settimana scorsa saranno già state inserite? I tiratori le avranno già lette?

Alla gara Sassuolese parteciperanno sia i “signori” che i “contestatori professionisti”... ed ecco la mia Paura da Palcoscenico che cresce e anzi diventa il mio personale “Panico” da Palcoscenico.

Riuscirò a star dietro ai “velocisti”? Non sono un “fuscello” e alcuni dei tiratori (soprattutto quelli che si divertono anche con il Tiro Dinamico Sportivo) sono dei novelli Ben Johnson... hanno una “tigre nel motore” e fanno 100 metri in un “nientesimo” di secondo. Come faccio a muovermi più veloce di loro?

Se sbaglio ad arbitrare? Se non vedo una irregolarità? O peggio, se credo di vederla (tipo un dito sul grilletto, quando invece è appoggiato all'esterno, ma non sulla canna)?

Qua mi mangiano vivo!

Rischio di fare fare anche brutta figura al TDM... mi sento le farfalle nello stomaco e una lieve tachicardia... che faccio, mi do malato?

In effetti il solo pensiero non mi fa stare bene... no sarebbe peggio, poi i “ragazzi” avrebbero seri problemi a coprire tutti gli “stage” della gara e in quel caso tutto il TDM verrebbe screditato a livello nazionale.

In mia salvezza arriva un caso fortuito... l'acquisto di un revolver S&W 625 del 1989.

Provare ad usarlo in gara, averlo da mostrare ai compagni del TDM per chiedere consigli e pareri... spostare la mia attenzione e le mie paure dalla gara alla novità della “nuova” pistola.

È un'arma usata, io non ci ho mai sparato, non ho l'attrezzatura a casa per “farla gareggiare”, ma non mi importa... avrò tutto il necessario e spenderò quello che ci sarà da spendere per partecipare alla gara di Sassuolo con il revolver al mio fianco.

E con questo pensiero si avvicina la data fatidica.

Il revolver mi arriva il pomeriggio prima della gara e non ho ancora nulla dell'attrezzatura di contorno! Un salto alla gioieller... ehm... all'armeria Bersaglio Mobile di Reggio (che hanno il pregio di avere sempre TUTTO per le gare di Dinamico), spendo una piccola fortuna per attrezzarmi ed eccomi pronto. Sabato mattina, la “sveglia del demonio” squilla all'alba (le 06:15). Il Panico da Palcoscenico aumenta... nella borsa il nuovo Timer, lo S&W 625 mai maneggiato, con le (sole) 15 lunette rifornite di munizioni (preparate la sera prima), tutte le altre nelle scatole. Il catalogo nazionale indica che l'arma può sparare solo piombo nudo. Le uniche munizioni di quel tipo che ho sono delle tronco coniche. Le “round nose” più congegnali a quell'arma sono solo blindate o ramate. OK, poco importa. La fondina nuovissima non sembra calzare molto bene alla rivoltella (maledizione: non ho tempo per andarla a cambiare), per cui mi porto dietro anche la mia 1911 dell'STI, al limite gareggio nella .45 Division. Colazione leggera (l'ansia mi ha tolto appetito) e mi faccio una doccia rapida per allentare la tensione, quindi preparo la “merenda” in uno zainetto termico. La gatta vuole le coccole... che faccio? Non ho il tempo, per cui le do solo la pappa, poi di corsa in auto dove programmo il Tom Tom, da casa al poligono, via più veloce, 54 km e quasi un ora per arrivarci grazie all'autostrada e parto. All'arrivo chiedo a Antonio “Manzo” Manzini (nostro nume tutelare e Presidente) se posso partecipare con la rivoltella e se mi fa arbitrare un “miratino”. Mi da del matto perchè voglio usare la nuova arma, ma mi concede di gareggiare nella Revolver Division e mi da la piazzola “tranquilla”, ma senza lo scorekeeper... grazie “Manzo” va benissimo ugualmente.

I ragazzi di Milano che ci devono portare le sagome dei bersagli sono in ritardo. Panico degli organizzatori. Io ne approfitto per farmi dare i consigli di utilizzo del nuovo “ferro” dal mitico Presidente (ma c'è un'arma che non sappia usare? Forse l'artiglieria missilistica anti-aerea... ma non ci giurerei). Arrivano i Milanesi alle 10:20, si finiscono di montare gli Stage, e di corsa a sparare per poter essere pronti ad arbitrare nel pomeriggio gli altri (alcuni erano anche già arrivati e da un'ora aspettavano e chiacchieravano con i ragazzi del club di Tiro Dinamico che non sapevano che il campo era chiuso a causa della gara FIAS).

Compare il grande Paolo “Mango” Manganelli, reduce dall'ospedale. Grande festa. Sembra proprio in ottima forma. Qualche convenevole anche con gli altri ragazzi e via sulle piazzole di tiro.

Rapido briefing e mi ritrovo davanti ai bersagli, con un arma mai usata prima in vita mia... ma felice di essere con gli amici al fianco. Una pazzia? Probabile.

Due stage da interpretare veramente carini e gli altri 4 che si presentano come “amichevoli” ma che in realtà non lo sono affatto. Lo stesso “miratino” era in grado di causare disastri. Ma il tutto è stato tremendamente divertente. Qualche foto tra un tiro e l'altro (con la mia “compattina” nuova nuova, che ho da due settimane e che ancora non so usare bene), le corse a ricaricare le lunette (attrezzo del demonio!) per poter ascoltare bene i briefing. Ho fatto la malora: dimenticando le lunette cariche nella borsa, ben 22 mancate percussioni (le munizioni non erano fatte per quella pistola e gli inneschi troppo duri per la morbidezza della molla del cane), tempi biblici di esecuzione degli stage... ma non mi importava. Era da tempo che non mi divertivo tanto ad una gara e la tensione, lo stress... il panico da palcoscenico... calavano “tamburo dopo tamburo”.

W il Revolver! Credo che lo userò spesso in futuro.

 

Un panino al volo ed ecco che al primo pomeriggio si comincia ad arbitrare sul serio. La “Paura da Palcoscenico” torna ad aumentare. Per fortuna la gente non è tanta e per un po' ho chi mi aiuta: Simone, Shooting Officer allo Stage 6, mi fa da scorekeeper e io mi rendo conto di essere un po' imbabolato. Ma mi riprendo e facciamo “giocare” tutti i tiratori... divertendoci anche noi SO.

La sera si organizza una cena... ma è meglio che non vada, la dieta non mi consente di mangiare fuori troppo spesso e sono sicuro che alla fine della gara si organizzi qualcosa... arrivo a casa e la doccia mi sembra una fetta di paradiso... tutto il giorno in piedi senza sedersi non è proprio molto comodo.

Il letto mi abbraccia e io crollo come un mattone, fino a quando, alle 05:00 del mattino, la gatta viene a pretendere le coccole arretrare del giorno prima, infilandosi sotto le coperte e mentre “fa il pane” mi infila gli artigli nella coscia!

Vestizione e colazione. Di corsa al poligono. Oggi è la giornata clou. Arriva la prima squadra di 8 tiratori. Sono solo. Il panico da palcoscenico aumenta. Andiamo piano piano per non fare errori. Fortunatamente il nostro onnipresente Presidente mi vede un po' in difficoltà e mi viene a dare una mano e a insegnarmi come velocizzare la cosa: 3-4 persone e “capisco il giro”. L'ansia si scioglie come neve al sole e gli altri tiratori, fino a fine giornata, non sono più un gran problema. Mi ritrovo in una situazione surreale quando arriva un gruppo con all'interno metà della gente alla prima gara in assoluto... e io mi ritrovo a tranquillizzarla e a metterla a loro agio!

 

Nessuna contestazione. Nessun problema particolare. La copia del nuovo regolamento che avevo sempre con me nella cartellina del briefing (come una sorta di “Coperta di Linus”) non l'ho mai dovuta usare. Anche le card in acetato per misurare i diametri dei fori in caso di contestazioni o grossi dubbi non mi è servita. Pausa pranzo, altro panino al volo (conserviamo le calorie per la cena). I bossoli a terra accumulati in due giorni sono “evaporati” al nostro ritorno sugli stage! Bisogna dire al sindaco di Napoli di reclutare i tiratori di pistola per la raccolta delle immondizie: rapidi ed efficienti!

 

Nel pomeriggio abbiamo anche tempo, tra un gruppo e l'altro di fare quattro chiacchiere con i ragazzi della Croce Rossa che erano sul campo in servizio. Sono affascinati dalla gara e un po' intimoriti... 50 persone che girano armate tutte assieme, possono mettere ansia, in effetti.

Poca gente ancora in piazzola e la gara finisce.

Tutti in attesa delle classifiche.

Comincio a smontare lo stage. Scambio qualche parola con gli altri SO e scopro che io sono stato MOLTO fortunato. Tutti gli altri hanno avuto da ridire con qualcuno per delle penalità comminate a dei tiratori e scopro che gente che da me è stata tranquillissima ed amabile, in altre situazioni ha “mangiato la faccia” all'arbitro.

Mi è andata bene.

Scambio di aneddoti con gli altri tiratori “veterani”, poi le premiazioni, qualche foto e i saluti finali.

 

Non capisco come mai in queste occasioni non si facciano foto di gruppo o non si organizzi una cerimonia di premiazione come si deve, con podio e fotografo “ufficiale”. Lo fanno nelle gare di nuoto, in quelle di atletica, persino a quelle di ballo! Perché noi non lo facciamo?

Alle gare di tiro storico con l'arco o la spada, vengono invitate le autorità a premiare i campioni, in puro stile medioevale (spesso vestendo in costume il Sindaco). Da noi non succede mai (almeno alle gare dove sono andato io).

Come mai? I tiratori di pistola puzzano? I politici non ci amano?

C'è da dire che spesso i poligoni sono un po' “tristi”: gomme da camion sparse qua e la, in cave fangose e senza alcun tipo di climatizzazione o copertura anti pioggia e una autorità potrebbe anche “infangarsi le scarpe di Gucci”, è vero... ma noi neppure ci proviamo a renderli un minimo “coreografici”.

Sarà anche per questo motivo che di “Lady” ce ne sono pochissime?

Quante ragazze amano essere portate in mezzo al fango o ai sassi polverosi?

Insomma, l'hanno capita anche i produttori di armi, che si sono messi a produrre tutta una serie di “Female Weapon”, non solo quelle con l'impugnatura rosa (http://www.thegunsource.com/category/2580_Pink_Pistols.aspx?w=%2BCJWDALnoPg%3D) o di altri colori sgargianti, ma stando a guardare proprio alle dimensioni e alla cura estetica dei particolari (http://i1.squidoocdn.com/resize/squidoo_images/-1/draft_lens9307571module82559451photo_1265158343KittyRifle[1].jpg).

 

Che ci vuole a mettere una cura del genere in un poligono?

Nel Tiro Dinamico Sportivo cercano di essere molto distaccati dalle discipline operative, per cui avere nei loro stage solo carte e ferri non è un grosso problema. Il “colore” se lo mettono nelle uniformi delle squadre (che sono decisamente accattivanti).

Noi facciamo action shooting... cerchiamo di simulare situazioni reali (e non è una astrazione sportiva come nel Dinamico) mettiamo ogni tanto un'auto dentro a uno degli stage per simulare una situazione reale per la strada, giusto?

E se simulassimo meglio anche gli interni? Non penso serva assumere un arredatore.

Fare un salto in qualche discarica a recuperare a costo zero qualche mobile: armadi, letti, credenze, carrozzine per bambini (che fantastico “no-shoot” sarebbe), sedie a dondolo, etc, per simulare gli arredi?

Già usiamo le nostre “normali” paratie per rappresentare i corridoi... aumentiamo un attimo il realismo.

I ragazzi che fanno soft-air lo hanno imparato da anni e hanno gli adepti in costante crescita (alla faccia della crisi), comprese le “Lady”, che spesso si divertono anche a strisciare nel fango... ma con la giusta “mise”... con il giusto modo di vestire: BDU e creme mimetiche in faccia!

 

 

Pubblicato in Reportage Gare
Mercoledì, 25 Aprile 2012 16:25

Reportage 1° gara FIAS 2012 area nord

Ed eccoci arrivati a scrivere la recensione della gara di sabato e domenica scorsa. Ammetto, sapendo che c'era in arrivo il 25 aprile ho aspettato oggi a scrivere il reportage per avere un po’ più di tempo, ma in fondo sono ancora nei tempi che mi ero prefissato la notte di natale, giusto?

Anche questa volta seguirò le regole che mi sono prefissato (se volete vedere quali, potete leggervele nel reportage della gara di Forte Canarbino) quindi tralascerò le cose che diamo ormai per scontate.

Iniziamo con la gara di per sé, dicendo subito la prima caratteristica: era una gara "imbrogliona".

Infatti gli esercizi sembravano a prima vista facili facili, quasi banali... per poi doversi accorgere che banali non erano affatto e che al contrario nascondevano insidie alle quali difficilmente si pensa, spingendo quindi sul lato "tecnico" molto più del previsto, tanto da "imbrogliare" molti , me compreso. la controprova? mi sono sostanzialmente giocato la gara allo stage n° 5, il cosiddetto "miratino", dove sono riuscito ad accumulare ben 46 (ripeto QUARANTASEI) secondi di aree non colpite per pur sottovalutazione dell'esercizio. Se considerate che sono giusto i secondi che mi separano dalla prima posizione della stock marksman, improvvisamente potete capire perché affermo che lì ho buttato via la gara... proprio nell'esercizio che pareva "il più facile in una gara di esercizi facili". ma bando alle recriminazioni e passiamo agli esercizi:

Lo stage n° 1 partiva con 2 sagome in arretramento, quindi si ingaggiavano quelle nella "stanza centrale" e si passava quindi all'ultimo "corridoio" dove trovavamo una sagoma con un inusuale 5+2 che nella fretta rischiava seriamente di ricevere o un 4+2 o un 5+1, tiri molto più "classici".

Lo stage n° 2 era uno dei due "lunghi", che proprio perché sembravano più difficili portavano a una maggiore riflessione, aveva un mucchio di possibili tiri "da sinistra" (per la gioia dei mancini) ed alcuni tiri decisamente lunghi. Inoltre il superamento del limite del vecchio regolamento dei 18 colpi massimi si e' fatto sentire (almeno per me) portandomi a finire l'esercizio con la pistola in hold open. Certo, avevo già sparato tutto quello che dovevo sparare, ma finire senza colpi con una glock da 17 fa pensare che forse hai sbagliato qualcosa da qualche parte... stile i conti su dove hai fatto il cambio caricatore!

Lo stage n° 3 era uno di quelli "bastardi dentro". sembrava facilissimo: 2 carte a destra, 2 carte a sinistra, occhio a non prendere i no-shoot, entra nel corridoio, una a destra, una a sinistra. facile, vero? COL CAVOLO. quello di cui amaramente ti rendevi conto quando entravi dentro in corsa, e raramente prima, era che gli spazi in fondo al corridoio erano STRETTISSIMI e portavano invariabilmente a sentirsi chiamare la cover di profondità. E visto che quando l'SO chiama "cover" sei portato a pensare a dove hai messo i piedi e non a dov'e' il ponticello della pistola... in più la posizione di partenza "abbastanza libera" spingeva ad avvicinarsi parecchio alle barricate, rischiando anche in questo caso la cover di profondità.

Lo stage n° 4, pur essendo anche lui uno di quelli "con più spazio" e quindi che faceva riflettere un po’ di più, aveva anche lui le sue asperità. la prima era sicuramente dovuta alla coppia di ferri (gli unici in tutta la gara) con un tiro sul "lunghetto". Infatti questa simpatica coppia di piatti erano uno rosso, quindi no-shoot, e uno NERO dietro di esso. Ora, e' certo che il piatto nero fosse MOLTO più grosso del no-shoot che aveva davanti, ma la bella colorazione nera su uno sfondo marrone scuro dato dal parapalle, spesso e volentieri pure in ombra, non rendevano certo il tiro agevole, per non parlare poi del fatto che il piatto attivava un simpatico bobber veloce come un fulmine.

Lo stage n° 5 e' stata la mia maledizione. Sembrava banale, il maledetto: 6 carte, tiro da fermi, limited, prima 1 colpo a tutti i box grandi con la mano debole dalla posizione più vicina, quindi seconda string dalla posizione più lontana a due mani , 1 colpo al box piccolo, poi ultimo string con la sola mano forte, un colpo al box grande. banale vero? tanto banale da lasciarci giù 46 secondi, perché una cosa del genere TI SPINGE a correre... ma quando sei arrivato alla fine ti ricordi che in un limited NON PUOI doppiare se sbagli, e piangi calde lacrime quando vai a vedere le sagome!

Lo stage n° 6 era decisamente dedicato ai tiri lunghi e ai giochi di copertura. Giusto per chiarire fin da subito come funzionava, se dopo avere sparato alla body armour che avevate davanti all'inizio (o "body harmony" per gli amici, come e' stata subito ribattezzata) vi alzavate d'istinto per andare a tirare sulla sagoma di sinistra vi sentivate immediatamente chiamare la cover. Bastavano infatti pochi centimetri dalla posizione seduta di partenza per esporsi alla sagoma di sinistra, quindi o gli sparavi direttamente da seduto o dovevi alzarti DALLA PARTE OPPOSTA del tavolino per raggiungere la posizione di fuoco dalla barricata; inoltre tutto l'esercizio si svolgeva più o meno nello stesso modo: in pratica, dando nel briefing il minor numero di vincoli possibili si aveva costretto il tiratore a pensare con MOLTA attenzione al percorso che intendeva intraprendere, perché il rischio di esporsi e sentire chiamare la cover era veramente altissimo.

ultima nota sulla gara, l'uso del "mozambico drill" (o body-body-head per i meno formali), negletto in molte gare, qui invece l'ha fatta da padrone, aggiungendo un ulteriore grano di pepe in una pietanza che se a prima vista poteva sembrare una scialba minestrina ha rivelato invece tutta la sua piccantezza sin dal primo assaggio.

Fatto il riepilogo della gara passiamo al resto.
Sull'organizzazione non voglio esprimermi visto che ero parte in causa, saranno gli altri a dirci se l'hanno gradita o meno.
Invece voglio aggiungere una nota su un'altra questione.


Era la mia prima gara come SO Nazionale FIAS, oltretutto privo di score keeper per la maggior parte del tempo, a parte l'occasionale shooter di buona volontà con il quale però non potevo certo confrontarmi più di tanto.
Certo, sono un SO alle prime armi, e mi sono trovato ad arbitrare allo stage 3 che come detto sopra conteneva una notevole quantità di "tranelli". Però devo dire che ho trovato veramente, profondamente irritante l'abitudine generalizzata di molti tiratori non solo di contestare l'arbitro, ma di prendersi anche la briga di insultarlo, anche pesantemente.
"facile stare dalla parte degli SO quando hai la maglietta arancione addosso anche tu, vero?" mi si potrebbe rispondere.

Potrebbe anche essere vero per un altro, ma sono ormai 2 anni che faccio gare e in giro ormai ci sono almeno una trentina di SO se non di più che mi hanno visto nel loro stage.
Credo che tutti loro possano testimoniare che anche BEN prima di trovarmi nell'"eletta schiera" non ho mai sopportato chi discuteva un giudizio arbitrale, o peggio ancora, chi si arrogava il diritto di prendere l'arbitro a pesci in faccia; questo oltre tutto non solo in FIAS, ma anche in tutte le altre discipline sportive che ho praticato in vita mia.
Mi e' stato imputato di essere stato "eccessivamente spigoloso" nel trattare questi casi. Quasi sicuramente e' indubbio, e se questo mi rende inadatto al ruolo sicuramente la struttura arbitrale di FIAS si premunirà di venirmelo a dire, o nel caso in cui ecceda, mentre mi chiede indietro la divisa da SO.
Però vorrei fare riflettere con attenzione chi pensa di potersi permettere questi atteggiamenti su due cose:


1) non esiste gioco senza regole, e non esistono regole se non vengono fatte rispettare. senza questa base comune, non si può giocare neanche a rubamazzetto, figuriamoci affrontare un qualunque sport. Gli arbitri sono una esigenza perché senza di loro semplicemente e' impossibile avere una base di gioco comune. L'arbitro può sbagliare? certamente! Ma ANCHE SE AVESSE SBAGLIATO non è una motivazione né sufficiente né valida né per mettere in discussione il suo giudizio né tanto meno per compiere l'impensabile di mangiargli la faccia. E più si e' esperti e abili in una disciplina, più questa dovrebbe diventare una seconda natura per il giocatore.

2) Ad oggi ho l'impressione che visto che in FIAS non vi sono le migliaia di tiratori di altre discipline, si tenda ad essere decisamente lassisti su questo tipo di atteggiamenti, proteggendo i tiratori a discapito degli arbitri visto che i tiratori sono considerati "più importanti". Questo atteggiamento porta a fare capire ai tiratori che assaltare gli arbitri "paga", perché magari dopo che gli hai mangiato la faccia è molto facile che l'arbitro si dimentichi di segnarti sullo statino le procedure che ti saresti meritato. Il fatto stesso che le 4 ammonizioni per "comportamento antisportivo" non vengano neppure prese in esame per quello che e' a mio avviso IL MASSIMO del comportamento antisportivo la dice lunga sul livello a cui si e' arrivati, e mi fa sorgere molti dubbi sul fatto che si possa effettivamente garantire ai tiratori un set di regole condivise.

Perché quando si mettono in discussione gli arbitri, o se, peggio del peggio, si giunge a mettere in discussione la loro buona fede, diventa impossibile fare rispettare le regole, e si cade in un mondo dove chi grida più forte ha ragione.

 

Pubblicato in Reportage Gare

Si è svolta nei giorni 21 e 22 Aprile 2012 la 1° Prova del Campionato Nazionale 2012 - Area Nord della FIAS, presso il nostro campo.

In attesa della pubblicazione sul sito FIAS ufficiale, vi mettiamo qui a disposizione la classifica completa.

I reportage (ben due: uno di Pietro e l'altro di Salsi) sono presenti in area reportage gare; chi avesse foto da volere fare comparire è' pregato di caricarle in un set di foto flickr e comunicarne l'indirizzo via mail a pietro suffritti

Pubblicato in Gare
Giovedì, 23 Febbraio 2012 10:36

Pubblicate le date delle gare FIAS 2012

Sul Sito FIAS e' stato pubblicato il primo calendario delle gare del 2012, potete vederlo cliccando qui.

alcune cose sono ancora "variabili" (ad esempio non risulta ancora il luogo del National), pero' permette di mettere "da parte" le date essenziali :-)

Pubblicato in Gare
Mercoledì, 16 Novembre 2011 09:49

TESSERAMENTO 2012

TESSERAMENTO 2012

Si avvisano i soci, che da Sabato19 Novembre, sarà aperta la campagna iscrizioni 2012.

La quota è invariata rispetto agli anni precedenti.

Per l'iscrizione FIAS, ricordo le quote:

SO Nazionale .... € 25,00

Rinnovo ...........€ 35,00

Neo Iscritto.......€ 40,00

Pubblicato in L'Associazione
Giovedì, 29 Settembre 2011 12:12

Riclassificazioni FIAS 2011

Riclassificazioni FIAS 2011

Sono state pubblicate le riclassificazioni ufficiali FIAS relative all'anno di gare 2011.

di seguito le riclassificazioni dei nostri iscritti:

Shooter Categoria Gare Perf. Nuova Cat.

Baccaro Alessio MARKSMAN 1 ---.-- MARKSMAN

Battista Simone EXPERT 3 140.40 EXPERT

Colli Stefano SHARP SHOOTER 6 127.47 SHARP SHOOTER

Lonardi Maino EXPERT 6 107.50 EXPERT

Manganelli Gian Paolo EXPERT 5 117.35 EXPERT

Manzini Antonio MASTER 5 105.00 MASTER

Medici Giuseppe MARKSMAN 1 ---.-- MARKSMAN

Milanti Maurizio NOVICE 1 ---.-- NOVICE

Salsi Andrea NOVICE 1 ---.-- NOVICE

Suffritti Pietro NOVICE 5 183.67 MARKSMAN

Valerio Francesco SHARP SHOOTER 1 ---.-- SHARP SHOOTER

Pubblicato in Gare
Pagina 1 di 7
  • Dove siamo
  • Chi siamo
  • Sicurezza prima di tutto
  • I Principi dell'Action Shooting
  • Cos'e' L'Action Shooting

Dove Siamo

La sede legale del club è

TDM - Tiro Difensivo Modenese ASD

C/O Maino Lonardi

Via Nobili, 57

41100 Modena (MO)

Ovviamente però non pratichiama la nostra attività presso la sede legale.

Potete trovarci "tendenzialmente" il sabato pomeriggio presso i campi di tiro dinamico del TSN di Sassuolo, sito in via del Tiro a Segno 245,  Sassuolo (MO)

"Tendenzialmente" perche' visto che il nostro e' uno sport all'aperto, se piove e grandina non potete avere la certezza di trovarci, e visto che siamo comunque inseriti all'interno delle attività del TSN di Sassuolo, se vi e' una gara potremmo non essere disponibili

Read More

Cos'è il TDM

Il club TDM - Tiro difensivo Modenese ASD e' un'associazione sportiva dilettantistica composta da persone che amano il mondo delle armi, in particolare il tiro difensivo, che si allenano presso il Tiro a Segno Nazionale di Sassuolo per partecipare a competizioni nazionali o internazionali nelle discipline del tiro Difensivo (IDPA), Dinamico (FITDS), Rapido Sportivo (UITS) e Militare (UNUCI)

Nato nel lontano 19 Novembre 2007 dalla riunione "carbonara" dei soci fondatori, in quel di Via Nobili 57, hanno inteso fondare una associazione apolitica, avente per finalità lo sviluppo e la diffusione di attività sportive intese come mezzo di formazione psico-fisica e morale dei soci, mediante la gestione di ogni forma di attività agonistica ricreativa con particolare riferimento alla pratica della disciplina del tiro sportivo.

Oltre agli agonisti sono menbri del club anche persone che hanno solo voglia di divertirsi in sicurezza con armi corte o lunghe, imparando il maneggio e le tecniche di difesa in situazioni che si avvicinano il più possibile alla realtà, sempre nell'ambito della massima sicurezza e del totale rispetto della legge.

Ma prima di tutto e' un gruppo di persone appassionate che si trovano bene insieme e che si divertono a praticare sport in cui la componente ludica e' assolutamente essenziale: se non ci divertissimo smetteremmo di farlo.

Ben vengano quindi non solo gli allenamenti con le armi da fuoco, ma anche i momenti conviviali, che hanno una importanza almeno comparabile.

Read More

Questioni di sicurezza

Nelle competizioni dell' A.S. ogni tiratore è tenuto a rispettare queste cinque regole fondamentali:

  1. Considerare ogni arma come se fosse sempre carica.

  2. Non rivolgere mai la volata dell'arma verso qualcosa che non si voglia colpire.

  3. Essere certi del proprio bersaglio e di cosa lo circonda.

  4. Tenere sempre il dito fuori dal grilletto fino a quando non si e' coscientemente deciso di sparare.

  5. Rispettare le leggi e gli ordinamenti giuridici degli Stati in cui si compete.

Read More

Principi

  • promuovere l'informazione sulle norme di sicurezza che regolano l'uso ed il maneggio delle armi da fuoco.

  • creare una condizione di gara equilibrata ed uguale per tutti i concorrenti in modo da testare la capacità e l'abilità individuale dei tiratori.

  • promuovere l'utilizzo nella massima sicurezza di armi e di equipaggiamenti adatti al porto continuato da difesa, anche occultato.

  • dare ai tiratori percorsi di tiro ed esercizi che siano pratici, realistici e divertenti.

  • offrire uno sport di tiro realmente pratico che permetta ai concorrenti di concentrarsi sullo sviluppo della capacità tecnica nel tiro, nel pieno rispetto delle filosofie dell' A.S.

 

Read More

Scopo ed obiettivi dell'Action Shooting

L'action Shooting e' una disciplina di tiro con armi da fuoco che si prefigge di riprodurre, in sicurezza, situazioni di conflitto a fuoco credibili e possibili nella realtà, che vedano come "protagonisti" coloro che sono abilitati al porto d'arma continuato per difesa personale.

Il tiro sportivo dell'A.S. prevede l'utilizzo di un equipaggiamento realmente pratico per poter affrontare adeguatamente gli esercizi di gara in modalità dinamica.

Ai tiratori che partecipano alle competizioni dell' A.S. si richiede di usare armi e buffetteria idonei al porto continuato per difesa personale, poiche' lo scopo di tiro dell' A.S. e' quello di testare la capacita' e l'abilita' del tiratore, nel rispetto della sicurezza, in un'azione di tiro con modalita' diversificate e non la qualita' della sua attrezzatura.

La parola chiave dell'A.S. pero' e' "Sicurezza", quindi laddove si tratta di scegliere di simulare situazioni estreme noi preferiamo garantire la sicurezza del tiratore e di chi gli sta intorno: "Rambo" da noi non e' di casa.

Read More