Domenica, 30 Settembre 2012 16:57

Reportage National FIAS 2012 Gornate Olona

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Bene, eccoci a scrivere il reportage del National FIAS 2012.
Per prima cosa c’è da chiarire alcuni aspetti su quest’articolo:
1) penso che sia fatto conosciuto da molti se non da tutti che le cose "interessanti" di questo National non siano avvenute sul campo ma fuori dal medesimo. Questo però è un reportage della gara, e quindi parlerò della stessa e non di altro. al massimo, se e quando ne avrò voglia, scriverò un articolo apposito.
2) ho avuto l'onore e l'onere di partecipare a questo National come SO. Ovviamente, visto che riporto il mio vissuto, difficilmente questo potrà essere limitato a quello di "tiratore" e basta, soprattutto perché la mia schizofrenia non arriva ancora a livello di personalità multiple.
3) ovviamente ricordo che quanto espresso nell'articolo è semplicemente il parere dello scrivente, che, anche se non è più un novice come un tempo, di certo non rientra nel grande gotha dei saggi. Quello che io non capisco, magari chi è più bravo di me potrà capirlo, spiegarlo e chiarirlo meglio. Sia chiaro comunque che il tutto è messo con un grande "IMHO" davanti, ed esprime esclusivamente la mia opinione, senza nessun desiderio di offendere nessuno.

La prima cosa che vorrei fare notare è che, esperienza alla mano,

non è un vantaggio partecipare alla gara come SO, nonostante quel che ne dicano molti.
Sei stanco, preoccupato da altro, passi più da "beta tester degli esercizi" che da tiratore, t’interessa di più che tutto vada bene per i "tiratori veri" che non di fare la tua gara, gli SO che ti arbitrano per non essere tacciati di "preferenza verso un collega" spesso sono più duri con te che non con i tiratori, e fantomatici vantaggi come "avere visto gli esercizi prima" sono e restano nella mia esperienza ... fantasie! Soprattutto visto la totale assenza di esercizi “surprise”.
Poi magari sarà vero per tiratori di esperienza maggiore della mia, che sanno come cogliere il meglio da queste situazioni, ma io che "non sono buono" posso affermare senza tema di smentita di non avere ricevuto nessun vantaggio e parecchie sfortune dalla (usiamo le parole di Pietro Molle, che mi sono piaciute) "vestita da Hare Khrisna”.


La gara mi ha dato francamente l'impressione di avere colto molto del "buono" che si è visto in giro in altre situazioni di quest'anno: su dieci stage, quasi tutti avevano una forte impronta di "background con un senso" invece di puri e semplici esercizi di maneggio dell'arma, sebbene non siano mancati anche gli "esercizi teorici" come il cosiddetto "miratino" che personalmente continuo a odiare.
Non credo che sia un caso però che molta gente, interrogata su quali erano gli stage più belli abbia citato quelli profondamente caratterizzati dall'ambientazione, come il cantiere, la banca, la discoteca ecc.
C’è da dire che questa però è una lama a doppio taglio in alcune situazioni, visto che almeno per me la palma di "peggior stage" dopo il “miratino” se la sono portata a casa la tendopoli e, per altri motivi, l'esercizio 9 in cui si doveva iniziare a tirare sdraiati senza potersi staccare completamente con la schiena dal "letto".

Poi veniamo all'esperienza come SO.
Per prima cosa l'ho trovata una esperienza utilissima, perché' arbitrare un centinaio di persone a una gara "importante e ad alta tensione" come il National è una esperienza formativa notevole. Ciò detto, qui le cose hanno iniziato a mostrare i primi problemi, con interpretazioni del regolamento decisamente differenti tra "SO del Nord" e "SO del Sud", e non posso certo dire di avere trovato sempre di mio "personale gradimento" le decisioni o le direttive dei MD, a volte (anche spesso) in contrasto tra loro.


Personalmente sono stato molto fortunato visto che il mio "collega" allo stage 10 era persona amabilissima, con la quale si è lavorato in piena sintonia e con cui non ho mai avito neppure mezzo dubbio su come interpretare il regolamento... se non a mio svantaggio personale. Infatti, quando il venerdì ho fatto io il nostro stage, mi sono caduti due porta caricatori uscendo dall'auto senza che me ne accorgessi, e mentre lui era dell'idea che questo dovesse portare a una sola procedura per abbandono di munizionamento io invece pensavo che dovesse darmene 2, una per caricatore. Abbiamo deciso per la mia interpretazione anche per non dare poi adito a contestazioni di alcun genere.

Ciò detto, ci sono state alcune differenze grossissime, che hanno portato a svariate polemiche.

Una è stata l'interpretazione della Sequenza Tattica. Alcuni SO hanno tentato di imporre un'idea per cui la sequenza tattica fosse esclusivamente la sequenza 1-2-1 su due bersagli, mentre altri propendevano per "almeno un colpo per sagoma, poi ribatti come vuoi". La cosa ha portato a svariate discussioni. Personalmente vorrei fare notare che l'attuale regolamento, cito testualmente, dice che è penalità "Sparare un “doppio colpo” (2 tiri consecutivi) su un bersaglio quando l’esercizio specifica che i bersagli devono essere ingaggiati ognuno con un colpo e, in seguito, reingaggiati nuovamente per raggiungere il totale di 2 colpi per bersaglio (sequenza tattica). 1 Penalità per ogni bersaglio non ingaggiato correttamente."

La seconda è stata una discussione per cui, dalla tendopoli, alcuni SO pretendevano di assegnare 5 secondi a sagoma se, a fine esercizio, la mezza carta sentinella non presentava "fori" sufficienti a considerarla neutralizzata, mentre altri facevano notare che per ottenere questo tipo di trattamento detta sagoma avrebbe dovuto essere un piatto metallico, in modo da renderne evidente l'abbattimento visto che con un tiro a oltre 20 metri non si poteva pretendere l'occhio di falco da tutti di verificare se c'era il "buco", oltretutto in condizioni di visibilità che non permettevano il "controluce" (la sagoma era dentro una tenda).

La terza, che mi ha colpito personalmente invece e che forse proprio per questo mi ha fatto più male, non è stata invece fonte di discussione tra SO.
Un tiratore ha contestato al mio stage una cover di profondità vista e chiamata contemporaneamente da entrambi gli SO. Ha preteso l'intervento del MD che si è fatto mostrare con precisione la posizione della pistola del tiratore, cosa che gli SO hanno mostrato ENTRAMBI con chiarezza cristallina, evidenziando che l'intera parte anteriore del ponticello dell'arma era fuori dallo spigolo della copertura.
L'MO ha deciso a favore del tiratore dicendo che il grilletto non aveva passato la cover.
Vorrei fare presente che
1) il regolamento, cito testualmente, dice "In copertura, altresì, il tiratore non deve sporgere l'arma dalle barricate o dalle aperture oltre il ponticello del grilletto."
2) la frase rivolta dall'MD agli SO "questo è ciò che hai visto tu" sarebbe potuto essere interpretata in modo decisamente ingiurioso. Ho SCELTO di interpretarla differentemente...
3) un 3° SO di un altro stage aveva visto perfettamente anche lui la situazione e non è potuto intervenire perché non era l'SO di QUELLO stage, ma anche lui ha confermato che avrebbe dato la cover di profondità "senza se e senza ma".
4) il tiratore suddetto ha vinto la sua categoria per 8 secondi. Sarebbero stati 3 con quella procedura. Sicuri che non sia successo un'altra volta? O che questo non abbia avuto effetti sulle classifiche?
5) il MD non ha ritenuto né utile né indispensabile, vista la situazione evidente, confrontarsi col suo collega.
Ora, "ubi major, minor cessat", indiscutibile, e non mi sono messo a fare sterili polemiche sul campo col MD, ma resto convinto della mia interpretazione e di quella di tutti gli altri SO che hanno visto l'accaduto. Peraltro, stabilendo che vista la situazione non c’era neppure bisogno di chiamare il suo collega, l'MD giudicante si è assunto l'intera responsabilità della decisione. Ovviamente, era un suo diritto e ne aveva facoltà. Resta un mio diritto invece di riportare i fatti accaduti e riflettere su di essi con la mia testa.


In genere, comunque, mi è sembrato che il National sia stato notevolmente costellato di casi del genere, che a mio avviso non fanno che evidenziare due problemi:
1) Finché si continua a tenere "separate" le formazioni degli SO tra nord e sud si avrà sempre più una deriva che porterà a interpretazioni sempre più discordanti tra quelle che mi sembrano francamente sempre più "due federazioni differenti" che coesistono, più che un'entità unitaria con le stesse regole.
2) le relazioni interpersonali, al di là dell’eventuale "facciata" di cortesia e correttezza, mi sembrano decisamente tese.

Detto questo, bisogna invece fare un plauso all'organizzazione della gara: non so se la cosa fosse dovuta all'elevato numero di stages che hanno portato ad avere gruppi di 4/5 tiratori, ma la realtà dei fatti è che in entrambi i giorni tra le 15.00 e le 16.00 si era riusciti a fare tirare tutti, cosa che dimostra comunque un'ottima gestione dei tiratori.
Personalmente il fatto di essere tutti e due i giorni andati a mangiare "tardi" mi ha creato qualche problema, ma dal secondo giorno, avendo capito l'andazzo, mi sono organizzato e ho risolto, e la cosa ha certamente portato ad alcuni netti vantaggi per tutti.
Anche sul fronte "pappa" poi la cosa non è certo andata male, visto che potersi permettere di mangiare sul campo un primo e un secondo anziché i soliti panini non e' cosa da disprezzare.

Ed adesso vediamo se riesco a ricordare tutti gli stage per la loro disamina:

Lo stage 1 era un classico “miratino”: limited, 6 colpi su 3 sagome a due mani, cambio caricatore, in ginocchio, cambio caricatore, a terra. Francamente l'ho eseguito in pessime condizioni fisiche, ma proprio non aveva nulla da dirmi, l'ho trovato scialbo e una mera esibizione di capacità tecnica (ovviamente, per chi l’ha). Io non l’ho, e quindi...

Lo stage 2 era la famosa "discoteca Cocoricò": si partiva "al bar" con un bicchiere in mano; si posava il bicchiere (attenzione a non rovesciarne una goccia) e si neutralizzava il cattivo di fianco al barista, poi si apriva la tenda di un separé e si sparava alla sagoma lì dentro, si percorreva un corridoio e, entrati nella dance room, si facevano fuori tutti i cattivi presenti tra i tavolini. Bella la pensata, decisamente divertente, c'era davvero da fare mota attenzione ai fuori angolo, e per risolvere eventuali inceppamenti erano problemi.

Lo stage 3 era "la banca": si partiva dalla guardiola della sicurezza da una posizione da "ammanettati", si recuperava l'arma, si neutralizzavano i due cattivi coperti in parte da un “no shoot” impazzito che correva qui e là in preda al panico (un bobber), quindi si entrava nel corridoio del caveau e si "ripulivano" i cattivoni in 2 stanze. Penso di avere visto pochi esercizi come questo costruiti apposta per portare al fuori angolo, e, infatti, mi torna che abbia fatto strage. Obiettivamente era bellissimo come ambientazione, mi chiedo però se sia sensato studiare un esercizio dove quel che viene messo alla prova e la capacità pedissequa di prestare una attenzione furibonda alle regole di sicurezza. Non dovremmo costruire stages che ci consentano di divertirci SENZA infrangere MAI le suddette regole?

Lo stage 4 era la guardiola. Si partiva sparando dalle 3 finestrelle blindate di una guardiola, quindi si usciva da lì per fronteggiare l'attacco, si affrontavano i cattivi in una prima stanza, quindi ci si girava dall'altro lato e si sparava attraverso una finestra da aprire ai rimanenti. Francamente questo, nonostante una ambientazione sicuramente più viva, mi ha ricordato qualcosa di già visto proprio qui a Gornate Olona in un'altra gara, e mi genera le stesse perplessità: va bene che lo stage è incassato e presenta parapalle ovunque, ma l'impressione è che invece di avere realizzato uno stage entro i 180° se ne sia realizzato uno a quasi 270°, fidando sul fatto che da un certo punto in poi i parapalle proteggesse lo stesso. Posso considerarlo ugualmente in modo vagamente dubbio? Per l'amor del cielo, i parapalle c'erano, e però...

Lo stage 5 era ... boh, lo definirei "spara tra i bidoni", non ricordo il titolo originale: si partiva da un ponte rialzato, si neutralizzavano i primi cattivi, poi si correva in avanti a fare fuori le sagome visibili da 2 diverse postazioni in mezzo ai bidoni, si tornava indietro e da una copertura s’ingaggiava un mover decisamente veloce. Carino, non il meglio che si è visto, ma carino.
Poi si passava "ai campi in alto", su per una salita ghiaiata di quelle... intense :-)
Diciamo che portare su i cassoni dei materiali non è stata cosa semplice.

Lo stage 6 era il cantiere: obbiettivamente bello, ma proprio bello! Si partiva sdraiati di fianco a una moto dopo uno "scivolone a terra", si recuperava l'arma caduta poco davanti a noi e dalla copertura, s’ingaggiavano i cattivi della prima macchina che ci stavano facendo un agguato; poi ci si rialzava, e usando coperture del cantiere e della macchina blindata del personaggio che stavamo proteggendo, si affrontavano i residui. Bello, non facile, ben pensato. Per me il migliore stage del National.

lo stage 7 era quello del portavalori: col giubbotto antiproiettile e una borsa a tracolla veniamo attaccati a scopo di rapina mentre stiamo depositando a una cassa continua. In arretramento ci difendiamo dai cattivi, di cui uno col giubbotto, fino ad arrivare a proteggerci dietro il nostro furgone dove portiamo a termine in copertura la neutralizzazione degli attaccanti.

Lo stage 8 era quello della tendopoli, e proprio a causa dell'ambientazione (nonché' della realizzazione) mi è piaciuto pochissimo. Si assaltava una tendopoli, dove si facevano fuori le guardie in un modulo a T e la discussa sentinella a 20/25 mt, poi si entrava nel campo e si sparava ai cattivi nelle tende. Se non ci arrivate al perché' l'ambientazione proprio NON mi è piaciuta, allora la pensiamo differentemente su molte cose, soprattutto considerando che mi è stato detto che qui si fa tiro difensivo e non militare. Poi le polemiche sul dovere neutralizzare una sagoma cartacea a 20/25 mt non hanno che peggiorato la mia valutazione dello stage.

Lo stage 9 era una difesa abitativa da ladri-killer intrufolatisi in casa nostra durante il nostro sonno del giusto. Sarebbe stato MOLTO bello tranne che per un particolare, cioè non era permesso di staccare completamente la schiena dal letto prima di affrontare le prime due sagome né di mettere i piedi a terra o fuori dalla sagoma del letto. Ora, sarò scemo, ma mi ricordo ancora che durante il Corso FIAS, l'istruttore mi disse che essendo questo un gioco, ci sono dei rischi che un operativo è disposto a prendersi mentre noi no, proprio per la forma "sportivo/giocosa" della disciplina. Uno dei rischi che mi veniva citato, per farmi capire che non ci si passa mai la volata verso una parte del corpo, era quello di sparare con l'arma tra le gambe da sdraiati. Certo, qui questo non succedeva (o non doveva succedere)... ma di un pelo! Mi è sembrato veramente uno spingersi vicino a un limite che avrebbe dovuto, secondo me, essere invalicabile, e francamente non ne ho capita l'utilità. Ovviamente poi le polemiche sulla sequenza tattica non hanno fatto che incrementare i miei dubbi.

Lo stage 10 era l'Agguato, ed è quello in cui ho prestato servizio come SO. Si partiva in macchina, si brandiva l'arma e si sparava attraverso il finestrino a due sagome a mano debole, poi si apriva la portiera, si metteva giù un piede, si abbatteva un ferro a 2 mani, si girava dietro l'auto e si recuperava la valigetta con la mano debole e in movimento si sparava a 2 sagome (parzialmente nascoste da 1 “no shoot”) a mano forte, quindi da dietro una barricata poco davanti all’auto si sparava a 2 mani in copertura per affrontare 3 cattivi di cui 2 parzialmente nascosti da un altro “no shoot”. Posso dire che era "insipido"? Certo, l'ambientazione ha un po’ migliorato la cosa, ma di base era il classico mano debole-mano forte-due mani, altro esercizio di stile abbastanza sterile, visto che NESSUNO avrebbe mai affrontato dal vero quella situazione in quel modo. Peraltro il consiglio che era stato dato di indicare "con la mano sinistra-con la mano destra-con due mani" anziché “a mano forte-mano debole" non avrebbe avvantaggiato nessuno e avrebbe nettamente migliorato le cose, ma è stato rifiutato dai MD anche con una certa sbrigatività. Oltre a ciò davanti all'auto era stata posta un'asse irta di vitone a simulare una barriera taglia gomme, che mi ha fatto vedere i sorci verdi per tutto il tempo per la paura che un tiratore ci piantasse sopra un piede (come scenografia sarebbe bastata a simularla un giro di puntini fatti con lo spray bianco o rosso anziché' le viti), senza contare altre viti sporgenti che siamo riusciti a piegare solo con l'aiuto di un provvido tiratore, vista la paura che se andavamo a metterci le mani sopra si rompesse tutto. Ovviamente, tutto segnalato, risposta “va bene cosi”.

Bene, direi di avervi relazionato sulla gara, a ognuno l sue idee, e il massimo rispetto per le opinioni di tutti.
La mia è che è stata un'esperienza da fare una volta nella vita.
Non so francamente se, stante così le cose, è un'esperienza che rifarò o che rifarei.
Tanto, come ho detto altrove, dubito che il problema si riproporrà.

Altro P.S.: grazie ancora a Sabry per le foto :-D

Letto 3023 volte Ultima modifica il Giovedì, 08 Agosto 2013 16:47

2 commenti

  • Link al commento Antonio Lunedì, 01 Ottobre 2012 19:14 inviato da Antonio

    Pietro se non ci fossi tu bisognerebbe inventarti, come al solito hai fatto un bel reportage della gara evidenziando i punti di forza ma anche le evidenti carenze che ad oggi affliggono la FIAS.
    Spero che il nuovo consiglio sappia porre rimedio a questi annosi problemi riportando sulla giusta carreggiata quello che era un magnifico gioco nato con spirito operativo e cameratesco.

  • Link al commento pietro Martedì, 02 Ottobre 2012 12:31 inviato da pietro

    Graffie graffie... soprattutto spero di avere scritto un reportage della GARA (e non di altro) magari pure EQUILIBRATO. per lo meno l'obbiettivo era quello...

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