Mercoledì, 25 Aprile 2012 18:44

Il primo arbitraggio... non si scorda mai

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Le mie idee prima di arbitrare la gara del 21 e 22 aprile 2012, qualche impressione post gara più qualche foto scattata qua e la che arriveranno a breve...

 

Io di indole non sono un agonista, vado a fare le cose perché mi divertono, perché sto con degli amici. Se anche non mi classifico primo, non me ne importa un gran che... sopratutto se dopo andiamo tutti a fare “baracca” al ristorante. Certo, vincere da sempre soddisfazione, ma la voglia spasmodica che tanti hanno di arrivare “primi” non la capisco fino in fondo.

Avevo un collega (che mi ha iniziato al tiro a segno, invero), che tutto quello che faceva lo metteva sotto l'ottica della competizione (“In ufficio, io liquido più pratiche di Tizio”, “Al poligono io sparo meglio di Caio”, “In pista, io arrivo prima di Sempronio”, etc)... e non capivo questa sua “necessità” di arrivare “prima” in tutto.

Arbitrare per me è sempre stato più naturale: da anni lo faccio in gare di arco storico, da decenni arbitro tornei di giochi da tavolo e giochi di ruolo. È gravoso, è un grosso impegno, ma mantieni il rapporto con gli amici e dopo la manifestazione, vai al ristorante a scambiarti gli aneddoti sulla gara. Socialità e buona tavola.

Per me la formula migliore per godersi la vita.

Di farmi il sangue amaro perché non ho vinto non ne ho mai avuta voglia. Vedo i colleghi tifosi che quando perde la squadra del cuore sono depressi per 2-3 giorni. L'ex collega “competitivo”, se non arrivava primo, mugugnava per settimane... non io proprio non ce la faccio a tenere il muso per più di qualche ora.

 

Nel Tiro a Segno Olimpico non lo so, ma nel Tiro Dinamico Sportivo questa voglia di primeggiare è molto sentita. Nei Tiri Operativi/Difensivi un po' di meno... ma in alcune persone è sempre presente.

Questa “voglia di vincere” a volte porta ad eccessi ed estremi che non capisco: insultare l'arbitro, contestarlo senza prima discuterne, cercare di “fregarlo”, barare, etc... e la mia domanda è sempre: “Perchè”?

Ci sono forse in premio montagne di soldi?

Se hai il titolo di Campione, avrai onori e privilegi che gli altri non hanno?

Di norma no.

Secondo uno studio pubblicato su Armi e Tiro di un paio di anni fa, se uno vincesse TUTTE le gare Italiane di Tiro al Volo (Fossa Olimpica, Skeet, Double Trap), con i premi NON rientrerebbe delle spese di attrezzatura, allenamento e trasferta!

Lo stesso dovrebbe riguardare le altre discipline di tiro, più o meno... Sono cioè sport intrinsecamente “in perdita” per chi partecipa (in Italia almeno, dove l'attrezzatura per qualsiasi sport costa il doppio che nel resto del mondo). Lo si fa solo, o perché hai lo Stato che ti finanzia (sei uno sportivo nella squadra olimpica dei Carabinieri, ad esempio), oppure per la passione di tirare e di stare con gli amici... in teoria. Eppure c'è gente che se viene “frenata” nello slancio verso il podio da una ammonizione arbitrale, coprirà di insulti quella povera persona che gli ha “tarpato le ali” per tutti gli anni a venire “nei secoli dei secoli”... e dopo il corso di aggiornamento arbitrale della settimana scorsa mi sono ritrovato “nominato” Shooting Officer Nazionale (cosa per cui non mi sentivo di certo pronto).

Panico!

“Paura da Palcoscenico” la chiamano gli psicologi. È una forma d'ansia che tutti (chi più, chi meno) manifestano quando sono davanti ad un pubblico e sanno che possono essere giudicati e valutati. Una cosa simile capita anche ai professionisti della polizia che devono entrare in azione: aumento del battito cardiaco, ansia, timori, etc.

Qua non si tratta di fare semplicemente lo scorekeeper, come l'anno scorso alla grandiosa gara dell'UNUCI fiorentina (il Giglio Rosso-Pegaso 2011), organizzata dall'amico Alessandro Camarrone (in cui aiuti l'SO anche a dare le procedure e le penalità, ma non hai le stesse responsabilità dell'arbitro della “piazzola” in carica). Non si tratta di seguire con il timer gli amici del TDM, con cui condivido le mangiate (e che, se anche mi sbaglio ad assegnare una penalità, ci mettiamo semplicemente a discuterne davanti ad una birra alla sera), ma di arbitrare gli “agonisti” FIAS che anelano al podio Nazionale dopo aver fatto varie gare e che se una di queste gli salta per “colpa tua”, ti stramalediranno fino alla settima generazione!

 

Questo è il mio primo arbitraggio “ufficiale” in una gara valevole per il Campionato Italiano (anzi, che apre la stagione 2012), sotto gli occhi di tutta la FIAS del Nord Italia, con i campioni e i “wanna-be” (cioè coloro che aspirano al ruolo), SENZA un regolamento “stabile e certo” (le ultime modifiche discusse la settimana scorsa saranno già state inserite? I tiratori le avranno già lette?

Alla gara Sassuolese parteciperanno sia i “signori” che i “contestatori professionisti”... ed ecco la mia Paura da Palcoscenico che cresce e anzi diventa il mio personale “Panico” da Palcoscenico.

Riuscirò a star dietro ai “velocisti”? Non sono un “fuscello” e alcuni dei tiratori (soprattutto quelli che si divertono anche con il Tiro Dinamico Sportivo) sono dei novelli Ben Johnson... hanno una “tigre nel motore” e fanno 100 metri in un “nientesimo” di secondo. Come faccio a muovermi più veloce di loro?

Se sbaglio ad arbitrare? Se non vedo una irregolarità? O peggio, se credo di vederla (tipo un dito sul grilletto, quando invece è appoggiato all'esterno, ma non sulla canna)?

Qua mi mangiano vivo!

Rischio di fare fare anche brutta figura al TDM... mi sento le farfalle nello stomaco e una lieve tachicardia... che faccio, mi do malato?

In effetti il solo pensiero non mi fa stare bene... no sarebbe peggio, poi i “ragazzi” avrebbero seri problemi a coprire tutti gli “stage” della gara e in quel caso tutto il TDM verrebbe screditato a livello nazionale.

In mia salvezza arriva un caso fortuito... l'acquisto di un revolver S&W 625 del 1989.

Provare ad usarlo in gara, averlo da mostrare ai compagni del TDM per chiedere consigli e pareri... spostare la mia attenzione e le mie paure dalla gara alla novità della “nuova” pistola.

È un'arma usata, io non ci ho mai sparato, non ho l'attrezzatura a casa per “farla gareggiare”, ma non mi importa... avrò tutto il necessario e spenderò quello che ci sarà da spendere per partecipare alla gara di Sassuolo con il revolver al mio fianco.

E con questo pensiero si avvicina la data fatidica.

Il revolver mi arriva il pomeriggio prima della gara e non ho ancora nulla dell'attrezzatura di contorno! Un salto alla gioieller... ehm... all'armeria Bersaglio Mobile di Reggio (che hanno il pregio di avere sempre TUTTO per le gare di Dinamico), spendo una piccola fortuna per attrezzarmi ed eccomi pronto. Sabato mattina, la “sveglia del demonio” squilla all'alba (le 06:15). Il Panico da Palcoscenico aumenta... nella borsa il nuovo Timer, lo S&W 625 mai maneggiato, con le (sole) 15 lunette rifornite di munizioni (preparate la sera prima), tutte le altre nelle scatole. Il catalogo nazionale indica che l'arma può sparare solo piombo nudo. Le uniche munizioni di quel tipo che ho sono delle tronco coniche. Le “round nose” più congegnali a quell'arma sono solo blindate o ramate. OK, poco importa. La fondina nuovissima non sembra calzare molto bene alla rivoltella (maledizione: non ho tempo per andarla a cambiare), per cui mi porto dietro anche la mia 1911 dell'STI, al limite gareggio nella .45 Division. Colazione leggera (l'ansia mi ha tolto appetito) e mi faccio una doccia rapida per allentare la tensione, quindi preparo la “merenda” in uno zainetto termico. La gatta vuole le coccole... che faccio? Non ho il tempo, per cui le do solo la pappa, poi di corsa in auto dove programmo il Tom Tom, da casa al poligono, via più veloce, 54 km e quasi un ora per arrivarci grazie all'autostrada e parto. All'arrivo chiedo a Antonio “Manzo” Manzini (nostro nume tutelare e Presidente) se posso partecipare con la rivoltella e se mi fa arbitrare un “miratino”. Mi da del matto perchè voglio usare la nuova arma, ma mi concede di gareggiare nella Revolver Division e mi da la piazzola “tranquilla”, ma senza lo scorekeeper... grazie “Manzo” va benissimo ugualmente.

I ragazzi di Milano che ci devono portare le sagome dei bersagli sono in ritardo. Panico degli organizzatori. Io ne approfitto per farmi dare i consigli di utilizzo del nuovo “ferro” dal mitico Presidente (ma c'è un'arma che non sappia usare? Forse l'artiglieria missilistica anti-aerea... ma non ci giurerei). Arrivano i Milanesi alle 10:20, si finiscono di montare gli Stage, e di corsa a sparare per poter essere pronti ad arbitrare nel pomeriggio gli altri (alcuni erano anche già arrivati e da un'ora aspettavano e chiacchieravano con i ragazzi del club di Tiro Dinamico che non sapevano che il campo era chiuso a causa della gara FIAS).

Compare il grande Paolo “Mango” Manganelli, reduce dall'ospedale. Grande festa. Sembra proprio in ottima forma. Qualche convenevole anche con gli altri ragazzi e via sulle piazzole di tiro.

Rapido briefing e mi ritrovo davanti ai bersagli, con un arma mai usata prima in vita mia... ma felice di essere con gli amici al fianco. Una pazzia? Probabile.

Due stage da interpretare veramente carini e gli altri 4 che si presentano come “amichevoli” ma che in realtà non lo sono affatto. Lo stesso “miratino” era in grado di causare disastri. Ma il tutto è stato tremendamente divertente. Qualche foto tra un tiro e l'altro (con la mia “compattina” nuova nuova, che ho da due settimane e che ancora non so usare bene), le corse a ricaricare le lunette (attrezzo del demonio!) per poter ascoltare bene i briefing. Ho fatto la malora: dimenticando le lunette cariche nella borsa, ben 22 mancate percussioni (le munizioni non erano fatte per quella pistola e gli inneschi troppo duri per la morbidezza della molla del cane), tempi biblici di esecuzione degli stage... ma non mi importava. Era da tempo che non mi divertivo tanto ad una gara e la tensione, lo stress... il panico da palcoscenico... calavano “tamburo dopo tamburo”.

W il Revolver! Credo che lo userò spesso in futuro.

 

Un panino al volo ed ecco che al primo pomeriggio si comincia ad arbitrare sul serio. La “Paura da Palcoscenico” torna ad aumentare. Per fortuna la gente non è tanta e per un po' ho chi mi aiuta: Simone, Shooting Officer allo Stage 6, mi fa da scorekeeper e io mi rendo conto di essere un po' imbabolato. Ma mi riprendo e facciamo “giocare” tutti i tiratori... divertendoci anche noi SO.

La sera si organizza una cena... ma è meglio che non vada, la dieta non mi consente di mangiare fuori troppo spesso e sono sicuro che alla fine della gara si organizzi qualcosa... arrivo a casa e la doccia mi sembra una fetta di paradiso... tutto il giorno in piedi senza sedersi non è proprio molto comodo.

Il letto mi abbraccia e io crollo come un mattone, fino a quando, alle 05:00 del mattino, la gatta viene a pretendere le coccole arretrare del giorno prima, infilandosi sotto le coperte e mentre “fa il pane” mi infila gli artigli nella coscia!

Vestizione e colazione. Di corsa al poligono. Oggi è la giornata clou. Arriva la prima squadra di 8 tiratori. Sono solo. Il panico da palcoscenico aumenta. Andiamo piano piano per non fare errori. Fortunatamente il nostro onnipresente Presidente mi vede un po' in difficoltà e mi viene a dare una mano e a insegnarmi come velocizzare la cosa: 3-4 persone e “capisco il giro”. L'ansia si scioglie come neve al sole e gli altri tiratori, fino a fine giornata, non sono più un gran problema. Mi ritrovo in una situazione surreale quando arriva un gruppo con all'interno metà della gente alla prima gara in assoluto... e io mi ritrovo a tranquillizzarla e a metterla a loro agio!

 

Nessuna contestazione. Nessun problema particolare. La copia del nuovo regolamento che avevo sempre con me nella cartellina del briefing (come una sorta di “Coperta di Linus”) non l'ho mai dovuta usare. Anche le card in acetato per misurare i diametri dei fori in caso di contestazioni o grossi dubbi non mi è servita. Pausa pranzo, altro panino al volo (conserviamo le calorie per la cena). I bossoli a terra accumulati in due giorni sono “evaporati” al nostro ritorno sugli stage! Bisogna dire al sindaco di Napoli di reclutare i tiratori di pistola per la raccolta delle immondizie: rapidi ed efficienti!

 

Nel pomeriggio abbiamo anche tempo, tra un gruppo e l'altro di fare quattro chiacchiere con i ragazzi della Croce Rossa che erano sul campo in servizio. Sono affascinati dalla gara e un po' intimoriti... 50 persone che girano armate tutte assieme, possono mettere ansia, in effetti.

Poca gente ancora in piazzola e la gara finisce.

Tutti in attesa delle classifiche.

Comincio a smontare lo stage. Scambio qualche parola con gli altri SO e scopro che io sono stato MOLTO fortunato. Tutti gli altri hanno avuto da ridire con qualcuno per delle penalità comminate a dei tiratori e scopro che gente che da me è stata tranquillissima ed amabile, in altre situazioni ha “mangiato la faccia” all'arbitro.

Mi è andata bene.

Scambio di aneddoti con gli altri tiratori “veterani”, poi le premiazioni, qualche foto e i saluti finali.

 

Non capisco come mai in queste occasioni non si facciano foto di gruppo o non si organizzi una cerimonia di premiazione come si deve, con podio e fotografo “ufficiale”. Lo fanno nelle gare di nuoto, in quelle di atletica, persino a quelle di ballo! Perché noi non lo facciamo?

Alle gare di tiro storico con l'arco o la spada, vengono invitate le autorità a premiare i campioni, in puro stile medioevale (spesso vestendo in costume il Sindaco). Da noi non succede mai (almeno alle gare dove sono andato io).

Come mai? I tiratori di pistola puzzano? I politici non ci amano?

C'è da dire che spesso i poligoni sono un po' “tristi”: gomme da camion sparse qua e la, in cave fangose e senza alcun tipo di climatizzazione o copertura anti pioggia e una autorità potrebbe anche “infangarsi le scarpe di Gucci”, è vero... ma noi neppure ci proviamo a renderli un minimo “coreografici”.

Sarà anche per questo motivo che di “Lady” ce ne sono pochissime?

Quante ragazze amano essere portate in mezzo al fango o ai sassi polverosi?

Insomma, l'hanno capita anche i produttori di armi, che si sono messi a produrre tutta una serie di “Female Weapon”, non solo quelle con l'impugnatura rosa (http://www.thegunsource.com/category/2580_Pink_Pistols.aspx?w=%2BCJWDALnoPg%3D) o di altri colori sgargianti, ma stando a guardare proprio alle dimensioni e alla cura estetica dei particolari (http://i1.squidoocdn.com/resize/squidoo_images/-1/draft_lens9307571module82559451photo_1265158343KittyRifle[1].jpg).

 

Che ci vuole a mettere una cura del genere in un poligono?

Nel Tiro Dinamico Sportivo cercano di essere molto distaccati dalle discipline operative, per cui avere nei loro stage solo carte e ferri non è un grosso problema. Il “colore” se lo mettono nelle uniformi delle squadre (che sono decisamente accattivanti).

Noi facciamo action shooting... cerchiamo di simulare situazioni reali (e non è una astrazione sportiva come nel Dinamico) mettiamo ogni tanto un'auto dentro a uno degli stage per simulare una situazione reale per la strada, giusto?

E se simulassimo meglio anche gli interni? Non penso serva assumere un arredatore.

Fare un salto in qualche discarica a recuperare a costo zero qualche mobile: armadi, letti, credenze, carrozzine per bambini (che fantastico “no-shoot” sarebbe), sedie a dondolo, etc, per simulare gli arredi?

Già usiamo le nostre “normali” paratie per rappresentare i corridoi... aumentiamo un attimo il realismo.

I ragazzi che fanno soft-air lo hanno imparato da anni e hanno gli adepti in costante crescita (alla faccia della crisi), comprese le “Lady”, che spesso si divertono anche a strisciare nel fango... ma con la giusta “mise”... con il giusto modo di vestire: BDU e creme mimetiche in faccia!

 

 

Letto 4034 volte Ultima modifica il Martedì, 29 Maggio 2012 11:24

2 commenti

  • Link al commento Pietro Suffritti Mercoledì, 25 Aprile 2012 19:11 inviato da Pietro Suffritti

    625 santo subito se e' bastato quello a farti passare il panico :-D
    evviva le lunette ed evviva il revolver!
    poi dai, scusa, sei arrivato primo di categoria e secondo di division... vedi che hai vinto anche tu ?

    "piu' magnazze e meno pugnette" non sarebbe un brutto slogani in effetti :-D

  • Link al commento Monica Muzii Suffritti Mercoledì, 25 Aprile 2012 19:27 inviato da Monica Muzii Suffritti

    Ti chiedi perche' con te sono stati amabili? Seriamente.... sarai pure dimagrito, ma anche se non sei piu' un 2 stagioni un 4 ante ci rimarrai sempre. :)

    Hai ragione su tutta la linea, sia sulla necessita' di primeggiare che su uno sport non da signore, ma fidati tu sei l'eccezione, gli altri sono la regola portata all'eccesso. E secondo te a una sognora piace l'eccesso? Mah!

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