Domenica, 01 Aprile 2012 13:43

VII° Trofeo U.g.i. "per tornare a sorridere con PIERO"

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Ed eccoci qui al mio primo tentativo di fare avverare la mia auto-promessa che mi sono raccontato la notte di natale.

Ieri, 31 Marzo 2012, siamo stati alla gara di beneficenza organizzata dai ragazzi di Forte Canarbino con una bella combinazione di uno steel challenge da 5 stage, uno stage USPSA (ammetto che non sapevo neanche che esistesse) e uno stage aggiuntivo fatto con 5 ferri.

Insomma , si e' sparato un fracco ed anche un po' di piu': sono partito con 400 colpi e sono tornato con 75... e oltretutto nonne ho nemmeno cacciati una valanga fuori bersaglio, perlomeno non piu' del mio schifosissimo solito!!! insomma, chi voleva sparare si e' tolto decisamente la voglia, il che per una gara "da divertimento" non e' proprio una cosa da poco! insomma, in genere il risultato finale della gara può essere catalogato sotto il termine "HEY CHE FIGATA!!"

Ora, ho un serio problema nello scrivere queste recensioni:

che io "non sia effettivamente qualificato a scriverle in quanto non sono un dio del tiro" lo sanno tutti: la premessa iniziale e' che sta roba erano le riflessioni di un novice.

ma se io continuo a scrivere "mi sono divertito" le recensioni diventeranno ben presto una sfilza di commenti tutti uguali, che ripetono sempre le stesse cose, decisamente noioso.

per cui diamo per appurato che di solito, a fare una gara mi diverto, e parecchio. se cosi' non fosse, lo scriverò a chiare lettere.

d'altronde, se almeno in cuor mio critico il modo in cui la stampa specializzata nel nostro campo scrive gli articoli (alla prossima particolareggiata descrizione tecnica di un sistema a chiusura geometrica "stile glock" vomito, non parliamo per la prossima descrizione del sistema colt-browning: sono tutte uguali ! ) non posso pensare di cadere nello stesso tranello.

quindi tentero' di descrivere d'ora in poi la gara, dando per scontato che

1) mi sono divertito
2) si e' sparato almeno a sufficienza
3) ho trovato gente con cui sono stato bene

ed adesso entriamo nel vivo, in ordine sparpagliato sciolto come mio solito

Allora, la prima cosa di "particolare" era che la gara era destinata a scopo di beneficienza, cosa che rendeva estremamente più piacevole togliersi dal portafoglio i 40 euro. oltretutto un ricco montepremi messo a disposizione da parte di una vagonata di sponsor non fa male (cari sponsor spiacente ma non sono un giornalista di testata, quindi non sono soggetto all'obbligo di farvi pubblicita' e quindi non vi cito. chi fosse interessato troverà la locandina allegata all'articolo e se la potrà leggere, trovandoci i vostri nomi)

la seconda cosa particolare era che e' stata una gara "composita":

infatti era composta da 5 stage di steel challenge "classici", più uno stage USPSA (per chi come me non sapeva cosa fossero, è un percorso con un vagone di carte da colpire con 2 colpi l'una dove ti servono almeno 60 colpi... meglio avere almeno 4 caricatori o farlo ridotto, perche' se no SI RESTA SENZA COLPI!). In più hanno aggiunto uno stage con 4 piastre e un bersaglio piccolo da Steel Challenge, su cui "si sono inventati" un esercizio di steel nuovo e divertente.

Per chi fosse interessato alla mia opinione sulle gare di Steel Challenge invito ad andarsi a rileggere il mio commento alla gara di Steel che abbiamo fatto nelle settimane scorse a Sassuolo: Spassosissimo, veloce come l'inferno, permette di sparare anche a chi non fa abitualmente tiro in movimento, con la fantastica caratteristica di non dare praticamente adito a contestazioni di nessun tipo, il che non e' poco.

l'unica cosa che aggiungo ora e' che ha una spiacevole "sfortuna": avere piatti cosi' vicini porta a far piovere pezzettini e schegge di colpi un po' dappertutto per tutta la giornata, cosa non particolarmente piacevole... come hanno scoperto la punta del mio naso (centrato in pieno dalla scheggia di un MIO colpo!) e il mio maglione, bucato da un'altra scheggia mentre eravamo in area ristoro. forse inclinare leggermente verso il basso i piatti potrebbe risolvere un po', ma diciamo che queste gare ti fanno capire in fretta che portare SEMPRE gli occhiali di protezione NON E' un optional, cosa che comunque qualunque tiratore dovrebbe sapere benissimo ! certo, io sono un po' piu' avvantaggiato visto che i miei fondi di bottiglia non abbandonano mai il mio naso, ma l'aggiunta di un buon paio di addizionali in policarbonato ci e' stata proprio bene.

L'impressione in genere e' che probabilmente anche pochi gradi di inclinazione verso il basso dei piatti da questo punto di vista facciano TANTO la differenza, anche se di certo non è una cosa che si possa additare come colpa ai ragazzi di Forte Canarbino, che al contrario hanno gestito egregiamente la gara: temo che sia proprio qualcosa di connaturato nella disciplina dello Steel Challenge. Francamente non sono abbastanza bravo tecnicamente da potere dare suggerimenti in merito. usare un power factor più basso? vorrebbe dire obbligare la gente a fare colpi apposta. chiedere di non usare blindate ma solo piombo nudo? non credo risolva, e poi chi come me tira con una glock potrebbe anche rospondere "no grazie". insomma, penso che sulla cosa dovrebbero riflettere quelli più bravi di me e soprattutto chi scrive i regolamenti dello Steel e fa stage con piattini a 6/7 metri di distanza dal tiratore, ma penso che richieda riflessione.

Mentre ero in pausa pranzo, a distanza di SVARIATI metri dallo stage più vicino, una scheggia mi ha tagliato il maglione. buchino piccolo, maglione vecchio usato ormai solo per venire a tirare, nessun danno, pero' in quella zona uno era "autorizzato" a sentirsi al sicuro e magari a togliersi le protezioni...

Sul percorso USPSA si puo' dire tranquillamente che e' stato divertente, e poi è la prima volta che faccio fuori in uno stage oltre 60 colpi; ma da "troppo abituato" alla FIAS ho sentito un po' la mancanza delle coperture e dei cambi caricatori "fatti con senso dietro un riparo". Francamente credo che se fosse stato fatto come Surprise, e con l'obbligo di muoversi in copertura, avrebbe incrementato il "fattore credibilità" di tantissimo, ma comunque anche cosi' lo rifarei anche fra mezz'ora!

Uno stage cosi' lungo ti impedisce di pensare e di memorizzartelo prima, ed e' un ottimo modo per imparare a reagire alle situazioni invece che pianificarle prima. tanto e' vero che, lo ammetto, a un certo punto durante il percorso, mentre stavo per abbandonare una delle "finestre" mi sono reso conto che avevo "dimenticato" due sagome e sono dovuto tornare indietro a farle... cosa che senza un SO che ti chiama "COVER" e' più "pelosa" di quel che si possa pensare.

Il gioco coi ferri "aggiuntivo" invece ammetto di averlo trovato leggermente "insipido": si trattava di coplire 4 piastre a pochi metri e quindi lo stop plate nel mezzo, cambiare il caricatore come con un cabio di emergenzae ripetere, il tutto per 3 volte. veniva preso il tempo migliore.

Ora, di per se non era tanto differente da un esercizio di steel da trovarlo particolarmente "innovativo" o "fantasioso", pero' in compenso aveva la SVENTURA dell'esercizio di steel, cioe' piatti MOLTO vicini al tiratore, e il mio naso NON ha gradito la scheggia generata dallo stop plate dritto davanti a me a 5-7 metri di distanza; ma di questo aspetto ho già parlato fin troppo prima, e penso sia legato all'idea di Steel Challenge, e non alla gara di per sè.

Insomma, se andate a fare una gara di Steel... occhiali sempre sul naso, cappellino sempre in testa e vestiti che possano prendere una scheggia senza che ci si pianga sopra neppure una lacrima!

Detto tutto sugli esercizi, vero "cuore" della gara, passiamo all'organizzazione:

come al solito tutte le volte che vengo a Forte Canarbino tremo per le sospensioni della mia macchina, ma quando ci arrivo continuo a pensare che ne sia valsa la pena: il posto e' a dir poco meraviglioso e i soci del "Forte Canarbino Shooting Club" sempre meravigliosamente simpatici e disponibili. Francamente un piccolo punto di invidia me lo ha fatto venire i loro maglioncini extralusso con ricamato dietro il nome. per me che faccio una fatica atroce ad associare nomi e volti il fatto di non impazzire a sapere come mi posso rivolgere alla persona che ho davanti senza usare un tristissimo "scusi signora scorekeeper..." e' un vantaggio non indifferente.

Avendo qualche problema di cibo che posso ingurgitare, l'organizzazione di un punto di ristoro interno gestito direttamente dall'associazione, dove quindi si mangiano panini fatti con "pane vero" anziche' industriale e "salumi decenti" anziche' la roba spacciata dai vari paninari di turno e' un vantaggio non da poco. Se una pecca si può conteggiare a chi ha organizzato il ristoro e' stata quella di non avere ben fatto i conti con gli stomaci dei tiratori e col fatto che la gara spingeva a finirne almeno una parte prima della pappa... col risutato che quando siamo arrivati a mangiare noi (erano le 2, lo ammetto) non era rimansta neanche l'ombra del bosco! ma un fantastico Paolo Dal Pino stava già risolvendo il problema, e meno di un quarto d'ora dopo stavamo già recoperando e addentavo tutto soddisfatto il mio sfilatino al prosciutto.

l'esperienza mi ha fatto riflettere che forse oltre che a dirci cosa si puo' fare sul campo e cosa no, condividere anche le statistiche dei nostri punti di ristoro potrebbe permettere ai nostri club di
1) fare due soldini in più con la gara organizzando punti di ristoro interni invece di affidarli all'esterno
2) permettere a tutti di mangiare meglio almeno qualitativamente, anche se a costo di una varietà leggermente inferiore
3) rendersi conto di QUANTA "pappa per tiratore" e' da considerare visto che non sembra che il conteggio "uno o due panozzi a testa" sia appropriato per le simpatiche boccucce che frequentano i campi
4) condividere idee simpatiche: ad esempio, e se facessimo qualche kilo di pasta? meglio o peggio? gli spaghetti li apprezziamo tutti, ma magari significherebbe dovere rispettare dei tempi , visto che la pasta al pomodoro fredda fa schifo, e forse obbligherebbe a uno sforzo organizzativo eccessivo.

Sul lato "interno al TDM" (e poi ho finito) vanno segnalate due cose:

1) e' stata la prima gara della Manu. YAY! benvenuta Manu, ma non farti prendere cosi' dal nervosismo ! (facile a dirsi per chi un'anno fa colava adrenalina dalle dita alla prima gara, vero?). Non ti preoccupare, dopo un po' diventa tutto piu' facile e divertente, soprattutto se metti via la voglia di esssere "er nnummero uno". "Ecchissenefrega! io non vincero' mai un tubo, pero' mi diverto!" a mio avviso resta un ottimo modo per affrontare le gare.

2) francamente ho sentito la mancanza del Mango. Dai Paolotto, vedi di rimetterti in fretta che ci manchi! il numero di cazzate sparate si riduce troppo quando non ci sei! e siamo degli "sparatori" no?

3) siamo tutti parecchio incaZinati col lavoro ultimamente. io ho saputo che riuscivo a venire la sera prima alle 9:30, ahime'. ma finche' Paolo non ritorna "abile ed arruolato" a gestire il flusso di informazioni interno, bisogna trovare un metodo più veloce per avvertirci l'un l'altro dell'arrivo di una gara. francamente io me l'ero "persa" fino all'arrivo dell'SMS di Maino, e forse qualche info in più e in precedenza avrebbe potuto significare qualche tiratore in più in squadra...

bene, vi ho stressato abbastanza, e per stavolta ho mantenuto la promessa.

ci risentiamo alla prossima notte di natale :-D

Letto 6033 volte Ultima modifica il Domenica, 01 Aprile 2012 16:39

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